La bellezza richiede perfidia: una nuova linea cosmetica per le donne sicure di sé
Brand Naming
La bellezza richiede perfidia: una nuova linea cosmetica per le donne sicure di sé
31/12/2020

A cura di Patrizia Musso, Founder & Director Brandforum, e Rebecca Rabozzi, Senior Editor, Brandforum.

La nuova linea cosmetica di Fidia Farmaceutici si chiama “Perfidia”, un brand naming inusuale che potrebbe essere frainteso dal target di riferimento.

Come scriveva qualche tempo fa il collega Fabio Pasquetto nel volume Brand Reloading curato da Patrizia Musso, “il naming è lo specchio del brand”.

Fidia Farmaceutici, leader mondiale nella ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti a base di acido ialuronico e suoi derivati, ha annunciato il suo ingresso nell’area della cosmetica con i prodotti della linea Perfidia Hyal Secret, composta da 3 formule con combinazioni specifiche e brevettate di acido ialuronico, caratterizzate da diversa struttura e pesi molecolari diversificati, disponibili esclusivamente in farmacia.

Come si legge nel comunicato stampa, il Presidente e Amministratore Delegato di Fidia, Carlo Pizzocaro, ha dichiarato:

"Il nostro primo prodotto topico a base di acido ialuronico, Connettivina, è stato lanciato nel 1963 e da allora abbiamo continuato nel nostro incessante percorso di ricerca e sviluppo di soluzioni sempre più innovative e all’avanguardia. Per il lancio di questa nuova linea abbiamo scelto la farmacia come unico canale distributivo, e nello specifico una ristrettissima selezione di farmacie, da un lato per rafforzare un legame già solido di partnership e collaborazione con i farmacisti, tra i nostri principali interlocutori, e dall’altro per sottolineare l’eccellenza dei nostri prodotti anche attraverso una specifica strategia commerciale. Questo lancio rappresenta per noi lo step preliminare di una più ampia strategia che punta ad una futura espansione a livello internazionale nell’area cosmetica".

 

 

In Brand Realoding Pasquetto spiegava come la fase di creazione, individuazione e scelta di un brand naming prevedesse tre fattori fondamentali che non sempre vengono attentamente valutati e ponderati.

 

► L’emotività

 

Ogni nome di marca o di prodotto suscita in noi una reazione istintiva, ‘di pancia’.
Per valutare l’efficacia di un brand naming non va quindi tanto valutata la reazione di chi lo propone (“mi piace, non mi piace”), quanto quella del target di riferimento.

 

► I core values

 

Il naming deve rispecchiare le caratteristiche e i valori del brand.

Sul sito web istituzionale dell’Azienda, le parole chiave che emergono sono: qualità, innovazione, internazionalizzazione, competitività, benessere, salute, sicurezza e ambiente.

Fidia Farmaceutici punta tutto sulle caratteristiche dei propri prodotti e in particolare sull’acido ialuronico (“il nostro DNA”), componente principale di molte formulazioni, per il quale l’azienda ha depositato oltre 1.100 brevetti.

La parola “Perfidia” apparentemente non comunica alcun valore del brand di appartenenza. L’accenno all’acido ialuronico (se vogliamo includerlo nei core values) è presente nella parte descrittiva del brand naming: “Hyal Secret” (Hyal come Hyaluronic), quindi “il segreto dell’acido ialuronico”.

Tuttavia, la promessa del prodotto viene espressa dai naming descrittivi (in lingua inglese) delle singole creme: Youth Protector (protettore della giovinezza), Tone Defender (difensore del tono), Filling Booster (amplificatore del riempimento).

 

► L’approccio culturale al brand naming

 

Non basta la creatività a identificare nomi adeguati ed evocativi. E, nell’era “di Internet e dei nomi facili” è sempre più difficile selezionare naming originali.

“Nel nostro Paese non esiste una consapevolezza diffusa del brand” scriveva Pasquetto. “Migliore sorte non è riservata purtroppo al brand naming. Nella sostanza si assiste, spesso, a una confusione del ruolo e potenzialità di questo fattore comunicativo, il cui effetto si riflette sul pubblico immancabilmente”.

Da una nostra ricerca in Rete, non abbiamo trovato altri brand dal nome “Perfidia”.
Tuttavia, la parola HYAL in riferimento all’acido ialuronico è essa stessa un brandnaming: si tratta del gel di bellezza di LR Wonder Company, acido ialuronico puro. In farmacia si trovano HYDRA-HYAL il trattamento idratante proposto dai laboratori Filorga, e la linea cosmetica di Eucerin HYALURON-FILLER.

