Un nuovo Showroom per #dottorciccarelli
Brand in Italy
Un nuovo Showroom per #dottorciccarelli
29/05/2015

Fabio Trovato, Network di Brandforum.it
La Farmaceutici Dottor Ciccarelli ha inaugurato un nuovo Showroom a Milano, Brandforum era presente all’evento e per l’occasione ha intervistato l’AD Monica Pasetti: una panoramica sull’azienda, i suoi prodotti di punta, il mercato estero e i progetti futuri.

Lo scorso mercoledì 20 maggio è stato inaugurato a Milano il nuovo Showroom della Farmaceutici Dottor Ciccarelli, un esclusivo temporary store in Via Sant’Andrea 17, dove, in occasione di Expo 2015, sono state presentate in anteprima le nuove linee Premium Pasta del Capitano 1905 e Cera di Cupra Milano. Entrambe sono state sviluppate per potenziare la presenza del brand nei mercati esteri e, al tempo stesso, per celebrare la tradizione del “Made in Italy”.

 


La Farmaceutici Dottor Ciccarelli (www.ciccarelli.it) è un’azienda italiana nata nel 1821 nelle Marche e sviluppatasi a Milano, con la missione di unire tradizione farmaceutica e innovazione nella ricerca, al fine di creare prodotti di alta e indiscutibile qualità. L’azienda opera nel mercato dell'igiene orale, della cosmesi e dell'igiene del piede.
Tra i suoi marchi storici troviamo la Pasta del Capitano e la Cera di Cupra, il cui successo presso il mercato di riferimento del brand è legato alla continua innovazione nel campo della ricerca cosmetica ed alla sua storia basata sul Made in Italy.

 

 

All’inaugurazione dello showroom erano presenti anche Marco Pasetti – Presidente della Farmaceutici Dottor Ciccarelli, Luca Pasetti – Consigliere, e Monica Pasetti –  Amministratore Delegato dell’azienda, che mi ha gentilmente concesso lo spazio di un’intervista in esclusiva per Brandforum, riportata qui di seguito.

 


1. Dott.ssa Pasetti, vorrei iniziare chiedendole il motivo della vostra scelta di aprire uno showroom e di conseguenza cosa vi aspettate in termini di comunicazione e di business per l’azienda.
Lo showroom è un’iniziativa temporanea, sarà aperto per tutta la durata dell’Expo ed è l’occasione per mettere in vetrina le nuove linee rivolte all’estero.

 

 

2. In occasione dell’Expo 2015 la sua azienda ha lanciato due nuove linee premium dedicate ai mercati esteri: Pasta del Capitano 1905 e Cera di Cupra Milano. Vorrebbe descrivere questi nuovi prodotti e a quali target sono rivolti?
Da sempre ci rivolgiamo ad un target di famiglie, e abbiamo distillato nel tempo questa formula “From our Family to yours”. Oggi le famiglie sono di tanti tipi, così come i mercati; in particolare ci sono diversi Paesi che hanno una classe media emergente golosissima di novità e, fortunatamente, affamatissima di Made in Italy.

 

 

3. Il Made in Italy come elemento base della vostra storia, dal 1821 ad oggi: come intendete valorizzarlo sul mercato estero?
Attraverso uno storytelling: il mercato estero apprezza il Made in Italy in quanto tale, che presuppone quindi un prodotto di grande qualità come base di partenza. Dopodiché si inserisce tutta la narrazione che deve essere strutturata per portare i contenuti del prodotto – e i valori del produttore – al mercato di riferimento.

 

 

4. Parliamo dei vostri prodotti: a cosa attribuisce il successo così prolungato nel tempo della Pasta del Capitano e della Cera di Cupra e cosa distingue questi prodotti rispetto alla concorrenza?
Io credo che il successo sia legato al “metterci la faccia”: la trasparenza totale in tempi non sospetti è stato un vantaggio, abbiamo scelto di dire chiaramente e semplicemente anche chi c’è dietro al prodotto e come facciamo le cose nella nostra azienda. Questo ci ha permesso di entrare nel cuore degli italiani e di far nascere un’affezione rivolta verso i nostri marchi che ad oggi ancora ci scalda il cuore. Il mercato si è poi evoluto e l’offerta si è moltiplicata: è proprio su questi aspetti che c’è la necessità di lavorare molto velocemente.
Si richiede una vera innovazione di prodotto – non una semplice  spolverata al packaging – e per chi ha una matrice farmaceutica non è semplice. Come da nostra tradizione, abbiamo un laboratorio di Ricerca e Sviluppo interno all’azienda che ad oggi ha sfornato delle reali innovazioni nel settore; per esempio siamo stati fra i primi a togliere i parabeni, il triclosan, le sls dalle formule dei dentifrici, ciò ha permesso alla nostra linea bambini per il mass market di essere la prima e l’unica ad avere contenuti diversi rispetto alle altre.
Queste per me sono soddisfazioni, che dimostrano come un’azienda medio-piccola riesca ad emergere con questo tipo di innovazioni nonostante la concorrenza.

