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	<title>Archivi Logo Tales - Brandforum.it</title>
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	<description>L'osservatorio culturale sul branding</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 May 2024 08:39:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Valfrutta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 08:39:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La storia Valfrutta inizia nel 1966, quando tre cooperative dell’Emilia-Romagna fondarono il consorzio CALPO (Cooperative Associate Lavorazione Prodotti Ortofrutticoli), un “progetto di valorizzazione sociale e culturale a sostegno dell’attività agricola” (fonte: link). Successivamente, nel 1972, il consorzio fonda due stabilimenti a Cotignola e Barbiano (in provincia di Ravenna), al fine trasformare e commercializzare i prodotti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia Valfrutta inizia nel 1966, quando tre cooperative dell’Emilia-Romagna fondarono il consorzio CALPO (Cooperative Associate Lavorazione Prodotti Ortofrutticoli), un “progetto di valorizzazione sociale e culturale a sostegno dell’attività agricola” (fonte: <a href="https://www.valfrutta.it/chi-siamo/la-storia/" target="_blank" rel="noopener">link</a>).</p>
<p>Successivamente, nel 1972, il consorzio fonda due stabilimenti a Cotignola e Barbiano (in provincia di Ravenna), al fine trasformare e commercializzare i prodotti agricoli delle cooperative associate. In questi anni Valfrutta sbarca anche su Carosello, realizzando i primi spot pubblicitari, realizzando anche il primo logo della propria storia.</p>
<p><iframe title="Carosello Valfrutta" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/q2arHj98hCU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>In questo primo logo, non molto diverso da quello attuale, si trovava il nome dell’azienda “Valfrutta” e la dicitura “Cooperative agricole”, in bianco, disposte su due righe, su sfondo verde. Quest’ultimo ricorda il colore della natura e dei prodotti commercializzati dal consorzio agricolo.</p>
<p style="text-align: center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10562" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/2-1-1.png" alt="" width="523" height="247" /></p>
<p>Tra il 1978 e il 1980 altre cooperative operanti nei settori del commercio dei vegetali, del pomodoro e della frutta aderiscono al consorzio; che, con lo spostamento della sede a Bologna, fondò il progetto Conserve Italia.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10563" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/3-5-300x168.jpg" alt="" width="505" height="283" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/3-5-300x168.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/3-5-768x431.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/3-5.jpg 819w" sizes="(max-width: 505px) 100vw, 505px" /></p>
<p>Nel 1987 nacque il payoff &#8220;La natura di prima mano&#8221;, che compare ancora oggi negli spot televisivi, al fine di comunicare i valori cardine del consorzio: naturalità, genuinità e tradizione. Nello stesso periodo si assiste a una leggera variazione del logo di Valfrutta, ovvero attorno allo sfondo verde è stato posto un bordo bianco.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Valfrutta - La mano - Spot 1987/88" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/eh0KqtVzTtY?start=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe><br />
Un’ulteriore modifica al logo avviene negli anni Novanta, quando ai fianchi dello stesso è stata aggiunta una fasce orizzontali di colore verde scuro, verde chiaro, bianco e rosso (dall’alto verso il basso), che ricordano la bandiera italiana e quindi richiama l’italianità del prodotto commercializzato dal brand, che nel frattempo iniziava ad affacciarsi sul mercato europeo.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Valfrutta - Il supermercato della Natura: pomodori - 1995" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/dwnFVc84uCs?start=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L’attuale logo di Valfrutta appare sostanzialmente invariato rispetto ai precedenti nella sua forma base, tranne per il dettaglio della bandiera italiana, che viene qui formata dalla foglia verde (che non presenta più il bordo bianco presente nelle precedenti versioni) e da due fasce (una bianca e una rossa), che si trovano in basso a destra.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10564" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/4-6-300x135.jpg" alt="" width="569" height="256" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/4-6-300x135.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/4-6-768x347.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/4-6.jpg 862w" sizes="auto, (max-width: 569px) 100vw, 569px" /></p>
<p>Quest’ultimo è usato anche da Valfrutta Grandchef, comparto aziendale lanciato nel 2001 (fonte: <a href="https://www.valfruttagranchef.it/chi-siamo/storia/" target="_blank" rel="noopener">link</a>) con lo scopo di offrire prodotti di qualità e innovativi ai professionisti della ristorazione (fonte: <a href="https://www.valfruttagranchef.it/chi-siamo/" target="_blank" rel="noopener">link</a>). In questo caso il logo Valfrutta si fonde alla scritta “Grandchef”, che è posizionata al di sotto e colorata in rosso, tramite un “filo” verde che crea un cerchio non concluso che li lega insieme.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10565" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/6.png" alt="" width="550" height="317" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;</p>
<p><span style="color: #000099;">Si ringrazia <strong>Luca Rossi </strong>per aver collaborato alla ricerca delle informazioni e alla composizione di questa LOGO TALE.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>VISA</title>
		<link>https://www.brandforum.it/logo_tales/visa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Brandforum]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2024 14:21:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La storia di Visa inizia nel 1958, l&#8217;anno in cui Bank of America ha lanciato il primo programma di carte di credito con le carte BankAmericard per i consumatori della classe media e i commercianti di piccole e medie dimensioni negli Stati Uniti. Nel 1974, l&#8217;azienda ha fatto il suo ingresso sulla scena internazionale e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia di Visa inizia nel 1958, l&#8217;anno in cui Bank of America ha lanciato il primo programma di carte di credito con le carte BankAmericard per i consumatori della classe media e i commercianti di piccole e medie dimensioni negli Stati Uniti.</p>
<p>Nel 1974, l&#8217;azienda ha fatto il suo ingresso sulla scena internazionale e ha lanciato la carta di debito l&#8217;anno successivo, nel 1975. La denominazione &#8220;Visa&#8221; arriva poi nel 1976, quando la BankAmericard decide di optare per un nome che abbia lo stesso suono in tutte le lingue.</p>
<p>Nel 2007, le attività regionali del brand finanziario, sparse in tutto il mondo, si sono unite per formare Visa Inc. e, nel 2008, l&#8217;azienda ha debuttato in borsa con una delle più grandi offerte pubbliche iniziali della storia. Oggi, Visa opera in oltre 200 Paesi e territori, offrendo una vasta gamma di prodotti e servizi accessibili tramite carte, laptop, tablet, dispositivi mobili e altro ancora.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10510 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/evoluzione-logo-VISA-300x212.png" alt="" width="549" height="388" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/evoluzione-logo-VISA-300x212.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/evoluzione-logo-VISA-1024x725.png 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/evoluzione-logo-VISA-768x543.png 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/evoluzione-logo-VISA.png 1228w" sizes="auto, (max-width: 549px) 100vw, 549px" /></p>
<p>Il logo del brand ha subito varie trasformazioni nel corso degli anni, pur mantenendo una base di lettering costante. Inizialmente, il logo era accompagnato da due linee parallele, una arancione e una blu. Tuttavia, nel 2005 l&#8217;azienda ha abbracciato un approccio minimalista, introducendo un marchio denominativo in blu e giallo. Nel 2014, la palette del logo è stata ulteriormente semplificata, riducendola al solo colore blu.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10509 aligncenter" style="text-align: center;" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/BankAmericard-300x204.jpg" alt="" width="572" height="389" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/BankAmericard-300x204.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/BankAmericard-1024x695.jpg 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/BankAmericard-768x521.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/BankAmericard.jpg 1170w" sizes="auto, (max-width: 572px) 100vw, 572px" /></p>
