Ferie illimitate ai propri dipendenti? L’ultima proposta di Netfilx in ottica di Internal ed Employer Branding
Internal Branding
Ferie illimitate ai propri dipendenti? L’ultima proposta di Netfilx in ottica di Internal ed Employer Branding
20 Novembre 2020

SLOWBRAND

Cosa deve fare un brand per posizionarsi come top employer? Che caratteristiche deve avere un leader per essere considerato un buon datore di lavoro? Ecco la recente risposta, decisamente disruptive, di Netflix.

Ferie illimitate ai propri dipendenti e un modello di leadership unboss (per maggiori informazioni si rimanda al paper "Formule vincenti del leader contemporaneo: dalla teoria alla pratica" del nostro Direttore Patrizia Musso): questa la recente risposta di Netflix ai nostri due quesiti di apertura, che desta non poca sorpresa.

Prima di addentrarci nel caso Netflix è opportuno indagare alcuni punti della questione. Innanzitutto, cosa sono le ferie illimitate?

Nelle aziende che decidono di adottare tale strategia, il dipendente può prendere ferie quando e per quanto tempo vuole, previo avviso all’azienda e garantendo massima trasparenza sui giorni in cui ha deciso di non lavorare, a patto che porti a termine gli obiettivi e progetti concordati con i propri superiori. 

Quanto sta crescendo il fenomeno e in quale settore?

Negli Stati Uniti negli ultimi quattro anni sono triplicati i contratti che prevedono ferie illimitate passando dallo 0,04% sul totale delle offerte di lavoro nel 2015 allo 0,13 % del 2019.

Il fenomeno è in costante crescita e interessa in particolar modo le aziende statunitensi del settore tech. Sono, infatti, le big companies della Silicon Valley a fare da pioniere. Secondo la ricerca di Glassdor sono 10 le aziende ad offrire ferie illimitate: Crimson Hexagon, LinkedIn, VisualSoft, JustPark, Netflix, Affect tv, Songkick, HubSpot, EventBrite, Cake.

Perché proprio il settore tech?

L’avvento delle tecnologie e il fatto di essere sempre connessi permettono al lavoro di travalicare l’orario ordinario e occupare anche serate e weekend generando un maggiore stress per i dipendenti.

Quella delle ferie illimitate sembra essere una buona soluzione a tale problema migliorando la felicità e, di conseguenza, la produttività dei dipendenti.

Ma è davvero così? 

Uno studio condotto nel 2017 da Namely, società di risorse umane, evidenzia come i dipendenti statunitensi che godono di un piano di ferie standard hanno mediamente 15 giorni di vacanza all’anno; mentre, chi gode di vacanze illimitate si concede al massimo 13 giorni di ferie. Inoltre, solo il 15% dei dipendenti tradizionali ammette di lavorare quando si trova in vacanza a confronto del 29% dei lavoratori con ferie illimitate.

Da tali dati sembra emergere una situazione opposta a quella sperata: dipendenti che lavorano di più e, di conseguenza, livelli di stress maggiori. Ciò è causato dal fatto che il dipendente, non volendo risultare svogliato e pigro agli occhi del proprio capo, tenda a prendere meno ferie e lavorare di più per dimostrare il proprio impegno. Ma ciò non avviene a Netflix, di seguito vedremo perché.

Passiamo ora all’analisi della strategia Netflix e cerchiamo di capire cosa ci sia dietro a questa interessante scelta di business e come possa essere attuata con successo.

L’unica regola è che non ci sono regole”: questo è il titolo dello straordinario libro scritto da Reed Hastings, CEO del colosso dello streaming Netflix insieme ad Erin Meyer, autrice di The Culture Map.

Ma come è possibile guidare un’azienda senza regole e controlli?  Netflix ha un modello di leadership rivoluzionario non più basato sul controllo ma sul contesto: “Guidate con il contesto anziché con il controllo” è uno dei principi su cui si basa la cultura Netflix. Ma cosa significa guidare con il contesto? Prima di poter eliminare i controlli (tra cui anche la policy relativa alle ferie) è opportuno che i manager parlino con i propri team di quali comportamenti rientrano nei limiti di ciò che è accettabile e appropriato. Non ci sono procedure o regole scritte, ma i manager fissano un contesto che funge da Stella Polare per i dipendenti ed è in grado di guidarli nelle proprie scelte.  E’ possibile guidare con il contesto solo se si dispone di un’alta densità di talento e di una cultura aziendale basata sulla sincerità. Sulla sincerità è basata la cultura del feedback la quale consiste nel creare un rapporto di dialogo tra capo e dipendenti e tra dipendenti stessi. Da quanto detto precedentemente si evince come i manager di Netflix abbiano tratti in comune sia con l’unboss sia con lo slow boss.

