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Gli intramontabili...
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Gli intramontabili
Patrizia Calefato, Meltemi, 2009.

Cosa hanno in comune una borsa Kelly battuta all’asta su eBay, un vinile dei Beatles, la vecchia 500 rimessa a nuovo, ma anche la nuova che la cita nel nome, nei colori e nelle forme, un mobile di design italiano degli anni del boom, un disco degli Abba, i regali di Natale, il jeans, il bikini, la T-shirt, Mina, Jacqueline Kennedy e Grace Kelly?
Sono gli intramontabili, i sempreverdi. Mode, persone, oggetti che restano nel tempo o ritornano, come “vintage”, dopo una fase di relativo oblio, anche se la loro “resistenza” ha talvolta il senso del residuo ottuso e della leggera ossessione, piuttosto che dell’autodifesa attiva. Segni che non solo rimangono nel corso degli anni come “classici”, nel senso più tradizionale della parola, ma si ripresentano, rielaborati sotto forma di citazione visiva, deformati dalla memoria, riciclati e riusati, per dar vita a nuove configurazioni.

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Patrizia Calefato, semiologa, insegna Sociolinguistica, Linguistica informatica e Analisi socio-antropologica del prodotto di moda nell’Università degli Studi di Bari.
YouTube
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YouTube


Jean Burgess e Joshua Green, EGEA, 2009.

YouTube uno è dei più conosciuti e discussi siti di media partecipativi, il più utilizzato su Internet per la condivisione di video. Ma come viene utilizzato? Perchè è così importante? Quali rapporti ha con le più vaste trasformazioni in corso nella cultura, nella società e nell'economia? Sono tanti e diversi i soggetti che partecipano e contribuiscono a YouTube.
YouTube offre l'opportunità di affrontare alcuni dei problemi più
importanti della cultura partecipativa: il differente peso delle diverse voci e forme di partecipazione, le evidenti tensioni fra interessi commerciali e bene collettivo, e la contestazione delle regole etiche e sociali.

Scarica l'introduzione da www.egeaonline.it
Le 22 immutabili...
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Le 22 immutabili leggi del marketing
Al Ries e Jack Trout, L'Età dell'Acquario - Lindau, 2009.

Il mercato è pieno di insidie. E il marketing è una materia in continua evoluzione, perché la società cambia rapidamente e imprevedibilmente. I cicli economici sono instabili. I budget sempre più risicati. Ormai le aziende -grandi e piccole - non possono più permettersi di sbagliare. Secondo Al Ries e Jack Trout è possibile ridurre al minimo gli errori a patto di conoscere e mettere in pratica le «leggi fondamentali» descritte nel libro, elaborate a partire dall'analisi delle strategie di grandi aziende e del tasso di successo/fallimento dei nuovi prodotti.

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Al Ries e Jack Trout sono fra gli strateghi di marketing più conosciuti al mondo, hanno pubblicato numerosi libri che hanno venduto milioni di copie.
The London...
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The London Cut. Savile Row. L'arte inglese della sartoria
James Sherwood, Marsilio, Venezia, 2007.

Savile Row, storica via londinese, è sede dal 1806 dei più esclusivi laboratori sartoriali del mondo, per uomo e per donna. Per una clientela eccellente e variegata. Dal 1806 a oggi le icone di Savile Row includono l'Ammiraglio Nelson, Cary Grant, John Lennon, fino a tutti i reali d'Inghilterra.
Primo libro tradotto in italiano sull’argomento, contiene esaurienti informazioni sui sarti di Savile Row e un ricco apparato iconografico; racconta non solo la storia, ma anche il lato contemporaneo della moda: non a caso i più noti stilisti (da Gianni Versace a Stella McCartney) sono stati -o lo sono ancora- clienti di questa celebre via.

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James Sherwood è giornalista di moda. Collabora con l'International Herald Tribune, il Financial Times, The Indipendent. E' fashion correspondent per la BBC.
Il progetto...
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Il progetto dell'identità di marca nel punto vendita.
Giulia Gerosa, FrancoAngeli, Milano, 2008.

