Brandforum.it

l'osservatorio italiano sul branding
facebook twitter Follow Me on Pinterest RSS
Papers
Brand life 05-03-2019

PR e Marketing: l’unione fa la forza. Parola di Andrea Polo, direttore comunicazione di Facile.it

Letto 521 volte

Elia Buongarzone e Felice Ragona, Network di Brandforum
info@brandforum.it

Andrea Polo, direttore della comunicazione di Facile.it, è intervenuto nel corso del modulo tenuto dalla Prof Patrizia Musso di “Forme e strategie della comunicazione digitale” all’interno del Master in Comunicazione, Marketing Digitale e Pubblicità Interattiva dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano per sottolineare l'importanza di un buon piano di comunicazione in affiancamento alle attività di marketing. La sua testimonianza ha abbracciato oltre al case aziendale attuale anche più in generale una serie di campagne/attività svolte nel corso della sua lunga carriera professionale.



Prima di cominciare, è stato subito sottolineato come spesso la figura del responsabile delle pubbliche relazioni sia confusa con quella del marketer. Il PR si occupa di mantenere i rapporti con i media e le istituzioni, non di advertising. Nonostante questo, il rapporto tra chi è responsabile delle relazioni esterne e chi lo è del marketing deve essere di stretta collaborazione.

 


Il focus si è poi spostato sulla comunicazione e su come questa possa essere resa efficace in ambito aziendale. Da non trascurare assolutamente è il contesto in cui la “notizia” (legata a un certo brand) viene veicolata: bisogna sempre tenere a mente che il destinatario dei comunicati è un essere umano, quindi influenzabile dal contesto circostante; sta al responsabile dell'ufficio stampa provare a prevederlo, quando possibile. Le tipologie di contesto sono, principalmente, tre:
• Geografico (ad esempio, un comunicato con renne e Babbo Natale sotto la neve non può andare bene in due Paesi assai diversi come l’America e l’Australia, se il periodo in cui viene veicolato è dicembre);
• Culturale;
• Ambientale (ad esempio, se è periodo invernale di brutto tempo, bisogna calcolare i tempi diversi con cui il giornalista arriverà in redazione, rispetto a una giornata estiva).


Un altro dei pilastri della comunicazione è il comunicato stampa, che deve essere visto come il proprio biglietto da visita: la prima impressione è quella che conta, è quindi necessario impostarlo nella maniera corretta. Innanzitutto, deve informare, incuriosendo il destinatario, che deve essere spinto a leggerlo fino in fondo. Il titolo è, al proposito, fondamentale. Occhiello e sottotitolo fungono, poi, da collaboratori nel catturare l’attenzione del destinatario. In questo caso, il referente sarà un giornalista di una determinata testata, che va convinto dell'importanza dei dati riportati per far sì che il comunicato venga poi pubblicato.


Sono due le chiavi vincenti nel mondo della comunicazione: prossimità e capacità di stupire l'interlocutore. La prossimità può avere diverse forme:
• Fisica: quando il valore della notizia è relazionato alla vicinanza del lettore (es. vicinanza geografica);
• Empatica: quando la rilevanza della notizia dipende dall'affinità con gli interessi del lettore;
• Sociologica: quando l'interlocutore si rivede in una notizia in base alla fase di vita che sta attraversando.


La capacità di stupire il lettore, riassumibile nel cosiddetto "frustino sadomaso" - così chiamato per via di un esperimento di psicologia cognitiva, nel quale tra tanti elementi messi in un lungo elenco della spesa i soggetti memorizzavano molto più facilmente quello più strano - che consiste nel rompere gli schemi con la realtà di tutti i giorni, inserendo elementi fuori dal comune, al fine di attirare l'attenzione. Questo contribuisce a far in modo che una notizia diventi virale e che questa sia ripresa da quante più testate possibile.