In Netflix è il responsabile di progetto a prendere le decisioni e non il capo, il cui compito è fissare il contesto. Un unboss è un leader in grado di annullare il proprio ruolo affinchè i dipendenti vengano totalmente responsabilizzati e possano prendere decisioni in totale libertà. In Netflix si dice: “Sussurrate le vittorie e urlate gli errori”. Essere uno slow boss significa saper ammettere i propri errori e far in modo che i dipendenti facciano altrettanto. Condividere i propri errori rafforza il rapporto con il team creando un clima di fiducia. Così si passa da una cultura basata sul controllo ad una cultura basata sulla libertà. La maggior parte delle organizzazioni vanta una vasta gamma di procedure di controllo per assicurarsi che i dipendenti si comportino in modi vantaggiosi per l’azienda. I meccanismi di controllo includono politiche, procedure di approvazione e supervisione dirigenziale. Con un clima di sincerità il capo non ha più bisogno di essere attivo nella supervisione del lavoro di un dipendente.

Solo dopo aver dato libertà e quindi responsabilità ai propri dipendenti è possibile procedere eliminando i controlli tra cui la policy relativa alle ferie.

Vediamo finalmente in cosa consistono le ferie illimitate adottate da Netflix.

Partiamo da una citazione del CEO: “Molto prima di Netflix credevo che il valore del lavoro creativo non dovesse essere misurato in base al tempo […]. Oggi, nell’era informatica, quello che conta sono i risultati che ottenete, non quante ore timbrate sul cartellino, soprattutto per i dipendenti di aziende creative come Netflix. Non ho mai badato a quante ore lavorano le persone. Quando si tratta di giudicare la performance a Netflix, la quantità di lavoro è irrilevante.” Da tale affermazione si evince che Netflix ha una visione del lavoro basata sulla riqualificazione e rivalutazione del concetto di tempo. Non è la quantità del tempo in cui si lavora a fare la differenza, ma la qualità del tempo.

Netflix non ha sempre optato per eliminare la policy relativa alle ferie, prima del 2003 infatti assegnava ferie come qualsiasi altra azienda. Straordinariamente l’idea delle ferie illimitate è frutto di un suggerimento dato da un dipendente: “Durante alcuni weekend lavoriamo tutti online, rispondiamo alle mail in orari strani, ci prendiamo un pomeriggio libero per cose personali. Non teniamo conto delle ore lavorate ogni giorno o ogni settimana. Perché teniamo conto dei giorni di ferie ogni anno?”.  Così venne eliminata del tutto la policy relativa alle ferie riducendola a “vai in vacanza”. Il nuovo sistema consente ai dipendenti di prendersi una vacanza in qualsiasi momento e per tutto il tempo che desiderano senza bisogno di chiedere approvazione preventiva.

Quali soni i benefici? Attirare e trattenere i migliori talenti (soprattutto generazione Z e Millenials sempre meno propensi a timbrare il cartellino), ridurre la burocrazia e tagliare i costi di amministrazione relativi alla policy ferie, dare maggiore fiducia e libertà ai dipendenti fa sì che essi si comportino in modo responsabile.

Ma è facile come sembra? Non esattamente.

Quali soni i problemi? Come evitarli? Per evitare che i dipendenti prendano meno ferie al fine di non essere considerati pigri è fondamentale che sia il capo stesso a dare un buon esempio prendendosi lunghe ferie e parlandone spesso. Se il capo prende due settimane di ferie i dipendenti difficilmente si sentono di prendere più ferie del proprio capo.

L’altro timore è quello che il team si approfitti di tale libertà per prendersi mesi e mesi di vacanze in momenti scomodi, danneggiando il lavoro di squadra e compromettendo gli affari. In tal caso la soluzione fa riferimento a quanto dicevamo precedentemente riguardo alla guida tramite il contesto. Non basta semplicemente non fissare un preciso numero di giorni di ferie e non tenere conto di questi ultimi, è necessario prendere iniziative specifiche e stabilire un contesto organizzativo. Ogni manager deve prendersi il tempo per parlare al team di quali comportamenti rientrano nei limiti di ciò che è accettabile e appropriato. (Ad esempio “può andare in ferie solo un membro del team per volta” ,“Non creare eccessivi problemi al resto del gruppo prima di prenotare la vostra vacanza”). Più il manager si dimostra chiaro quando fissa il contesto e meglio è. Questo accade poiché in assenza di regole ci sarà chi rimarrà paralizzato e aspetterà che sia il capo a dire loro cosa fare, e poi ci sarà chi si sentirà libero di comportarsi in modi totalmente inopportuni.

Concludo con un’ultima citazione dell’Amministratore Delegato di Netflix: “Abbiamo coniato l’espressione “Libertà e Responsabilità”. Non è solo necessario possederle entrambe, una conduce all’altra. Ho cominciato a rendermene conto. Libertà non è il contrario di responsabilità come avevo pensato in precedenza, ma è invece una strada che conduce fino ad essa”.

 

A cura di

Margherita Giusy Branda

Dopo essermi diplomata al Liceo Classico Giovanni Plana ad Alessandria, attualmente frequento il terzo anno del Corso di Laurea in Lingue per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Le lingue di specializzazione sono inglese e cinese.

Durante il mio percorso universitario mi sono appassionata al mondo del branding.

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