<p>Andando a vedere nel dettaglio i diversi cambiamenti che il logo di Visa ha subito, notiamo come il primo logo del brand fosse formato da un rettangolo dagli angoli arrotondati contenente tre strisce di diversi colori (blu, bianco e giallo), con al centro la scritta “BankAmericard” di colore blu scuro.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10511 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/VISA-300x191.jpg" alt="" width="594" height="378" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/VISA-300x191.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/VISA-1024x652.jpg 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/VISA-768x489.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/VISA.jpg 1170w" sizes="auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px" /></p>
<p>Nel 1976, a seguito del cambiamento del nome del brand, i designer incaricati hanno adottato un approccio conservativo, sostituendo semplicemente la scritta &#8220;BankAmericard&#8221; con &#8220;Visa&#8221;, ma mantenendo le proporzioni e i colori originali. Fino al 2005, il logo ha mantenuto una struttura molto simile al logo del 1976.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10512 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/visa-modificata-300x165.jpg" alt="" width="498" height="274" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/visa-modificata-300x165.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/visa-modificata-768x423.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/visa-modificata.jpg 1023w" sizes="auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px" /></p>
<p>Nel 2014, l’azienda ha preso una decisione significativa, rinunciando alla sua tradizionale palette di colori, caratterizzato dai colori giallo, bianco e blu. Il colore giallo, originariamente associato alle colline della California, è stato eliminato per lasciare spazio solo al blu, che simboleggia il cielo azzurro.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10504 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/7c2b05a1-ef29-493a-9293-e29b4ecfb0c6-300x224.jpg" alt="" width="502" height="375" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/7c2b05a1-ef29-493a-9293-e29b4ecfb0c6-300x224.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/7c2b05a1-ef29-493a-9293-e29b4ecfb0c6-1024x765.jpg 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/7c2b05a1-ef29-493a-9293-e29b4ecfb0c6-768x574.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/7c2b05a1-ef29-493a-9293-e29b4ecfb0c6.jpg 1170w" sizes="auto, (max-width: 502px) 100vw, 502px" /></p>
<p>Esiste anche una versione in negativo del logo del 2014, che presenta il nome del brand di colore bianco su sfondo blu.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Visa&#039;s New Brand Identity" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/QZDsG_BN5NI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nel 2022, il brand ha aggiornato la sua identità visiva. L’obiettivo del restyling era adattare gli strumenti di comunicazione al contesto digitale, ma allo stesso tempo c’era anche la volontà di incarnare nuovi valori e allontanare il marchio dall’associazione esclusiva con le carte di credito.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10505 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/nuovo-logo-Visa-300x120.png" alt="" width="628" height="251" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/nuovo-logo-Visa-300x120.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/nuovo-logo-Visa.png 617w" sizes="auto, (max-width: 628px) 100vw, 628px" /></p>
<p>L&#8217;intervento sul logo è stato sottile ma significativo. Il logo è stato di fatto destrutturato, in quanto il logotipo con la scritta &#8220;Visa&#8221; in blu viene utilizzato separatamente, così come le linee blu e gialle, che costituiscono un pittogramma indipendente. Questa modifica è stata introdotta per preservare tutti gli elementi del logo originale. Nel contesto digitale, come nell&#8217;icona di un&#8217;app mobile, la versione precedente del logo correva il rischio di risultare poco chiara e poco efficace, mentre questa nuova configurazione assicura una migliore leggibilità e impatto visivo.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10506 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-04-30-192434-300x198.png" alt="" width="560" height="370" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-04-30-192434-300x198.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-04-30-192434.png 722w" sizes="auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px" /></p>
<p>Tra i valori che Visa vuole incarnare con il rebranding c’è inoltre quello dell’inclusività: il nuovo pittogramma assume il compito di comunicare il concetto di uguaglianza attraverso il simbolo matematico &#8220;=&#8221;. La versione a &#8220;tre strisce&#8221; (quella in cui il bianco è visibile) integra nella brand image i tre principi fondamentali di Visa: &#8220;access, equality and inclusion&#8221;.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><span style="color: #000099;">Si ringrazia <strong>Sara Quaranta</strong>, studentessa della Facoltà di Scienze Linguistiche dell&#8217;Università Cattolica di Milano, per aver collaborato alla ricerca delle informazioni e alla composizione di questa LOGO TALE.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tecnomat</title>
		<link>https://www.brandforum.it/logo_tales/tecnomat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Rabozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 12:08:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa azienda della grande distribuzione specializzata fa parte del gruppo francesce Adeo insieme ad altre insegne come Leroy Merlin e Brico Center. Nata come Bricoman Italia nel 2008, nel 2022 ha cambiato nome diventando Tecnomat. Il primo naming univa il mondo del bricolage (BRICO) a quello dell&#8217;uomo (MAN), il professionista o &#8220;l&#8217;uomo comune&#8221;, che utilizza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa azienda della grande distribuzione specializzata fa parte del gruppo francesce Adeo insieme ad altre insegne come Leroy Merlin e Brico Center. Nata come <strong>Bricoman Italia</strong> nel 2008, nel 2022 ha cambiato nome diventando <strong>Tecnomat</strong>.</p>
<p>Il primo naming univa il mondo del <strong>bricolage</strong> (BRICO) a quello dell&#8217;<strong>uomo</strong> (MAN), il professionista o &#8220;l&#8217;uomo comune&#8221;, che utilizza i prodotti venduti dal brand.</p>
<p>In tutti i negozi è, infatti, possibile sia la vendita all&#8217;ingrosso, sia al dettaglio.  Articoli tecnici professionali e di finitura per manutenzione, ristrutturazione e costruzione sono quindi a disposizione degli artigiani, ma anche dei clienti privati amanti del fai-da-te.</p>
<p>All&#8217;estero i negozi sono noti con l&#8217;insegna Bricomart, ma &#8211; a parte il naming &#8211; il logo risulta esteticamente identico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8417 size-full" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_bricomart.png" alt="" width="448" height="112" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_bricomart.png 448w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_bricomart-300x75.png 300w" sizes="auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px" /></p>
<p>Con il nuovo nome <strong>Tecnomat</strong> l&#8217;azienda intende chiaramente posizionarsi sul mercato con una veste più vicina all&#8217;utilizzo professionale. Come dichiarato dalla stesso brand in occasione del lancio del nuovo naming, nel nome sono presenti i richiami ai <strong>materiali</strong> (MAT) <strong>tecnici</strong> (TECNO), che Tecnomat propone.</p>
<blockquote><p><em>La nostra aspirazione è essere il partner ideale per i tuoi progetti e il tuo punto di riferimento nel mondo dei MATeriali TECnici, nei piccoli o grandi cantieri, ecco perché ci chiameremo TECNOMAT!</em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-8369 size-full" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_1.png" alt="" width="1000" height="1000" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_1.png 1000w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_1-300x300.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_1-150x150.png 150w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_1-768x768.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-8365 size-full" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_2.png" alt="" width="1000" height="1000" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_2.png 1000w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_2-300x300.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_2-150x150.png 150w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_2-768x768.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;operazione di renaming, che abbiamo approfondito nel <a href="https://www.brandforum.it/paper/da-bricoman-a-tecnomat-analisi-del-nuovo-naming-e-del-nuovo-posizionamento-del-brand/">paper ad hoc</a>, ha volutamente lasciato <strong>invariato il logo dell&#8217;azienda </strong>dal punto di vista estetico: Bricoman e Tecnomat sono scritti con lo stesso<strong> font bastone, dalle linee spesse che suggeriscono solidità e affidabilità</strong>.</p>