 

 

5. Quanto è importante l’e-commerce per la vostra azienda?
L’e-commerce è un canale interessante in quanto alternativo, non facile perché si rivolge ad una dinamica one-to-one. La partenza in Italia è stata lenta, ma questo era abbastanza prevedibile perché nel nostro Paese abbiamo ancora una buona distribuzione dei prodotti. Ci si chiede quindi: perché dovrei comprare online un prodotto che trovo sotto casa? Perché online trovo un assortimento che nessun punto vendita può offrire. Al tempo stesso i nostri consumatori sono però abituati ad un certo livello di prezzo e ad una disponibilità del prodotto al mass market, per questo per il momento non c’è un exploit dell’e-commerce. E’ indubbiamente chiaro che l’e-commerce vada promozionato, e sono convinta che ci possano essere delle opportunità anche sui mercati vicini come la Germania, ad esempio.

 

 

6. Parliamo adesso dell’impegno dell’azienda Ciccarelli nell’ambito della Corporate Social Responsibility (CSR): “Siamo tutti capitanohttp://www.siamotutticapitano.it/ (alla 4’edizione) e “Osservatorio Cera di Cuprahttp://www.osservatorioceradicupra.it/ (con Almed/Università Cattolica come partner). Vorrebbe parlarci di questi due vostri progetti e dei risultati che avete conseguito?
Sono contenta che me lo chiediate, sono due progetti meravigliosi, non perché li abbiamo fatti noi, ma per quello che ci danno in termini di ritorno. Sono stati un modo per rifondare di nuovo il DNA farmaceutico e l’attenzione alla famiglia. Il farmacista lo dovrebbe fare per vocazione [essere attento e scrupoloso verso i clienti, ndr]., anche se noi viviamo in una metropoli, e non è più così… però ancora oggi in tanti Paesi c’è il sindaco, il parroco e il farmacista. Egli è un punto di riferimento e, se fatto bene, è il primo presidio sanitario. Avvicinarci a questi progetti è stato il modo di riprendere un po’ questo tipo di DNA rivolto veramente al sociale e di dare un contributo alla famiglia con la prevenzione del bullismo (un tema attualissimo e sempre più importante nella frequenza e nell’intensità).
L’Osservatorio dà delle borse di studio e inoltre abbiamo l’Università Cattolica come partner, questa è un po’ la mia quota rosa  [il mio contributo nei confronti delle donne e della incentivazione del lavoro femminile, ndr]. Io ho spinto molto per questo progetto perché mi piacerebbe che tutte le ragazze potessero avere una preparazione così come la desiderano e soprattutto che questo fosse un reale trampolino per il mondo del futuro. Purtroppo c’è una situazione sociale per cui soltanto il 46% delle donne lavora e se si arrivasse al 60% sarebbero 7 punti di PIL; trovo che il contributo femminile in questo contesto sia veramente interessante, è un peccato ed uno spreco incredibile.

 

 

7. Un’ultima domanda in ottica futura: quali sono i programmi dell’azienda per non perdere quote di mercato e restare sempre una casa all’avanguardia?
Adesso sicuramente ci concentriamo su questo progetto: le nuove linee Premium Pasta del Capitano 1905 e Cera di Cupra Milano. Questa è la punta dell’iceberg, la parte sottostante è un’internalizzazione più organizzata, nel senso che fino ad oggi si è basata molto su una domanda spontanea. Fortunatamente però abbiamo distribuito a sufficienza i prodotti affinché venissero conosciuti ed apprezzati, riuscendo a creare un circolo virtuoso. La nostra quota di fatturato estero è però appena il 10%, ma proprio lì secondo me c’è tutto il nostro potenziale. Toccando con mano la disponibilità dei distributori esteri ci si sente veramente incoraggiati a fare questo salto, ed è per questo che la nostra attenzione va in quella direzione [mercato estero ndr]. Questo non vuol dire ovviamente abbandonare il mercato nazionale, che continua ad essere presidiato, sia per quanto riguarda il mass market sia per quanto riguarda la farmacia.

 

Fabio Trovato, laureato in Scienze della Comunicazione (Comunicazione istituzionale e d’impresa) presso l’Università di Palermo, sta ora conseguendo il Master in “Account e Sales Management” (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano). Ha una pluriennale esperienza nel settore commerciale e nella customer care, affinate in diversi contesti aziendali. Attualmente vive a Milano e si occupa di Customer Satisfaction e Marketing Research.
 

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