La progettazione dell'identità di marca negli spazi vendita si manifesta come un momento essenziale della differenziazione commerciale offrendo al consumatore, sempre più attivo nella costruzione della catena del valore, un'esperienza di arricchimento, un luogo di relazione e di coinvolgimento sensoriale.

Nel testo vengono presi in considerazione alcuni mezzi conoscitivi e interpretativi utilizzati dalle discipline coinvolte nella progettazione degli spazi retail (dall'interior alla comunicazione, dal design dei servizi al marketing), individuando una serie di strumenti che, a seconda delle occasioni, possano essere integrati e riassemblati rispetto agli ambiti di intervento.

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Giulia Gerosa, architetto e dottore di ricerca in disegno industriale e comunicazione multimediale, si è occupata di pianificazione territoriale ed edilizia. Collabora da diversi anni con la Facoltà del Design del Politecnico di Milano.
Il cibo flessibile....
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Il cibo flessibile. Nuovi comportamenti di consumo.
Maura Franchi, Carocci, Roma, 2009.

A quali bisogni risponde il cibo oltre a quello primario del sostentamento? In che modo la crisi in corso modifica i comportamenti di consumo? Il cibo è al crocevia di nuove contraddizioni: la sua importanza cresce quanto l’attenzione verso il corpo. Così può essere veicolo di salute e fonte di malattia, via di benessere e occasione di paure collettive. Il cibo è flessibile. Si adatta alle situazioni in cui è consumato, dà luogo a variegati fenomeni di ibridazione, si scompone in porzioni sempre più piccole e meglio trasportabili, si trasforma continuamente in altro: spettacolo, simbolo, cura, socialità, comunicazione. Accompagna gli individui in un perenne pendolarismo tra luoghi, esigenze e desideri in contrasto. Le imprese devono dunque interpretare le ambivalenze, inventare prodotti e messaggi in grado di corrispondere alle nuove situazioni del cibo, sempre meno circoscritto al pasto e più mobile e frammentato. Il libro propone una chiave di lettura unitaria dei fenomeni che ruotano attorno al cibo, situandone il carattere culturale nel contesto sociale odierno.

Per ulteriori approfondimenti:
www.ilsensodelconsumo.it

Per gentile concessione dell'Autrice e dell'Editore, che sentitamente ringraziamo, pubblichiamo in esclusiva (in formato pdf) l'Introduzione al volume.


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Maura Franchi. Insegna Sociologia dello sviluppo presso la Facoltà di Economia e Marketing ristorativo nel Corso di Scienze gastronomiche dell’Università di Parma.
La direzione...
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La direzione del personale, fondamenti per una prassi professionale innovativa.


Gianfranco Rebora, Etas, 2009.

Il volume ripercorre i temi essenziali della gestione delle risorse umane, con un approccio innovativo che supera gli schemi dei manuali tradizionali. Il rapporto tra organizzazioni e persone non è solo complesso, ma ambiguo, opaco, attraversato da molteplici diversità, continuamente esposto all'incertezza. Con questo testo si alimenta una comprensione più profonda di questa relazione, ricorrendo ai contributi non solo della più aggiornata scienza manageriale ma anche del cinema e della narrativa, oltre che della riflessione su casi ed esperienze aziendali. L'ampio ricorso a casi concreti e l'attenzione posta sulle realtà - e sulle difficoltà - operative delle imprese italiane ne fanno un testo importante per gli studenti della disciplina, ma anche per coloro che sono già inseriti nel mondo della gestione del personale e che intendono rimanere aggiornati sullo stato dell'arte in materia. 


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Gianfranco Rebora, Rettore dell'Università Carlo Cattaneo – LIUC.

L'Exhibition...
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L'Exhibition Design nelle organizzazioni
Recensione di Gabriele Qualizza, Brandforum.it



Guido Muneratto, FrancoAngeli, Milano, 2008.