<p>La posizione delle lettere &#8220;O-M-A&#8221;, con la M di &#8220;mart&#8221; (mercato) in posizione centrale, resta nella stessa posizione e aiuta certamente il pubblico (e i clienti) a ricondurre le nuove insegne a qualcosa di già visto, di noto, di famigliare. Questa intenzione è stata esplicitata anche nelle comunicazioni aziendali del 2022, in cui era frequente leggere: &#8220;Siamo sempre noi!&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-8366 size-full" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_icon.png" alt="" width="1000" height="1000" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_icon.png 1000w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_icon-300x300.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_icon-150x150.png 150w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/03/brandforum_bricoman_tecnomat_logo_tale_icon-768x768.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>La lettera &#8220;M&#8221; sovrastata dal triangolo arancione e l&#8217;elemento costante e utilizzato anche come <strong>icona</strong> per identificare sito web e mobile APP.</p>
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		<title>Versace</title>
		<link>https://www.brandforum.it/logo_tales/versace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 09:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Simbolo dell’italianità e del Made in Italy nel mondo, la storia della maison Versace iniziò quando Gianni Versace, il suo fondatore, decise nel 1972 di lasciare la Calabria e di trasferirsi a Milano per disegnare una collezione per la ditta di confezioni “Florentine Flowers”. Egli imparò le basi del mestiere nella sartoria materna, a Reggio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Simbolo dell’italianità e del Made in Italy nel mondo, <a href="https://www.versace.com/it/it-it/home/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la storia della <em>maison</em></a> Versace iniziò quando Gianni Versace, il suo fondatore, decise nel <strong>1972</strong> di lasciare la Calabria e di trasferirsi a Milano per disegnare una collezione per la ditta di confezioni “<em>Florentine Flowers</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Egli imparò le basi del mestiere nella sartoria materna, a Reggio Calabria, dove iniziò a realizzare i propri abiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue abilità creative, ma anche il supporto dato dalla famiglia, in particolare dai fratelli Donatella e Santo, furono gli ingredienti essenziali per gettare le basi di quel sogno che avrebbe preso corpo di lì a poco: dopo essere stato direttore creativo di diverse <em>maison</em> ed essersi fatto conoscere nel mondo della moda milanese, fondò nel <strong>1978</strong> la Gianni Versace, introducendo una nuova immagine di donna come simbolo di trasgressione, libertà, potere e autorevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La forza del brand fu sicuramente quella di presentare abiti innovativi in metallo, con cinghie, borchie e inserti in pelle, in grado di creare look audaci e rivoluzionari per l’epoca. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un tragico evento segnò l’inizio di una crisi che investì profondamente la <em>maison</em>: il 15 luglio nel 1997, Gianni Versace venne ritrovato senza vita nella sua villa a Miami Beach, ucciso da due colpi di pistola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo essere stata alla guida della linea giovanile <em>Versus</em>, la sorella Donatella ha saputo traghettare l’azienda nel nuovo millennio e le ha infuso nuova linfa vitale dopo la tragica scomparsa di Gianni, permettendole di percorrere una strada nuovamente colma di grandi traguardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2018 Versace è stata ceduta al gruppo fondato da Michael Kors, Capri Holding, per 2,12 miliardi di dollari, mantenendo Donatella Versace alla direzione creativa del brand. </p>



<div class="wp-block-image" style="text-align: center;">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8148 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/1.png" alt="" width="472" height="132" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/1.png 401w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/1-300x84.png 300w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" />
<figcaption><em>Figura 1. Logo Versace 1980</em></figcaption>
</figure>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Due anni dopo la fondazione della casa di moda, datata 1978, il suo stilista, Gianni Versace, presentò il logo prescelto per rappresentarla: costituito unicamente dal logotipo ‘<em>Gianni Versace</em>’, scritto utilizzando il font <em>Avant Garde Light</em>, esso risulta semplice ma elegante. Le lettere simmetriche si avvicinano l’una all’altra, come a costituire gli anelli di una catena (tratto distintivo della <em>maison</em> meneghina).</p>



<div class="wp-block-image" style="text-align: center;">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8149 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/2.png" alt="" width="506" height="99" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/2.png 477w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/2-300x58.png 300w" sizes="auto, (max-width: 506px) 100vw, 506px" />
<figcaption><em>Figura 2. Logo Versace 1990</em></figcaption>
</figure>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>1990</strong> il logotipo venne modificato: si scelse di optare per un carattere più leggibile e audace, in grado di evidenziare i tratti caratterizzanti di un’identità di marca ormai forte e consolidata. Il font utilizzato fu <em>Radiant Medium</em>, capace di conferire al marchio un aspetto più incisivo e marcato.</p>



<div class="wp-block-image" style="text-align: center;">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8150 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/3.png" alt="" width="308" height="297" />
<figcaption><em>Figura 3. Logo Versace 1993</em></figcaption>
</figure>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">L’iconica immagine della testa di Medusa venne introdotta per la prima volta nel <strong>1993</strong> e da allora è il tratto distintivo della <em>maison</em>: inscritta in una cornice circolare grecata come una moneta antica o un’effige da scudo, quasi a testimoniare la classicità della sua moda, fu scelta la raffigurazione della <strong>Medusa Rondanini</strong>, testa di marmo del periodo augusteo copiata da un originale greco. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla scelta della Medusa sono state portate avanti numerose ipotesi: viene ricondotta al tentativo di omaggiare le gloriose civiltà del Mediterraneo, interpretata come simbolo di seduzione e attrazione fatale o, ancora, collegata alla lussuria e alla vanità, caratteristiche intrinsecamente legate al mondo del lusso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, Donatella Versace, in alcune interviste, ci offre una spiegazione molto più semplice: i fratelli Versace hanno origini calabresi e spesso, quando erano piccoli, si ritrovavano a giocare vicino a scavi archeologici, dove Gianni vide per la prima volta la figura della Medusa, rimanendone profondamente colpito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, l’introduzione dell’immagine di Medusa, che significa in greco ‘protettrice, guardiana’, rappresenta il simbolo di buon auspicio per un glorioso futuro della casa di moda: possiamo quindi affermare che, dietro a questa scelta dello stilista, si celasse il desiderio di rendere le proprie collezioni intramontabili, mitologiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta, dunque, di un semplice decoro: questa immagine è in grado di richiamare al passato di Versace, ai luoghi dove tutto ebbe inizio e dietro cui si cela una storia personale e famigliare che dura da oltre quarant’anni.</p>