 

 

“Se un nome dovesse risultare poco adatto – o peggio ancora qualora le circostanze imponessero la sua totale modifica – le conseguenze avrebbero riflessi molto pesanti per l’azienda” (Fabio Pasquetto)

 

 

La scelta del brand naming “Perfidia”

A cosa può essere dovuto questo inusuale brand naming? Non avendo trovato spiegazioni ufficiali in Rete, abbiamo inizialmente ipotizzato che questo naming descrittivo non servisse tanto a richiamare i core values, quanto a rafforzare il legame con la casa farmaceutica nella mente delle consumatrici (Per-Fidia).

La seconda ipotesi, probabilmente la più plausibile, è che l’Azienda abbia scelto la parola “perfidia” non nella più comune accezione di “avere un comportamento sleale, subdolo e malvagio volto intenzionalmente a far male agli altri”, bensì nel significato – più ricercato – di “ostinata fermezza nel difendere le proprie idee e ragioni”.

In effetti, come si legge sul magazine dell’azienda, le nuove creme di bellezza sono pensate per le donne determinate, grintose, consapevoli, sicure di sé. Donne che amano piacere e piacersi.

Sull'account Instagram @perfidiahyalsecret il brand comunica che "Sei ciò che sei. E ciò che sai di essere. Il tuo atteggiamento di rende bella" e propone una parola-chiave per ogni lettera che compone il brandnaming:

Particolare? Unica 
Elegante nel DNA
Ribelle quanto basta
Forte. Non pensavi?
Io. Orogliosamente.
Determinata più che mai.
Incantevole. Non trovi?
Amor proprio? Un must!

 

 

Il pittogramma del logo rappresenta una corona. Forse – come propone una utente nei commenti su Instagram – perché ogni donna ha diritto a indossarne una.

 

Resta il legittimo dubbio che il target di riferimento possa non conoscere il duplice significato di questo termine. L’Azienda corre così il rischio che i propri prodotti vengano collegati a un’immagine di donna negativa, così come emerge da alcuni primi commenti trovati in Rete, nella pagina Facebook di Fidia.

 

La comunicazione per il lancio di “Perfidia”

Come comunica l’Azienda, Perfidia propone creme di bellezza pensate per le “donne che si guardano allo specchio sempre a testa alta”. E proprio lo specchio è un elemento centrale del video pubblicitario, trasmesso solo sul web, pubblicato su YouTube e sui canali social (Facebook e Instagram) dedicati alla nuova linea cosmetica Perfidia Hyal-Secret.

 

 

Nello spot la protagonista si siede davanti alla specchiera, applica la crema sul viso e, osservando il proprio riflesso, appoggia una mano sullo specchio e questo si infrange. Impassibile, la donna prende uno dei frammenti e continua a specchiarsi, compiaciuta, sicura di sé. Una scelta narrativa che ricorda agilmente Grimilde, la matrigna di Biancaneve, mentre specchiandosi con aria arcigna e sicura di sé cita la nota frase specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?".

 

 

Il paragone è stato evidenziato anche da alcune utenti che hanno commentato il video su Instagram.

 

Interessante anche la scelta dei colori del packaging di questa nuova linea cosmetica che insinuano un possibile collegamento con le caratteristiche tinte dei villains della Walt Disney: non solo Grimilde, ma anche Maga Magò de La spada nella roccia, Ursula de La Sirenetta e Malefica, la strega cattiva (perfida) de La Bella addormentata nel bosco vestono di viola e di rosso.

 

 

Gli spettatori (e le spettatrici) più attenti, guardando lo spot di Perfidia, avranno anche riconosciuto un altro riferimento a livello fotografico: l'incedere sicuro dell'elegante protagonista, vestita d'oro, attraverso un grande salone ricorda gli spot con Charlize Theron per il profumo J'adore di Dior. In questo caso, l'espressione della "determinazione" e "sicurezza in se stesse" sembra molto più calzante a livello comunicativo.

 

 

Per il lancio dei nuovi prodotti è stata prevista anche una programmazione radiofonica con un annuncio della durata di 30” trasmesso a partire dal 23 novembre sulle maggiori emittenti nazionali. Come si legge nel comunicato dell’azienda, l’annuncio radiofonico è rivolto al pubblico femminile e una ricercatrice di Fidia Farmaceutici parla “da donna a donna” raccontando il segreto delle nuove formulazioni.

Ne riportiamo di seguito la trascrizione:

Sono una ricercatrice di Fidia Farmaceutici, azienda italiana con oltre mille e cento brevetti sull’acido ialuronico.

