TaTaTu: un social network della sharing economy dove il tempo è denaro
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TaTaTu: un social network della sharing economy dove il tempo è denaro
10/01/2022

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A tre anni dall’esordio in Italia, questo social network della sharing economy dove il tempo conta davvero continua ad attrarre utenti.

Creare un modello di business equo, dentro quella che viene definita “sharing economy” (per ulteriori approfondimenti sul tema, rimandiamo al paper “Mutamento e trasformazione urbana: il punto di vista della Sociologia“), dove il valore del tempo investito online diventa moneta di scambio e il potere è degli utenti: questa è la base del nuovo progetto TaTaTu, un social network che punta a diventare canale di intrattenimento grazie ad un flusso continuo di contenuti audiovisivi proposti dagli utenti stessi.

Il tutto parte da una considerazione sul tempo speso su internet e sui social network, che cresce costantemente. Complice anche la pandemia, solo in Italia, nell’anno da poco concluso, ci sono stati oltre 2 milioni di nuovi iscritti a un social media, il 6% in più del 2020, per un totale di quasi 41 milioni di profili attivi. Gli italiani sono connessi ad internet per oltre 6 ore al giorno, di queste, oltre due ore sono sui social network*. Non è una novità, insomma, che nel grande universo delle piattaforme social la risorsa più preziosa sia senza dubbio diventata il tempo che spendiamo connessi, ma adesso c’è chi ha pensato di ricompensare realmente gli utenti per la loro ‘permanenza online’. 

La nascita di TaTaTu

La creazione di questo nuovo social network si è basata su una missione, tanto originale quanto nobile, dichiarata fin dal debutto sul mercato online quasi tre anni fa: ripagare le persone che passano il loro tempo sul social network. Da allora, la community di TaTaTu ha continuato a crescere, e il modello ideato dal produttore cinematografico e imprenditore Andrea Iervolino spopola sia dentro i confini nazionali sia Oltreoceano.

«L’utente è parte integrante del nostro sistema e vogliamo dargli l’importanza che merita – commenta Andrea Iervolino, CEO e Founder di TaTaTu Se un imprenditore guadagna da un progetto digitale, crediamo sia giusto condividere parte di quei ricavi con il vero motore di tutto: l’utente stesso. Dunque, è giunto il momento di restituire qualcosa in cambio, grazie ad un progetto mai pensato fino ad ora. Così nasce TaTaTu, la prima sharing economy del data».

Come funziona il nuovo social network

Il sistema è basato sulla premialità di chi usufruisce dei contenuti presenti: basta ricevere dei like, commenti, condivisioni oppure invitare gli amici ad iscriversi alla piattaforma per iniziare a guadagnare TTU Coin, la “loyalty coin” di TaTaTu, da spendere su un e-commerce dedicato, o con l’acquisto di prodotti e servizi specifici o partecipando alle aste che mettono in palio esperienze esclusive. Tra queste, alcune delle attività proposte permettono di immergersi – stavolta non virtualmente, ma realmente – nel cuore dell’industry cinematografica internazionale.

Si tratta perlopiù di occasioni inedite e speciali che, in alcuni casi, permettono di vivere in prima persona il mondo del cinema e dell’intrattenimento, ma per qualcuno possono sfociare in vere e proprie occasioni lavorative: nei giorni vicini alle festività natalizie, per esempio, 22 utenti hanno avuto l’occasione di diventare comparse come elfi in “A Day with Santa”, con gli attori Michael Madsen e William Baldwin. Sempre rimanendo nell’atmosfera del periodo natalizio, un’asta ha dato ad alcuni iscritti la possibilità di essere selezionati per assistere alle riprese del film “Save Christmas”, diretto da Kristoph Tassin e con protagonista il premio Oscar Richard Dreyfuss, e per vivere una giornata all’insegna della scoperta di un set cinematografico di caratura internazionale.

Per seguire più da vicino questa nuova e interessante realtà, è possibile seguire i loro canali ufficiali sui social media: Facebook, LinkedIn, Twitter e Instagram.

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