<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-8516" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/4.jpg" alt="" width="487" height="156" /></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: center;"><em>Figura 4. Logo Versace 1996</em></p>
<p>Nel <strong>1996</strong> venne ripreso il logo di qualche anno prima (1990) e si scelse di mantenerne il font (<em>Radiant</em> <em>Medium</em>), così come la dimensione delle lettere, optando però per l’eliminazione del nome del designer.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-8517" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/5.png" alt="" width="273" height="340" /></p>
<p>

</p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: center;"><em>Figura 5. Logo Versace 1997</em></p>







<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>1997</strong>, a causa della prematura morte del suo fondatore, l’azienda si trovò ad affrontare un periodo di profonda crisi, tanto creativa quanto economica, e anche il logo ne uscì rinnovato: il nome della casa di moda è arcuato sotto l’emblema circolare della Medusa e il volto della creatura mitologica acquisì dei tratti più teneri e femminili, forse proprio perché in quel periodo la sorella di Gianni Versace, Donatella, stava subentrando alla guida della <em>maison</em>, portando avanti il prezioso lavoro del fratello.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-8518" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/6-300x170.png" alt="" width="461" height="261" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/6-300x170.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/6-768x435.png 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/6.png 905w" sizes="auto, (max-width: 461px) 100vw, 461px" /></p>
<p>

</p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: center;"><em>Figura 6. Logo Versace 2008</em></p>







<p class="wp-block-paragraph">L’ultimo restyling, datato <strong>2008</strong>, porta con sé piccole modifiche: lo spessore delle lettere è diminuito, accompagnato dalla scelta di un carattere più sobrio e spaziato, mentre l’immagine della Medusa, parte integrante del DNA della <em>maison</em>, è stata alleggerita dal punto di vista grafico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="color: #000099;">&#8212;</span></p>
<p><span style="color: #000099;">

</span></p>
<p class="wp-block-paragraph"><span style="color: #000099;">Si ringrazia <strong>Elisa Comazzi</strong>, studentessa CIMO &#8211; Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per aver contribuito alla realizzazione di questa Logo Tale.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Airbnb</title>
		<link>https://www.brandforum.it/logo_tales/airbnb/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Musso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2022 13:13:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il logo Airbnb è stato sottoposto nel 2014 a un restyling e poi a un rebranding. Soluzioni che hanno reso naming e logotipo di questo brand non solo chiaramente riconoscibili, ma anche portavoci dei valori dell&#8217;azienda. Nata come start-up di ricerca alloggi a breve termine nel 2008, per opera di alcuni giovani neolaureati Brian Chesky, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il logo Airbnb è stato sottoposto nel 2014 a un restyling e poi a un rebranding. Soluzioni che hanno reso naming e logotipo di questo brand non solo chiaramente riconoscibili, ma anche portavoci dei valori dell&#8217;azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nata come start-up di ricerca alloggi a breve termine nel 2008, per opera di alcuni giovani neolaureati Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharzik , con sede ufficiale a San Francisco, negli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nome iniziale dell&#8217;azienda &#8211; <strong>&#8220;Air Bed &amp; Breakfast&#8221;</strong> &#8211; è un naming didascalico, che sottolinea l&#8217;offerta commerciale (legato ai materassi ad aria &#8220;airbed&#8221; utilizzati per avviare il primo business di affitto alloggi). Anche <strong>il primo logo del 2008 </strong>riprendeva in modo illustrato il naming aziendale, con un chiaro riferimento all&#8217;aria. Interessante <a href="https://www.youtube.com/watch?v=nMITXMrrVQU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il video </a>che spiega la genesi di questo naming e del relativo particolare marchio, il cosiddetto The Belò &#8211;  The Story of a Symbol of Belonging.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scritta Airbnb in carattere corsivo, morbido e arioso, anche per i colori bianco e azzurro, poteva vagamente ricordare la forma di una nuvola e quindi essere ricondotto alla parte &#8220;Air&#8221; del naming .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo payoff dell&#8217;azienda era <em>“travel like a human” </em>sottolineando la possibilità data a tutti di viaggiare in tutto il mondo, trovando soluzioni letteralmente a misura di ciascun essere umano.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8143 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_old.png" alt="" width="413" height="413" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_old.png 1000w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_old-300x300.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_old-150x150.png 150w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_old-768x768.png 768w" sizes="auto, (max-width: 413px) 100vw, 413px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel 2014 viene lanciato il nuovo logo Airbnb</strong>, con un font più classico, prima di colore azzurro, e poco dopo virato nel caratteristico colore rosso corallo che conosciamo anche oggi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8145 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_completo.png" alt="" width="408" height="408" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_completo.png 1000w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_completo-300x300.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_completo-150x150.png 150w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_completo-768x768.png 768w" sizes="auto, (max-width: 408px) 100vw, 408px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;agenzia DesignStudio di Londra propose questa nuova versione composta da marchio e logotipo. Il segno grafico, a sinistra, vorrebbe rappresentare <strong>una &#8220;A&#8221; stilizzata e capovolta</strong>, unendo quattro diversi simboli: persone, luoghi, amore e &#8211; ovviamente &#8211; la &#8220;A&#8221; di Airbnb.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo logo Airbnb è stato presentato con il significato di <strong>&#8220;Belong Together&#8221; </strong>e poi ufficialmente diffuso con il nome di <strong>&#8220;The Bélo&#8221;</strong>. L&#8217;azienda lo ha diffuso con l&#8217;intenzione di unire i propri <em>host </em>e guest nella stessa community: la condivisione e il senso di appartenenza sono infatti due valori molti cari all&#8217;azienda.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Whenever you see it, you&#8217;ll know you belong.</p>
<cite>Ogni volta che vedrai il logo, saprai che appartieni alla community Airbnb.</cite></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="276" class="wp-image-8144 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_the-belo_explained.png" alt="" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_the-belo_explained.png 1000w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_the-belo_explained-300x83.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo-tale-airbnb_the-belo_explained-768x212.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" />
<figcaption><br />&#8220;The Bélo&#8221;, il logo di Airbnb</figcaption>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda ha presentato il <strong>nuovo logo</strong> con un video che racconta proprio la nascita del segno grafico e l&#8217;intenzione di renderlo <strong>portatore dei valori della marca</strong>.</p>



<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/nMITXMrrVQU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli utenti della Rete hanno dato sfogo alla propria creatività, soprattutto attraverso i canali social, associando la forma di &#8220;The Bélo&#8221; ad altre. Dopo una settimana dal lancio si contavano oltre 19.000 &#8220;interpretazioni&#8221; del nuovo logo Airbnb, provenienti da 184 Paesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Talvolta questa reazione viene interpretata come un flop da parte dell&#8217;azienda, ma da parte della stessa Airbnb questa partecipazione viene letta come un segnale di successo. Come si legge in una <a href="https://blog.atairbnb.com/belo-report-new-airbnb-symbol-infographic/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">infografica ufficiale di Airbnb</a>, erano stati subito creati due account parodia, una canzone e oltre 100 nuove &#8220;proposte&#8221; di logo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intel</title>
