Capitale algoritmico. Cinque dispositivi postmediali (più uno)
Capitale algoritmico. Cinque dispositivi postmediali (più uno)
Ruggero Eugeni
2021, Morcelliana – Scholè

Lo scorso 24 febbraio, Casa della Cultura, centro del dibattito culturale e politico milanese, ha ospitato la presentazione di “Capitale algoritmico. Cinque dispositivi postmediali (più uno)”, il nuovo volume del Prof. Ruggero Eugeni, docente di Semiotica dei media presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Per l’occasione erano presenti, seppur a distanza, Francesco Casetti, già professore presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della medesima Università, dove ha inoltre diretto il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo, e oggi Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies alla Yale University, Vinzenz Hediger, docente di Cinema Studies alla Goethe University di Francoforte sul Meno e Antonio Somaini, Professore ordinario di Teoria del cinema, dei media e della cultura visuale all’Université Sorbonne Nouvelle Paris 3.

Immagine 1. Presentazione di “Capitale Algoritmico. Cinque dispositivi postmediali (più uno)”

Il punto di partenza

Questo volume nasce da un senso di inadeguatezza rispetto allo spessore delle problematiche in questione: gli strumenti di larga parte degli studi di cultura visuale sembravano infatti inadatti rispetto all’impatto e alla complessità economica e politica di cui il libro si occupa, motivo per cui l’approccio rischiava di rimanere relegato all’interno di una confort zone che impediva il dialogo con altre discipline e colleghi, tra i quali sociologi ed esperti di economia politica dei media che, parlando di capitalismo digitale, di società delle piattaforme, di economia d’estrazione che prende il posto di un’economia della produzione, offrivano strumenti più potenti e adatti a tracciare policy e linee d’intervento.

Il volume

Immergendosi nella lettura di questo libro, si scopre ben presto come l’autore affronti la questione dello statuto e del ruolo che ricoprono le immagini all’interno del mondo dei media contemporanei: le immagini, che siano quelle dei nostri smartphone e tablet, o dei tanti apparecchi che oggi conosciamo, non si mostrano più a noi, come accadeva in passato, ma “materializzano” alcune informazioni in forma luminosa.

Capitale algoritmico: cosa si intende?

In “Capitale algoritmico”, Eugeni cerca di rispondere, mediante l’analisi di cinque dispositivi postmediali, alla seguente domanda: “Cosa facciamo oggi con le immagini? E soprattutto, che cosa le immagini fanno con noi e di noi?”.

L’autore cerca delle piste di risposta a questioni portate all’attenzione dagli studiosi a partire dalla cosiddetta svolta visuale, che ha caratterizzato gli studi degli ultimi trent’anni, andando a indagare delle tecnologie estremamente recenti, come gli smart glasses (come i Google Glass), le macchine fotografiche e cinematografiche a campo di luce”, i visori notturni, gli ambienti di realtà virtuale e le cosiddette Reti Generative Avversarie (o GAN), un tipo di macchina algoritmica utilizzata per la produzione di immagini (che di recente hanno trovato una propria collocazione anche nel mercato dell’arte) mediante processi automatizzati di Intelligenza Artificiale.

L’ultimo capitolo, oltre a riassumere quanto emerso nei precedenti, presenta il “più uno” del titolo, ovvero i microscopi elettronici impiegati nella lotta contro il virus SARS-CoV-2.

Essi non sono dispositivi mediali in senso stretto perché, grazie a loro, le immagini oggi non circolano solo nel mondo dei media ma lavorano in ambiti che collegano in maniera trasversale tanti altri mondi, quello della difesa (il settore militare), della diagnostica medica, della sorveglianza, tutti ambiti che negli ultimi anni hanno giovato della capacità dei dispositivi di produzione, trasmissione e visualizzazione di algoritmi. Per questo motivo, Eugeni li qualifica come dispositivi “postmediali”, tipici cioè di una condizione in cui i media non sono più pensabili in termini dicotomici, ovvero come un settore della vita sociale “ludico” separato dagli altri settori “pratici”.

Capitale algoritmico: un libro per capire il nostro tempo

Nel volume, l’autore utilizza il termine “economia politica” in senso ampio, non riferendosi unicamente all’accezione ristretta che il termine ha assunto in riferimento ai fenomeni di mercato, ma a un’economia della conoscenza, della reputazione, della creatività, e così via.

Viviamo oggigiorno all’interno di una economia politica della luce connessa con quella della informazione, motivo per cui le risorse di cui e in cui viviamo sono al contempo luminose e informazionali; siamo però così immersi al suo interno, da non rendercene più conto e da sottovalutarne la crucialità per la nostra esperienza.


Ruggero Eugeni è professore ordinario di Semiotica dei media presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove dirige il Master in Media Relation e comunicazione d’impresa, coordina il Corso di Laurea magistrale in Gestione di contenuti digitali per i media, le imprese e i patrimoni culturali (presso la sede di Brescia) e, dal 2002 al 2016, ha diretto l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED).

La sua ricerca si è svolta principalmente nell’ambito della teoria del cinema e dei media audiovisivi, con particolare attenzione per la dimensione semiotica e discorsiva. Tra le sue pubblicazioni: Semiotica dei media. Le forme dell’esperienza (2010), La condizione postmediale. Media, linguaggi e narrazioni (2015).

Si ringrazia Elisa Comazzi, studentessa CIMO – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per aver collaborato alla realizzazione e alla stesura di questo pezzo.

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