Ho contribuito in prima persona alla creazione di Perfidia Hyal-Secret, un segreto che ora voglio svelarti da donna a donna: Perfidia è la linea cosmetica con tre formulazioni esclusive a base di molecole selezionate e brevettate di acido ialuronico.

Quando scegli la tua crema in farmacia, ricorda: la bellezza richiede Perfidia!

 

Il medesimo payoff “La bellezza richiede Perfidia” è presente anche negli annunci stampa ideati del brand. Considerando il significato che l’Azienda potrebbe aver voluto attribuire ai propri prodotti, il messaggio andrebbe quindi riletto così: “la bellezza richiede ostinata fermezza, sicurezza in se stesse”.

Se alla radio l’Azienda ha scelto di utilizzare una dipendente dell’azienda (ovvero un EBA, Employee Brand Ambassador, come li definiamo da tempo), che dovrebbe risultare più credibile agli occhi – in questo caso, alle orecchie – del pubblico e garantire con la propria professionalità la qualità del prodotto, sui canali social Fidia ha scelto di coinvolgere un’altra categoria di testimonial: gli influencer.

In attesa degli annunciati contributi di ClioMakeUp, Belen Rodriguez ha già pubblicato un primo post sul proprio account Instagram @belenrodriguezreal:

"Ogni giorno prendo dei piccoli momenti per me, come questo con Perfidia Hyal-Secret che è il perfetto rituale di bellezza. #PerfidiaHyalSecret #LaMiaPerfidia #FidiaFarmaceutici @perfidiahyalsecret #BeautyRoutine #ad".

 

Come già hanno fatto notare alcuni utenti nei commenti, il legame tra la showgirl e il brand Perfidia risulta debole: il ruolo della Rodriguez non è quello di garantire l’eccellenza del prodotto, ma soltanto di aumentarne la visibilità verso il pubblico di riferimento. Nella sua “beauty routine”, infatti, non ci sono solo i cosmetici Perfidia, ma anche quelli di Chanel e di Tan Luxe, pubblicati a pochi post di distanza, ma senza #ad e quindi addirittura percepiti come contenuti più spontanei, perché non sponsorizzati.

Il coinvolgimento di questa poliedrica influencer è paragonabile ai publiredazionali pubblicati su riviste femminili (in formato sia cartaceo che digitale), come “io Donna”, “Amica”, “D Donna”, “Vanity Fair”, “Vogue”, “Marie Claire”, “Elle”, “Il Corriere della sera”, “F”, “Di più” e “Diva”.

Per avvicinare il pubblico al prodotto, su “Io Donna” è stata anche pubblicata un’intervista doppia a Carlo Pizzocaro, President & CEO Fidia Farmaceutici e a Chiara Toninello, Brand Manager Perfidia. Il documentario “slow web” di 2 minuti racconta la lunga esperienza dell’Azienda nel campo dell’acido ialuronico e le caratteristiche dei nuovi prodotti, mostrando anche immagini inedite dell’impianto produttivo.

 

 

Inoltre, in collaborazione con “Vanity Fair” il 3 dicembre è stato anche organizzato l’evento digitale «Quanti no hai detto per dire sì a te stessa?»: 5 donne hanno raccontato le proprie storie per offrire una (ri)lettura positiva della “perfidia”, ovvero – come dichiarato dall’azienda – quella che “funge da booster di energia per vincere le sfide della vita”.

I cinque appuntamenti sul “Vanity Stage hanno visto protagoniste Anna Ferzetti (attrice), Laura Castelli (docente universitaria di Diritto Privato), Serena Davini (fashion stylist), Cristina ed EleonoraGerloni (beauty expert).

 

Conclusioni

Fidia Farmaceutici ha investito in più piattaforme di comunicazione (riviste, radio, social media), diversificando i canali con l'obiettivo di raggiungere un vasto pubblico femminile, adatto alle tre creme cosmetiche "Perfidia", quindi da una fascia d'età più giovane a una di donne più mature. Donne che vengono immaginate dal brand come autonome, capaci di sfidare qualsiasi evento con forza (anche la rottura di uno specchio, tradizionale segno di sfortuna…).

Il rischio che il messaggio trasferito dal brand venga però per lo più decodificato come “tutte le donne sicure di sé sono perfide (ovvero cattive)” è altissimo; resta quindi lecito il dubbio che diverse donne – potenziali consumatrici dei nuovi prodotti Perfidia – non si identifichino o non intendano identificarsi con questa potenziale visione estrema della femminilità, sebbene pare non ricercata esplicitamente dal brand (questo emerge leggendo con attenzione i vari comunicati ufficiali presenti nel sito aziendale, che si snodano in parallelo rispetto ai più visibili contenuti veicolati sui social).