		<link>https://www.brandforum.it/logo_tales/intel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Rabozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 17:24:52 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.brandforum.it/?post_type=logo_tales&#038;p=8075</guid>

					<description><![CDATA[<p>Intel Corporation è un’azienda multinazionale che opera nell’ambito della componentistica dei computer (produce microprocessori, schede madre, circuiti integrati ecc…), fondata nel 1968 a Santa Clara, in California, dove tutt’oggi ha la sede principale. Il primo logo definito “dropped-e” fu realizzato da Robert Noyce e Gordon Moore, i fondatori dell’azienda, proprio nel 1968 e rimase invariato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Intel Corporation</strong> è un’azienda multinazionale che opera nell’ambito della componentistica dei computer (produce microprocessori, schede madre, circuiti integrati ecc…), fondata nel 1968 a Santa Clara, in California, dove tutt’oggi ha la sede principale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo<strong> logo definito “dropped-e” </strong>fu realizzato da Robert Noyce e Gordon Moore, i fondatori dell’azienda, proprio nel 1968 e rimase invariato fino al 2005.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1000" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_1968.png" alt="" class="wp-image-8076" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_1968.png 1000w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_1968-300x300.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_1968-150x150.png 150w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_1968-768x768.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>1968 &#8211; 2005</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il nome dell’azienda viene proposto con font volutamente sans-serif per trasmettere chiarezza e semplicità, con la lettera “e” ribassata, come se fosse caduta tra la “t” e la “l”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Caratteristico il puntino sulla &#8220;i&#8221;, un piccolo quadrato, probabile allusione alla semplificazione della forma del microprocessore, prodotto dell&#8217;azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, <strong>nei primi Anni ’90</strong> fu introdotto anche un altro logo per identificare l’utilizzo di processori Intel all’interno di personal computer e laptop: “Intel inside”. Si trattò di una nuova strategia di marketing, mirata ad aumentare la Brand Awareness negli (ignari) utilizzatori di prodotti Intel.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1000" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_inside.png" alt="" class="wp-image-8077" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_inside.png 1000w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_inside-300x300.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_inside-150x150.png 150w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_inside-768x768.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>1991 &#8211; 2020</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il logo presenta il nome nell’azienda inscritto in un’ellisse. Utilizzato per la prima nel 1991, il logo “Intel inside” venne applicato direttamente sui prodotti finali e contribuì all’aumento non solo della notorietà della marca, ma anche di una positiva Brand Reputation. Nel logo la lettera “e” fu allineata con e altre e il font fu reso più moderno e originale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello stesso anno fu creato il caratteristico <em>sound logo</em>, che accompagna il <strong>payoff “A</strong> <strong>lead ahaed”</strong>, in italiano <strong>“un passo avanti”</strong>, scelto per sottolineare il livello di avanguardia tecnologia dell’azienda.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">La melodia fu realizzata con uno xylofono (o meglio, una xylomarimba) da Walter Werzowa e prodotta dalla Musikvergnuegen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sound logo è stato leggermente modificato nei toni per il lancio dei processori Pentium 3, Pentium 4 e Core, sottolineando l’innovazione tecnologica proposta da Intel.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>2005 </strong>il <strong>logo “Intel inside”</strong> sostituì a tutti gli effetti anche quello aziendale, a dimostrazione della notorietà raggiunta presso gli utilizzatori.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1000" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_2020.png" alt="" class="wp-image-8078" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_2020.png 1000w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_2020-300x300.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_2020-150x150.png 150w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/02/brandforum_logo_tales_intel_2020-768x768.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>2020</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Risale al 2020 il più recente restyling</strong>, che semplifica il font e lo rende più “stabile”. Scompare l’ellisse che circondava il logo e il “puntino sulla i” assume una chiara forma quadrata. Il tradizionale colore azzurro, legato alla tecnologia, resta ben chiaro proprio in questo puntino, che ha sempre mantenuto la classica forma quadrata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La reinterpretazione del logo sottolinea l’intenzione dell’azienda di apparire come “tradizionale e affidabile”.</p>
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		<title>Colgate</title>
		<link>https://www.brandforum.it/logo_tales/colgate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 10:15:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Colgate è un marchio leader nei prodotti di igiene orale. Nasce nel 1806 come azienda di amido, sapone e candele a Manhattan, in Dutch Street per opera dell&#8217;imprenditore inglese William Colgate (emigrato nel 1798 negli Stati Uniti d&#8217;America). Il logo aziendale subì molti cambi, sebbene non drastici, nel corso della sua storia. Sin dall&#8217;inizio il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Colgate è un marchio leader nei prodotti di igiene orale. Nasce nel 1806 come azienda di amido, sapone e candele a Manhattan, in Dutch Street per opera dell&#8217;imprenditore inglese William Colgate (emigrato nel 1798 negli Stati Uniti d&#8217;America).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il logo aziendale subì molti cambi, sebbene non drastici, nel corso della sua storia. Sin dall&#8217;inizio il brand seleziona i due colori principali del marchio: il rosso e il bianco. La scelta è ricaduta su questi due colori poiché lo sfondo rosso permette al bianco di spiccare in maniera impattante, simboleggiando il senso di freschezza e purezza che l’azienda voleva trasmettere ai consumatori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evoluzione del logo del brand si riferisce principalmente alla scelta del font, per poi aggiungere, nelle ultime versioni dello stesso, un simbolo raffigurante un sorriso. Quest&#8217;ultimo, chiaramente, è il segno grafico ideale per un’azienda che ha come prodotto cardine un dentifricio.</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading"><span style="color:#000099" class="has-inline-color"><strong>L&#8217;evoluzione del logo Colgate</strong></span></h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1897-1948</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo periodo il nome del brand è composto solo da un logotipo bianco su sfondo rosso. La scelta del rosso permette di far risaltare la scritta bianca, che comunica un senso di purezza e freschezza. Sotto al logotipo viene inserita una spiegazione delle funzioni del prodotto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/1.png" alt="" class="wp-image-7620" width="511" height="288" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/1.png 650w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/1-300x169.png 300w" sizes="auto, (max-width: 511px) 100vw, 511px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1949-1963</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante questi anni, viene modernizzato il carattere tipografico scegliendo una forma più equilibrata così da comunicare un senso di protezione, ma soprattutto di sicurezza legate al prodotto. Viene eliminata la scritta “Ribbon Dental Cream” per lasciare il posto solamente a “Dental Cream with Gardol”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/2.jpg" alt="" class="wp-image-7621" width="511" height="288" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/2.jpg 650w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/2-300x169.