Transparent Factory. Quando gli spazi del lavoro fanno comunicazione
Transparent Factory. Quando gli spazi del lavoro fanno comunicazione
Gabriele Qualizza
2010, FrancoAngeli

Se l’idea del design degli ambienti di lavoro come forma di comunicazione non è nuova — basti pensare all’attività  dell’architetto Peter Behrens, direttore artistico del colosso AEG tra il 1907 e il 1914 — oggi quest’idea viene portata all’estremo, fino a trasformare l’edificio in un semplice supporto mediatico per la trasmissione dei messaggi. È il trionfo della logica del media building.
Aree direzionali concepite come grandi “parchi a tema”, crescente contaminazione tra logiche lavorative e dinamiche del tempo libero; da Nike a Microsoft, da Volkswagen a Google il new deal della spettacolarizzazione degli ambienti di lavoro trasforma l’impresa in un set di esperienze, chiamato a offrire ai propri interlocutori non soltanto beni o servizi, ma anche sollecitazioni sensoriali. Sempre più spesso i principi dello show business vengono utilizzati per inscenare situazioni straordinarie e coinvolgenti, non solo per favorire lo “spirito di squadra” dei dipendenti, ma anche per catturare l’attenzione dei media e il consenso dei consumatori.
Il rischio può essere una disneyficazione degli spazi del lavoro, accompagnata dalla progressiva rarefazione dei confini con la vita privata e dalla sovrapposizione tra identità  personale e identità  organizzativa; la sfida è transitare oltre la superficie degli oggetti, per entrare all’interno degli ambienti di lavoro, oggi investiti da una pressante richiesta di cambiamento, che parte dal ripensamento degli approcci strategici e dalla definizione di nuove regole del business.
Questa è la sfida che raccoglie anche questo volume: perché professionisti del marketing e della comunicazione d’impresa, designer, consulenti di organizzazione aziendale, studiosi e studenti possano approfondire tali evoluzioni, conoscerne gli esempi più significativi, valutare le ripercussioni sull’organizzazione del lavoro e sul rapporto con i consumatori, ma anche ipotizzare gli scenari futuri.


Gabriele Qualizza, esperto d’immagine e di comunicazione d’impresa, svolge attività  di ricerca, consulenza e formazione nell’ambito del marketing e della comunicazione aziendale. Assegnista di ricerca all’Università  di Udine, dove insegna “Economia e gestione della marca” e “Analisi e pianificazione dei media aziendali”, ha lavorato a lungo in pubblicità , occupandosi di progettazione dell’audiovisivo. Insegna “Teorie e linguaggi della pubblicità  digitale” nell’ambito del Master in Web Marketing & Digital Advertising organizzato dall’Università  Cattolica di Milano e “Relazioni Pubbliche” all’Accademia di Belle Arti di Brera; tiene inoltre docenze a contratto presso l’Università  di Trieste. Fa parte del comitato di redazione di Brandforum.it, primo osservatorio in Italia sul mondo delle marche ed è autore di Pensieri/Segnali. Architetture della comunicazione nella nuova fabbrica delle idee (2005) e di Oltre lo shopping. I nuovi luoghi del consumo: percorsi, esplorazioni, progetti (2006).

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Allegati

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