Come reagiranno quindi le consumatrici di fronte a questo nuovo brand naming?

Restiamo in attesa di osservare le prossime comunicazioni del brand e anche le reazioni della Rete per approfondire ulteriormente le nostre riflessioni.

 

 

A cura di

Patrizia Musso

Fondatrice di brandforum nel 2000

Direttore Responsabile del sito dal 2001

Professore incaricato del corso annuale di Storia e linguaggi della pubblicità (Facoltà di Scienze Linguistiche, indirizzo in Lingue, comunicazione e media) presso l'Università Cattolica di Milano dove insegna sin dal 1997 (temi: Comunicazione d'impresa interna ed esterna, corsi di laurea Triennali e Magistrali, Fac. Scienze Linguistiche, Fac.Sociologia, Fac. di Economia e Commercio). Presso il medesimo Ateneo sin dal 1993 svolge altresì attività  di ricerca. Dal 2009 insegna altresì Forme e strategie della comunicazione digitale presso il Master in 'Comunicazione, marketing digitale e pubblicità  interattiva' promosso in collaborazione con IAB Italia.

Dal 2014 è Direttore Didattico del Master in Account & Sales Management, Università Cattolica di Milano.

Dal 1998 al 2017 ha collaborato con varie Università ed Enti di formazione ( docenza di Promozione della marca all'Università  IULM di Milano, docenza di Brand communication presso Master IED - area Comunicazione, Marketing & Pubblicità (sede Milano), docenza di Branding e Fenomenologia dei media presso la sede IED di Torino).

Vanta altresì una consolidata esperienza nel settore della consulenza strategica applicata alla comunicazione di marca e d'impresa (esterna e interna) e in quello della formazione aziendale. Dal 1998 al 2004 è stata ricercatore e senior trainer presso la società internazionale Arkema con sede a Parigi di Andrea Semprini, occupandosi di formazione strategica e di ricerche semiotiche applicate al brand  (tra i clienti Barilla, MaxMara, Manzoni ADV).

Dal 2005 opera come free-lance per realtà aziendali prestigiose, collaborando al contempo su specifici progetti di consulenza e formazione strategica con quotati enti e società del settore. Ha collaborato in varie occasioni con l'istituto di ricerca S3Studium come esperto in una serie di indagini Delphi, tra cui 2010: IL VOLTO DELL’ITALIA. Come evolverà il valore intangibile del “made in Italy” e della “Marca Italia” (Coordinamento scientifico Domenico De Masi e Innocenzo Cipolletta, ottobre 2006).

Dal 1993 è autrice di numerosi volumi e saggi dedicati alla comunicazione d'impresa e alla brand communication, tra i più recenti: 
nel gennaio 2017 ha pubblicato la nuova edizione aggiornata e ampliata Slow brand. Vincere imparando a correre più lentamente

Nel 2018, con Alessandra Olietti, ha scritto il volume per FrancoAngeli Turismo digitale. In viaggio tra i click

Nel 2020, con Maria Luisa Bionda, ha curato il volume per FrancoAngeli Brand Renaissance. Nuove tecniche per rivoluzionare la comunicazione organizzativa

Da gennaio 2014 a settembre 2015 è stata membro dell'Advisory Board dell'OBE - Osservatorio Branded Entertainment.

Dal 2017 è Direttore Scientifico di OBE, e cura la rubrica sul Branded Entertainment sulla testata NC-Nuova Comunicazione

Dal 2016 è membro del Council SuperBrands Italia

Nel giugno 2015 ha dato vita alla I edizione dell'evento Slow Brand Festival, in collaborazione con l'Associazione Vivere con Lentezza e la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Dal giugno 2018 l'evento si tiene con la collaborazione anche di ALMED - Alta Scuola in Media, Comuncazione e Spettacolo - dell'Università Cattolica di Milano.

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Rebecca Rabozzi

Redattore Senior
Collabora con Brandforum.it dal 2009

Docente di Content Marketing, Digital Communication & Social Selling e cultore della materia per il corso di "Storia e linguaggi della pubblicità" della Prof.ssa Patrizia Musso presso l'Università Cattolica di Milano, dopo una lunga esperienza in agenzie pubblicitarie di calibro internazionale (tra cui Dentsu Aegis Network e Publicis Groupe), attualmente si occupa di Retail Marketing.

Vai al profilo LinkedIn: Rebecca Rabozzi

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