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 511px) 100vw, 511px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1963-1980</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le linee del logotipo ora si ammorbidiscono e viene aggiunto un elemento geometrico di colore blu e bianco. La frase che descriveva il prodotto viene rimpicciolita per dare più spazio (e importanza) al nome del brand.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/3.jpg" alt="" class="wp-image-7622" width="491" height="276" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/3.jpg 650w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/3-300x169.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 491px) 100vw, 491px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1980-2001</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La descrizione della funzione del prodotto viene tolta dal logo, per lasciare spazio solamente al nome del brand/prodotto, a cui viene cambiato il carattere tipografico. In particolare, alcune lettere sono state modificate: la “C” è stata arrotondata, la “G” e la “A” sono state rese più appuntite nei loro angoli e, infine, la “T” è stata cambiata eliminando il tratto orizzontale sinistro.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/4.png" alt="" class="wp-image-7623" width="477" height="269" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/4.png 650w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/4-300x169.png 300w" sizes="auto, (max-width: 477px) 100vw, 477px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2001-2004</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il logo viene decisamente ammorbidito grazie all’aggiunta di linee curve e la scritta viene inclinata verso sinistra, dando un senso di dinamicità al brand.  Ricompare il tratto orizzontale sinistro della lettera &#8220;T&#8221;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/5.png" alt="" class="wp-image-7624" width="502" height="283" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/5.png 650w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/5-300x169.png 300w" sizes="auto, (max-width: 502px) 100vw, 502px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2004-2009</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azienda vuole rinforzare l&#8217;aria dinamica al logo e, per questo motivo, aggiunge l’ombra bordeaux alle lettere bianche.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/6.png" alt="" class="wp-image-7625" width="530" height="298" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/6.png 650w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/6-300x169.png 300w" sizes="auto, (max-width: 530px) 100vw, 530px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2009-OGGI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I bordi delle lettere vengono resi più nitidi e le linee delle singole lettere risultano ulteriormente ammorbidite.<br>Questa versione è quella tutt’oggi utilizzata.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/7.png" alt="" class="wp-image-7626" width="522" height="294" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/7.png 650w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/7-300x169.png 300w" sizes="auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2017-2018</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi anni si ha un cambio dell’ortografia di Colgate, allungando la “g” per permetterle di formare un sorriso, simbolo chiave dell’igiene orale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/10.png" alt="" class="wp-image-7627" width="508" height="286" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/10.png 650w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/10-300x169.png 300w" sizes="auto, (max-width: 508px) 100vw, 508px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2018-OGGI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi è una combinazione tra le due versioni dei loghi precedenti: il sorriso viene staccato dalla lettera G e viene posizionato al centro, poiché descrive perfettamente la mission dell’azienda: curare il sorriso dei suoi clienti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/8.png" alt="" class="wp-image-7629" width="497" height="280" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/8.png 650w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/12/8-300x169.png 300w" sizes="auto, (max-width: 497px) 100vw, 497px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><span class="has-inline-color has-black-color">&#8212;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="color:#000099" class="has-inline-color"><em>Le informazioni qui inserite sono state tratte da:</em> </span></p>



<ul class="wp-block-list"><li><em><a href="https://www.colgate.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.colgate.it</a></em></li><li><em><a href="https://loghi-famosi.com/colgate-logo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://loghi-famosi.com/colgate-logo/</a></em></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="color:#000099" class="has-inline-color"><em>Si ringraziano <strong>Gaia Rubino</strong> ed <strong>Elena Clementina Sanvito</strong>, studentesse del corso di Storia e Linguaggi della Pubblicità della Facoltà di Scienze Linguistiche dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per aver collaborato nella realizzazione di questa Logo Tale.</em></span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rai &#8211; Radiotelevisione Italiana</title>
		<link>https://www.brandforum.it/logo_tales/rai-radiotelevisione-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2021 12:36:53 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.brandforum.it/?post_type=logo_tales&#038;p=6132</guid>

					<description><![CDATA[<p>RAI &#8211; Radiotelevisione italiana è una società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia. La sua storia cominciò nel 1924, quando nacque l’URI (Unione radiofonica italiana), che iniziò il servizio di trasmissioni radiofoniche in Italia. Il primo notevole sviluppo si ebbe nel 1927, quando l’URI fu trasformata nell’EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.rai.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RAI &#8211; Radiotelevisione italiana</a> </strong>è una società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia. La sua storia cominciò nel 1924, quando nacque l’URI (Unione radiofonica italiana), che iniziò il servizio di trasmissioni radiofoniche in Italia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo notevole sviluppo si ebbe nel 1927, quando l’URI fu trasformata nell’EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) e il Regime Fascista cominciò a utilizzarla per la sua opera di propaganda. Nel 1944, l’EIAR prese il nome di RAI &#8211; Radio Audizioni Italia, poi divenuto RAI &#8211; Radiotelevisione Italiana: dieci anni dopo, nel 1954, le trasmissioni cominciarono.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/monoscopio-anni-60.jpg" alt="" class="wp-image-6144" width="562" height="424" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/monoscopio-anni-60.jpg 1017w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/monoscopio-anni-60-300x227.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/monoscopio-anni-60-768x580.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 562px) 100vw, 562px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo logo del brand risale al 1954, quando l’architetto e pittore Erberto Carboni realizzò il primo logo ufficiale della RAI, così come la prima sigla di apertura delle trasmissioni: esso è composto da lettere squadrate piatte tutte della stessa altezza, scritte con in font considdetto Egiziano.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/1200px-Logo_of_RAI_1954-1983.svg_-1024x604.png" alt="" class="wp-image-6133" width="449" height="264" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/1200px-Logo_of_RAI_1954-1983.svg_-1024x604.png 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/1200px-Logo_of_RAI_1954-1983.svg_-300x177.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/1200px-Logo_of_RAI_1954-1983.svg_-768x453.png 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/1200px-Logo_of_RAI_1954-1983.svg_.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 449px) 100vw, 449px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">In una diversa versione del logo, il punto della &#8220;I&#8221; costituiva la pupilla di un occhio spalancato, già ripreso dall’americana CBS e dall’inglese BBC. Quando in un secondo momento le palpebre furono eliminate da Carboni, l’autore mantenne le dimensioni del punto: l’occhio non venne cancellato, ma sottinteso. