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News
14-11-2018

"Bollino Rosa" per cameo

Uno dei temi caldi degli ultimi anni è sicuramente la parità di genere. Sia a livello sociale, sia a livello lavorativo, emerge spesso che la figura femminile abbia un trattamento differente e meno rilevante rispetto a quella maschile.

 

 

Si parla infatti di gender equality e women empowerment al fine di promuovere i diritti delle donne e di combattere la disparità legata spesso a concezioni patriarcali.

 


La questione coinvolge ormai anche le politiche aziendali. In particolare, il Winning Women Institute si occupa di certificare la tutela della parità di genere a livello lavorativo. A questo proposito segnaliamo che, cameo, nota azienda del settore alimentare, annuncia di essere la prima azienda italiana a ottenere la
certificazione
e ciò si rivela essere un indice interessate ed esemplare per l’ambito nazionale.

 

L’audit è affidato a un ente terzo, RIA Grant Thornton, e prevede una valutazione analitica e riconosciuta da esperti del settore. Quali sono alcuni dei parametri

considerati dal per l’assegnazione della attestazione?
- Equità remunirativa
- Opportunità di crescita in azienda per le donne
- Tutela della maternità
- Gestione della Gender Diversity

 

Le persone sono il nostro capitale più importante perché la qualità dei nostri prodotti e del nostro servizio dipende anche dal benessere dei nostri collaboratori – afferma Monica Chiari Head of HR di cameo – Siamo orgogliosi di questa certificazione che attesta come le persone siano al centro dei nostri valori. Un impegno che si concretizza nella valorizzazione di ogni risorsa e in una forte attenzione alla presenza femminile in azienda, alla crescita dei giovani e allo sviluppo di carriera di ogni dipendente. Le politiche HR di cameo sono costantemente orientate a criteri di valorizzazione dell’equità e dell’inclusione.

 

Le aziende devono quindi prendersi cura anche dei propri stakeholder interni, i dipendenti, e devono essere attente ai dibattiti che sorgono a livello sociale e politico, per mantenere alti livelli di attrattività e competitività. Un approccio caro al nostro Osservatorio che dal 2013 si occupa di politiche di Slow Factory (vd. Slow Brand https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=270.2).