Infine, il dott Polo ha focalizzato la sua presentazione su 4 drivers utili per costruire una buona strategia di comunicazione aziendale:
• Dati: che vanno scremati, così da consegnarli nella maniera più chiara possibile nelle mani del giornalista;
• Tendenze: cercare di far in modo che i comunicati vertano su fatti di stretta attualità;
• Curiosità: il "frustino sadomaso" di cui sopra;
• Corporate: informazioni che riguardino l'azienda che emette il comunicato.


Per far sì che il comunicato non venga considerato esclusivamente come una “forma di pubblicità” e insieme catturi l’interesse del ricevente del messaggio (sia il giornalista sia, poi, il lettore/telespettatore/radioascoltatore…) si deve puntare soprattutto sulle prime tre leve (dati, tendenze, curiosità). La parte “corporate” arriverà in un secondo momento. Succede spesso che sia il giornalista stesso a inserire una parte “corporate” nel proprio pezzo (ad esempio con frasi come: …i dati arrivano dall’osservatorio RC auto di Facile.it, il più importante comparatore di polizze auto….); a quel punto, arrivata sui media la notizia, i consumatori conosceranno e riconosceranno il brand come autorevole e, quindi, ne percepiranno anche il valore corporate.


Nel corso dell'incontro, ampio spazio è stato dato anche alle case history di Facile.it.  Il Dott Polo ha così raccontato alcuni dei casi più rappresentativi della sua carriera di comunicatore, nel corso della quale è riuscito a conseguire, anche con budget limitati, risultati importanti. Ed è proprio con un appunto sui budget che si è chiusa la sua interessante testimonianza, perché troppo spesso considerati tra i parametri che determinano il successo di una campagna di comunicazione:

"Per una grande comunicazione non servono grandi budget e grandi budget non fanno una grande comunicazione".

 

 

------------

Elia Buongarzone. Nato nel 1991 a Tolentino nelle Marche. Attualmente studente del Master in Comunicazione, Marketing Digitale e Pubblicità Interattiva dell'Università Cattolica Del Sacro Cuore di Milano.

Laureato in Economia e Commercio presso l’UNIVPM di Ancona, ho proseguito i miei studi nella stessa Facoltà e nel marzo del 2018 ho conseguito la laurea magistrale in Economia e Management curriculum amministrazione finanza e controllo. Nel mio percorso di studi mi sono approcciato diverse volte al marketing, in particolare ho affiancato un mio amico nell’apertura di un’azienda commerciale cooperando nelle attività di marketing digitale e ottenendo riscontri pratici delle strategie. Da questa esperienza ho capito quale fosse stata la strada da intraprendere.

La mia frase preferita è: "Non è la più forte delle specie che sopravvive, nè la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti."

(LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/elia-buongarzone/)

 

Felice Ragona. Vengo da Capo d’Orlando, un piccolo paesino in provincia di Messina, in Sicilia. Attualmente studente del Master in Comunicazione, Marketing Digitale e Pubblicità Interattiva dell'Università Cattolica Del Sacro Cuore di Milano.
Presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Roma Tre, nel corso del primo anno, ho iniziato a collaborare con Bloglive.it, un network composto da dei blog più piccoli di tipo settoriale, ricoprendo, nel giro di qualche mese, il ruolo di caporedatorre della sezione musica. Lì, il mio primo approccio con WordPress e, di conseguenza, con gli strumenti SEO. Mi sono laureato nel mese di novembre 2017, dedicando i mesi successivi al conseguimento di certificati linguistici (IELTS e DELE) che mi hanno permesso di recuperare e confermare le conoscenze linguistiche acquisite negli anni del liceo.

Da settembre 2018 mi occupo di curare il profilo Instagram di Onstage (@onstagemagazine). Con i social network ho un rapporto che non fatico a definire idilliaco: mi reputo, infatti, una persona molto creativa ed è proprio sui social che riesco a far sì che questo lato di me emerga maggiormente.
(LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/felice-ragona/)