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/download.jpg" alt="" class="wp-image-6134" width="408" height="229"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Per i primi anni di trasmissioni, al logo Rai veniva spesso affiancato il logo TV: le due lettere &#8220;T&#8221; e &#8220;V&#8221; rappresentavano un’antenna. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot-1-1024x584.jpg" alt="" class="wp-image-6135" width="479" height="273" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot-1-1024x584.jpg 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot-1-300x171.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot-1-768x438.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot-1.jpg 1326w" sizes="auto, (max-width: 479px) 100vw, 479px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">All’inizio degli anni Settanta, la Rai iniziò a utilizzare un nuovo logo, ottenuto dalla rielaborazione grafica della della scritta &#8220;RAI&#8221; con un carattere tipografico spesso e lineare, usando gli elementi arrotondati della &#8220;R&#8221; e della &#8220;A&#8221; per fondere le prime due lettere in un unico blocco. Questo logo non ottenne però molto successo, e venne applicato solamente sulle telecamere da studio e portatili.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/rai_history2_1-1.jpg" alt="" class="wp-image-6137" width="436" height="275"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine degli anni Settanta venne introdotta una variante, formata dalla scritta “Rai” interamente minuscola, ma non fu mai adottato come simbolo ufficiale del brand, nonostante comparisse su alcune grafiche.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot1.jpg" alt="" class="wp-image-6138" width="567" height="325" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot1.jpg 760w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot1-300x172.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni Ottanta, la RAI adottò un nuovo logo, formato dalle tre lettere maiuscole unite tra loro e raccordate con curve regolari. Le tre emittenti assumonsero le denominazioni ufficiali di Raiuno, Raidue e Raitre, e il logo venne declinato per adattarlo alle nuove caratteristiche dei tre canali. A ognuno dei tre canali viene associato un colore: il blu per Raiuno, il rosso per Raidue e il verde per Raitre, in quanto essi sono i tre colori primari della televisione utilizzati tutt’oggi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/marchio-rai-07-edited.jpg" alt="" class="wp-image-6140" width="407" height="407" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/marchio-rai-07-edited.jpg 379w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/marchio-rai-07-edited-300x300.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/marchio-rai-07-edited-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 407px) 100vw, 407px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1988, il logo Rai subì dei cambiamenti a opera del grafico Giorgio Macchi: le lettere divennero separate e dagli angoli vivi. In alcune grafiche sulla lettera &#8220;A&#8221; della parola &#8220;RAI&#8221;, viene aggiunta una piccola riproduzione del tricolore italiano in verticale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot2-1024x329.jpg" alt="" class="wp-image-6141" width="614" height="196" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot2-1024x329.jpg 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot2-300x96.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot2-768x247.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/SharedScreenshot2.jpg 1339w" sizes="auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Nei primi anni Duemila, una rinnovata corporate identity prese vita con l’introduzione di un nuovo logo: una “farfalla tecnologica” disposta secondo una costruzione cruciforme, dove le ali riportano in negativo due profili umani. Il blu evocava la tecnologia, la farfalla invece la fantasia e la libertà, mentre i due volti il dialogo e l&#8217;interattività. Il simbolo era posto sulla sinistra della scritta &#8220;Rai&#8221; avente un lettering molto lineare e pulito.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="369" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/raifarfalla.jpg" alt="" class="wp-image-6142" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/raifarfalla.jpg 600w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/raifarfalla-300x185.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2010, in corrispondenza del passaggio al digitale terrestre, la Rai mise in atto una nuova strategia di branding: la “storica” farfalla scomparì in favore di un nuovo logo quadrato, simbolo dell&#8217;ordine nel caos. Il colore blu rimase come evocazione della tecnologia e dell’ambito istituzionale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/768px-Logo_of_RAI_2016.svg_.png" alt="" class="wp-image-6143" width="390" height="390" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/768px-Logo_of_RAI_2016.svg_.png 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/768px-Logo_of_RAI_2016.svg_-300x300.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2021/06/768px-Logo_of_RAI_2016.svg_-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 390px) 100vw, 390px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">&#8212;<br><span style="color:#000099" class="has-inline-color">Si ringrazia <strong>Giorgia Bresciani</strong>, studentessa della Facoltà di Scienze Linguistiche dell&#8217;Università Cattolica di Milano, per aver collaborato alla ricerca delle informazioni e alla composizione di questa LOGO TALE. Le informazioni riguardo il logo Rai derivano dal link qui di seguito riportato: https://www.rai.it/dl/docs/1426244578970Storia_del_logo_Rai.pdf</span></p>
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		<title>Arnoldo Mondadori Editore</title>
		<link>https://www.brandforum.it/logo_tales/arnoldo_mondadori_editore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Musso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2021 19:02:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La storia della Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (nota anche come Gruppo Mondadori) cominciò nel 1907, quando Arnoldo Mondadori diede inizio all&#8217;attività editoriale del brand. Nel 1912, il fondatore pubblicò il primo libro della casa editrice, Aia Madama di Tomaso Monicelli e, l’anno successivo, creò la prima collana, La Lampada, dedicata alla letteratura per l’infanzia. Nel [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia della Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (nota anche come Gruppo Mondadori) cominciò nel 1907, quando Arnoldo Mondadori diede inizio all&#8217;attività editoriale del brand. Nel 1912, il fondatore <span style="background-color:rgb(255,255,255);color:rgb(80,80,88);">pubblicò il primo libro della casa editrice, Aia Madama di Tomaso Monicelli e, l’anno successivo, creò la prima collana, La Lampada, dedicata alla letteratura per l’infanzia. Nel corso del XX secolo, il brand ha rafforzato la sua presenza sul territorio nazionale e nel mondo dell&#8217;editoria, collezionando una lunga serie di successi.</span></p>
<p><span style="background-color:rgb(255,255,255);color:rgb(80,80,88);">Nel 2016, il Gruppo Mondadori ha acquisito Banzai al fine di implementare la sua offerta online e ampliare la sua audience su tutti i canali, confermandosi primo editore multimediale&nbsp;nel digital e sui social media&nbsp;in Italia. Oggi Mondadori è uno dei più affermati gruppi editoriale italiani.</span></p>
<p style="margin-left:0px;">Come è possibile leggere sul <a href="https://www.mondadori.it/chi-siamo/il-marchio-mondadori" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito ufficiale</a> del brand, il sistema di corporate identity attuale di Mondadori si fonda sul marchio e sul logotipo.</p>
<p style="margin-left:0px;">Il marchio è l’elemento portante del brand, creato dall’unione delle iniziali del fondatore della casa editrice, ovvero &#8220;A&#8221; e &#8220;M&#8221;. Il simbolo di Mondadori è stato realizzato graficamente nel 1969 dal designer olandese Bob Noorda.</p>
<figure class="image image_resized" style="width:52.33%;"><img decoding="async" src="/media/AuditImage/image_31HCVPl.png" srcset="/media/cache/f6/c1/f6c1755f632acb3012215629d21c3298.jpg 600w, /media/cache/31/b3/31b32b0d1d221a8c3022f8f367f4cdd1.jpg 800w, /media/cache/17/cc/17ccac0b88646296514d4dad8fbff281.jpg 1024w, /media/cache/64/33/6433566c1fc4447b668710cdc1eaf11b.jpg 1920w" sizes="100vw" width="1920"><figcaption>Fonte: <a href="https://www.mondadori.it/chi-siamo/il-marchio-mondadori" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il marchio Mondadori | Mondadori</a></figcaption></figure>
