Giovani e dispositivi mobili: i nuovi trend di Opinion Leader 4 Future
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Giovani e dispositivi mobili: i nuovi trend di Opinion Leader 4 Future
16/01/2023

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Proseguono le ricerche del progetto Opinion Leader 4 Future, nato tre anni fa dalla collaborazione tra ALMED – Università Cattolica e Gruppo Credem, per indagare il rapporto dei giovani con i dispositivi mobili.

Prosegue la divulgazione dei dati relativi alle ricerche di Opinion Leader 4 Future, il progetto triennale nato dalla collaborazione tra l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell’Università Cattolica di Milano e il Gruppo Credem, tra i principali e i più solidi istituti bancari d’Italia.

Opinion Leader 4 Future: uno step di ricerca dedicato ai più giovani

 
Opinion Leader 4 Future si è occupato di indagare le dinamiche che caratterizzano la ricerca delle informazioni da parte dei più giovani, esplorandone il rapporto con i dispositivi mobili.

La ricerca ha coinvolto 200 studenti del corso di Metodi e Strumenti della Media Research della Laurea Triennale in Linguaggi dei Media, di età compresa tra i 19 e i 24 anni.

Immagine 1 – Logo del progetto Opinion Leader 4 Future.

Alcuni punti chiave emersi dall’indagine di Opinion Leader 4 Future: canali di informazione e modalità di fruizione

 
L’accesso all’informazione può avere dinamiche differenti: può avvenire in uno specifico momento della giornata, in modo consequenziale rispetto a un singolo contenuto, in relazione alla rete di conoscenze, a partire da un’esigenza o in modo protettivo-immersivo rispetto all’ambiente circostante.

Nello specifico, l’indagine ha rilevato che la ricerca di informazioni può verificarsi:

  • in modo temporalizzato, ossia in particolari momenti della giornata, o in modo interstiziale, tra un impegno e l’altro (nel complesso, il 74% degli studenti intervistati ricade in una delle due fattispecie);
  • in modo consequenziale, a partire, cioè, da una singola notizia che riporta ad altre da esplorare (52%), o relazionale, in quanto può avvenire anche attraverso segnalazioni che partono dalla propria rete di conoscenze (44%).

La ricerca di informazioni, inoltre, può essere verticale, se parte da un interesse o bisogno specifico (53%), ma anche di natura protettiva-immersiva, come pretesto per estraniarsi dal contesto circostante (15%).

Interessante poi è anche la modalità di fruizione delle informazioni e la tipologia di linguaggio più gradita dagli intervistati in riferimento alle piattaforme digitali: le infografiche risultano essere le preferite dai soggetti intervistati (45%), seguite dai video (36%) e, da ultimo, dai contenuti testuali (19%).

Giovani e dipendenza da smartphone: disconnettersi dai device per riconnettersi con le persone

 
Nel contesto della ricerca, che ha anche visto gli studenti privarsi del contatto con lo smartphone per 24 ore, è emersa una dipendenza da dispositivi mobili, legata soprattutto alla continua esigenza di ricercare informazioni e dati, utilizzati dai giovani per essere in collegamento con il mondo e avere una bussola che li orienti nel quotidiano.

Immagine 2 – Chiara Giaccardi, Professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

“L’esperimento della disimmersione, ovvero scollegarsi dai dispositivi digitali e dalla rete, ha consentito ai nostri studenti di raggiungere un livello di consapevolezza e autoanalisi molto più alto rispetto ai modi e al senso delle loro pratiche quotidiane” – ha dichiarato Chiara Giaccardi, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Emerge un’ambivalenza: da un lato il bisogno di essere connessi e non sentirsi tagliati fuori, dall’altro il desiderio di una protezione, una barriera, verso un mondo sentito forse come troppo complesso e sfidante. La scommessa formativa riguarda proprio il lavorare sul livello della consapevolezza per favorire, piuttosto che un ritiro dal mondo di cui si ascoltano gli echi filtrati dai dispositivi, un desiderio di coinvolgimento attivo e contributivo anche attraverso le possibilità offerte dal digitale”.

In questa ricerca è stato altresì possibile rilevare la dipendenza da dispositivi mobili di questi giovani dai 19 e 24 anni tramite tre distinti approcci:

  • gestuale nell’atto istintivo e involontario di controllare ripetutamente lo schermo;
  • sensoriale nella sensazione di essere in una bolla e protetti dal mondo esterno;
  • monitorante nell’osservare cosa accade, rimanere sempre connessi e documentare ogni momento della propria vita.

Questi dati arricchiscono le considerazioni già emerse del progetto Opinion Leader 4 Future, nato tre anni fa grazie alla collaborazione tra ALMED – Università Cattolica e Gruppo Credem. Per ricostruire i precedenti step di ricerca del Progetto, si rimanda al nostro recente paper “Opinion Leader 4 Future: il progetto prosegue con un focus sulla sostenibilità”.

Si ringrazia Elisa Comazzi, studentessa CIMO – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per aver contribuito alla realizzazione e alla stesura di questo paper.

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