Questo libro, come quello che lo ha preceduto sul 'Visual design', nasce dall'incontro tra università e mondo delle organizzazioni (aziende e istituzioni). A partire dal rapporto tra complessità e comunicazione, mette in luce il contributo dell'Exhibition design', in quanto progetto di 'comunicazione organizzata', all'interno delle strategie comunicative d'impresa, fattore cruciale di successo per qualsiasi organizzazione che intenda svolgere un ruolo di rilievo nel panorama economico-sociale in cui opera.

Muovendosi tra le Relazioni Pubbliche e il Design, lo studio di Muneratto si propone di mostrare come l''Exhibition design' sia un terreno d'incontro tra saperi diversi e si offre pertanto all'attenzione di quanti per motivi di studio o per ragioni professionali sono chiamati ad affrontare le problematiche connesse con la progettazione di allestimenti. I tre casi studio qui compresi (la mostra triesteannicinquanta, gli stand fieristici della Moroso, i punti vendita della illycaffé) intendono infine fornire una panoramica sufficientemente ampia e articolata delle possibili applicazioni dell'Exhibition design in ambito culturale e commerciale.

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Guido Muneratto, architetto, laureato presso l'Università IUAV di Venezia. Professore a contratto di Allestimento ed Exhibit design e di Visual design presso il Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche e, in mutuazione, presso il Corso di Laurea in DAMS dell'Università degli Studi di Udine.
Logo Tales
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Red Bull

La più famosa bevanda energetica a base di taurina è nata dall’idea dell’imprenditore austriaco Dietrich Mateschitz di portare sul mercato europeo un ‘tonic drink’ molto diffuso in Asia per combattere il jet leg e la sensazione di affaticamento: il “Krating Daeng” (toro rosso).
Nel 1984 Mateschitz fondò Red Bull e, dopo aver adattato la formula ai gusti occidentali, nel 1987 lanciò sul mercato austriaco il “Red Bull Energy Drink”.
Il logo venne mantenuto pressoché identico all’originale, con due tori rossi che si scontrano.

In allegato l'evoluzione del logo.

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Pepsi Cola

Nel 1898, Caleb Bradham, farmacista del North Carolina, iniziò a vendere una bevanda a base di cola, chiamata Brad’s drink (la bevanda di Brad). In seguito, la bevanda fu rinominata Pepsi Cola, dal nome dei due principali ingredienti che ne componevano la ricetta: pepsina e noci di cola. Nonostante la semplicità della spiegazione, non sono rare teorie più articolate: alcuni, infatti, ritengono che il nome Pepsi derivi dalla parola greca “eupepsia” (buona digestione), sottolineando le proprietà digestive della bevanda.
Il logo subì diverse trasformazioni negli anni. L'ultimo restyling del 2008 ha cercato di rendere il logo più moderno e adatto ai giovani.

Per conoscere i dettagli sull'evoluzione del logo, si veda l'articolo COCA vs. PEPSI - Due diverse strategie di comunicazione nella ‘battaglia della cola’ di Rebecca Rabozzi, redazione Brandforum.it
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Coca-Cola

Il nome della famosa bevanda inventata nel 1886 da John Pemberton è composto dai nomi degli ingredienti che la compongono: le foglie di coca e le noci di cola.
Negli Stati Uniti la bibita è nota come "Coke" (e anche in Italia viene frequentemente chiamata solo "Coca").
Il logo, registrato nel 1887, fu creato Frank Robinson, contabile di Pemberton, utilizzando come base un carattere corsivo molto diffuso all'epoca (lo Spencerian Script) e come colori il bianco e il rosso, che ancora oggi identificano l'azienda in tutto il mondo.

Per conoscere i dettagli sull'evoluzione del logo, si veda l'articolo COCA vs. PEPSI - Due diverse strategie di comunicazione nella ‘battaglia della cola’ di Rebecca Rabozzi, redazione Brandforum.it
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Apple

Il primo logo Apple fu creato nel 1976, quando i 'due Steve' (Jobs e Wozniak) progettarono il computer Apple I.
Nel logo era raffigurato Isaac Newton con una mela; si leggeva la scritta: 'Newton - - - - A Mind Forever Voyaging Through Strange Seas of Thought - - - Alone” (ovvero: “Newton, una mente in continuo viaggio attraverso gli strani mari del pensiero - Solo“).
Steve Jobs, però, ritenendo il primo troppo 'intellettuale', commissionò la realizzazione di un nuovo logo a Rob Janoff dell'agenzia Regis McKenna. Nacque, così, la 'mela morsicata' con i colori dell'arcobaleno, rimasta logo ufficiale Apple fino al 1998.
Il logo attuale è frutto di un restyling del 1999.