<p>Nel 1996 per rafforzare e unificare la percezione del marchio Mondadori è stato creato il logotipo, realizzato sempre da Bob Noorda tramite la creazione di un alfabeto di caratteri esclusivo tratto dalla grafia del marchio, unitamente a un articolato e completo sistema di linee guida per l’utilizzo del logo e delle sue declinazioni.</p>
<p>Come possiamo leggere sulla <a href="https://www.mondadori.it/chi-siamo/il-marchio-mondadori" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pagina del sito di Mondadori dedicata al logo del brand</a>, il marchio della nota casa editrice deve la propria forte notorietà e riconoscibilità a tre fattori: la straordinaria diffusione dei prodotti e dei punti di vendita Mondadori, la costanza nel mantenere invariato il marchio negli ultimi 40 anni e l’associazione positiva del marchio ai valori di qualità editoriale e affidabilità collegati al nome Mondadori.</p>
<figure class="image image_resized" style="width:53.81%;"><img decoding="async" src="/media/AuditImage/image_MvqwbeY.png" srcset="/media/cache/a8/84/a88432778643b0efffc6d3df777e0a0b.jpg 600w, /media/cache/dc/52/dc5251a66719b4c6119815142200a42d.jpg 800w, /media/cache/66/ff/66ff159b72b321b00ea8fe37e571ad3d.jpg 1024w, /media/cache/61/96/6196d58a7d2ff83fc1d185c34f7d7810.jpg 1920w" sizes="100vw" width="1920"></figure>
<p>Il simbolo del brand può essere utilizato sia singolarmente sia nella versione estesa del logo del brand, che risulta essere composta dalle parole &#8220;Gruppo Mondadori&#8221; di colore nero, divise dal marchio della casa editrice di colore rosso. Il tutto è posto su uno sfondo bianco.</p>
<figure class="image image_resized" style="width:85.03%;"><img decoding="async" src="/media/AuditImage/image_KIeUa1P.png" srcset="/media/cache/dd/52/dd52a86d16ae9e4a04af1a883f0379f2.jpg 600w, /media/cache/27/0a/270a54eacfe8e51f541414ea6a30793f.jpg 800w, /media/cache/c8/99/c8995e6a6abead6ea38439bba414f92c.jpg 1024w, /media/cache/2c/c1/2cc113780dc5557b62332ee7b6cab26b.jpg 1920w" sizes="100vw" width="1920"></figure>
<p>Esiste anche una versione in negativo del logo, con le scritte di colore bianco poste su uno sfondo nero. Il marchio del brand rimane comunque di colore rosso.</p>
<figure class="image image_resized" style="width:85.03%;"><img decoding="async" src="/media/AuditImage/image_TYwfNGz.png" srcset="/media/cache/26/e5/26e52fbae1f107dd1e2a94dad65ffaea.jpg 600w, /media/cache/5e/56/5e561d512f8ef5ec78d1d87b16924836.jpg 800w, /media/cache/24/b2/24b25795486a07ecc5bd89c0fa10a091.jpg 1024w, /media/cache/73/31/7331c314688fc16407403a366e8fd4f5.jpg 1920w" sizes="100vw" width="1920"></figure>
<p><span style="color:#000099;">&#8212;</span><br /><span style="color:#000099;">Si ringrazia&nbsp;<strong>Giorgia Bresciani</strong>, studentessa della Facoltà di Scienze Linguistiche dell&#8217;Università Cattolica di Milano,&nbsp;per aver collaborato alla ricerca delle informazioni e alla composizione di questa LOGO TALE.</span></p>
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		<title>LinkedIn</title>
		<link>https://www.brandforum.it/logo_tales/linkedin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Musso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 14:13:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nato nel 2002 da un&#8217;idea di Reid Hoffman, Allen Blue, Konstantin Guericke, Eric Ly e Jean-Luc Vaillant, LinkedIn viene lanciato ufficialmente il 5 maggio 2003. Il social network nasce con l&#8217;intento di mettere in contatto coloro che sono alla ricerca di un posto di lavoro con le aziende che hanno bisogno di personale, ma il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="background-color:rgb(255,255,255);color:rgba(0,0,0,0.7);">Nato nel 2002 da un&#8217;idea di Reid Hoffman</span>, Allen Blue, Konstantin Guericke, Eric Ly e Jean-Luc Vaillant, LinkedIn viene lanciato ufficialmente <span style="background-color:rgb(255,255,255);color:rgba(0,0,0,0.7);">il 5 maggio 2003.</span></p>
<p><span style="background-color:rgb(255,255,255);color:rgb(68,68,68);">Il social network nasce con l&#8217;intento di mettere in contatto coloro che sono alla ricerca di un posto di lavoro con le aziende </span>che hanno bisogno di personale, ma il successo del brand non è immediato: la svolta arriva nel 2006, quando vengono aggiunte nuove funzionalità alla piattaforma e LinkedIn diventa lo strumento più utilizzato per cercare lavoro nella Silicon Valley.</p>
<p>Dal 2016 LinkedIn fa parte del Gruppo Microsoft.</p>
<p><span style="background-color:rgb(255,255,255);color:rgb(68,68,68);">Il primo logo del brand risultava formato dalla scritta &#8220;Linked&#8221; di colore nero, posta alla sinistra di un quadrato dagli angoli arrotondati di colore blu dall&#8217;effetto tridimensionale, avente all&#8217;interno le lettere &#8220;in&#8221; di colore bianco. Quest&#8217;ultimo, utilizzato soprattutto come icona per l&#8217;App, è divenuto negli anni il simbolo del brand, riconoscibile anche da solo.</span></p>
<p><span style="background-color:rgb(255,255,255);color:rgb(68,68,68);">I colori scelti per il logo, ovvero il blu, il nero e il bianco, rappresentano </span><span style="background-color:rgb(255,255,255);color:rgb(36,36,36);">la professionalità, la serietà e l’affidabilità della piattaforma.</span></p>
<figure class="image image_resized" style="width:54.94%;"><img decoding="async" src="/media/AuditImage/image_96tZutv.png" srcset="/media/cache/fc/47/fc4728ec5a2b36c82e0c0272b5da8096.jpg 600w, /media/cache/3b/5f/3b5f928880006a6223d08475f9699442.jpg 800w, /media/cache/4b/ef/4bef20703b59a9556823f48056436c1c.jpg 1024w, /media/cache/23/a5/23a5b0acccc0582a6bdd66a54b96e04e.jpg 1920w" sizes="100vw" width="1920"></figure>
<p>Successivamente, l&#8217;effetto tridimensionale del simbolo del brand è stao tolto, mail logo non riportò altre modifiche.</p>
<figure class="image image_resized" style="width:54.68%;"><img decoding="async" src="/media/AuditImage/image_6kyV4zw.png" srcset="/media/cache/90/40/9040db07b5b089bbb072ea4b2fe3f750.jpg 600w, /media/cache/41/97/419780238e6f9199fa9c90ddbc014c58.jpg 800w, /media/cache/20/10/201096c32c8be5cecaae97ae106b1121.jpg 1024w, /media/cache/37/c3/37c32caa013673482aab7fc93cbb5ebc.jpg 1920w" sizes="100vw" width="1920"></figure>
<p>Qualche anno più tardi, il logo ha subito una leggera modifica, quasi impercettibile: il font utilizzato per la scritta &#8220;Linked&#8221; è stato cambiando, ma risultava comunque molto simile alla sua versione precedente. Il colore blu del simbolo del brand è stato leggermente schiarito rispetto al vecchio logo, ma non sono stati fatti ulteriori cambiamenti.</p>
<figure class="image image_resized" style="width:57.04%;"><img decoding="async" src="/media/AuditImage/image_8M25IQL.png" srcset="/media/cache/35/d8/35d8d327a21e79407d108a4d180060c8.jpg 600w, /media/cache/75/27/7527d25ef87464b9c2d8d179ae94e013.jpg 800w, /media/cache/52/a5/52a506d457811cb5b847a754c2a118e2.jpg 1024w, /media/cache/78/72/7872868d3f9f2a9a3a9ae7ca63c042d5.jpg 1920w" sizes="100vw" width="1920"></figure>
<p>Nel 2019, il logo è stato nuovamente modificato: il colore della scritta &#8220;Linked&#8221; è passato da nero a blu chiaro, mentre la forma è rimasta invariata. L&#8217;unico altro dettaglio del logo che è stato modificato è il font, che presenta dei caratteri dalle linee più fine rispetto alla versione precedente.</p>
<figure class="image image_resized" style="width:59.53%;"><img decoding="async" src="/media/AuditImage/image_do2sOYe.png" srcset="/media/cache/4e/af/4eaf5d93f557be666cd4bace44cecefe.jpg 600w, /media/cache/a4/28/a4288e290450732bdffaca5fb46d2dab.jpg 800w, /media/cache/d9/0c/d90c777acfb788f9d63191033aec479d.jpg 1024w, /media/cache/6a/c0/6ac071faec134a549197bdc33bc884ec.jpg 1920w" sizes="100vw" width="1920"></figure>
<p>Esiste anche una versione in negativo del logo attuale, avente gli elementi bianchi su sfondo blu chiaro.</p>
<figure class="image image_resized" style="width:70.12%;"><img decoding="async" src="/media/AuditImage/image_acAw6xT.png" srcset="/media/cache/c0/ee/c0eeaf1adf279236f2e4434aaa5886b6.jpg 600w, /media/cache/1e/15/1e15f3c28252da49c0d78227cbbdc1ea.jpg 800w, /media/cache/23/eb/23eba714192a9beb6fc9315c8b88bcff.jpg 1024w, /media/cache/1d/24/1d247207e08aa8cf004f8b4c75a5f453.jpg 1920w" sizes="100vw" width="1920"></figure>
<p><span style="color:#000099;">&#8212;</span><br /><span style="color:#000099;">Si ringrazia&nbsp;<strong>Giorgia Bresciani</strong>, studentessa della Facoltà di Scienze Linguistiche dell&#8217;Università Cattolica di Milano,&nbsp;per aver collaborato alla ricerca delle informazioni e alla composizione di questa LOGO TALE.</span></p>
<p>The post <a href="https://www.brandforum.it/logo_tales/linkedin/">LinkedIn</a> appeared first on <a href="https://www.brandforum.it">Brandforum.it</a>.</p>
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