Scarica la storia dell'evoluzione del logo Apple, scritta in esclusiva per Brandforum.it da Antonio Dini, giornalista de “Il Sole24ore”.
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Nescafè

Il nome del più famoso caffè istantaneo, creato nel 1983, è semplicemente il risultato della contrazione del nome dell'azienda produttrice (Nestlè) e della parola francese cafè (caffè).
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HAG

Il nome del famoso brand di caffè decaffeinato deriva dal nome dell'azienda 'Kaffee Handels Aktien Gesellschaft' (azienda mercantile di caffè), fondata a Brema nel 1906 dall'industriale tedesco Ludwig Roselius, inventore del processo di eliminazione della caffeina.
Il caffè HAG entrò nel mercato italiano nel 1920.
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Facebook

Il social network più usato al mondo, creato nel 2004 da Mark Zuckerberg, era nato per tenere in contatto gli studenti dell'Università di Harvard.
Per questo il suo nome fa riferimento al documento - noto come the face book ('il libro delle facce') tra gli studenti - che veniva fornito alle matricole dell'università per potersi orientare e fare nuove conoscenze all'interno del campus: come negli annuari americani di fine anno, il documento presentava tutti i nomi delle matricole e la loro fotografia.
Il logo di Facebook consiste nel brand name bianco su fondo blu, ma spesso è indicato con la sola lettera 'f'.
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Twitter

Il servizio di social network e microblogging, creato nel 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco, permette a ogni utente di aggiornare la propria pagina con un messaggio di stato della lunghezza massima di 140 caratteri, detto twitter ('cinguettio') o più semplicemente tweet (sempre 'cinguettio'). I tweet che contengono esattamente 140 caratteri vengono chiamati twoosh, contrazione tra tweet e whoosh, parola onomatopeica che indica un fruscio.
Il logo di Twitter è appunto l'animale che cinguetta: un uccellino azzurro, stesso colore del brand name.
Il social network è spesso indicato con la sola lettera 't'.
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Flickr

Il nome del famoso sito web di photosharing, sviluppato nel 2002 e lanciato nel 2005, viene dalla parola inglese flicker, che indica lo 'scintillio' di una fiamma o il 'tremolio' di uno schermo. La scomparsa della lettera 'e' è dovuta a un'esigenza pratica: sembra, infatti, che il dominio 'flicker.com' fosse già stato preso e il Gruppo Yahoo! dovette sceglierne un altro. La pronuncia, tuttavia, rimane invariata.
Il brand name è scritto in blu con la 'r' in rosa; anche se viene spesso indicato solo con 'fr', Flickr è rappresentato da un logo con due sfere, una blu e l'altra rosa.
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Labello

Il famoso burrocacao della Beiersdorf, inventato dal Dr. Oscar Troplowitz, fu lanciato sul mercato nel 1909.
Dopo essere stato diffuso in alcuni paesi come "Nivea Lip Care", oggi è noto in tutto il mondo come Labello.
Il suo nome deriva dall'unione di due parole latine: labium (labbra) e bellus (bello). L'obiettivo dell'azienda è sempre stato, infatti, proprio quello di 'donare labbra bellissime' alle proprie consumatrici.
3D Branding
Events
22-07-2010
Eventi estivi del Fondo Ambiente Italiano (FAI)

'Orrido e Sublime', 'Viaggio nel gusto' e 'Wild Piano' sono i tre eventi che si svolgono presso il Parco Villa Gregoriana a Roma, tra luglio e agosto.
Per maggiori info: www.fondoambiente.it
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