Lo scorso 21 maggio è scomparso Carlo Petrini, Fondatore del noto movimento Slow Food. Abbiamo chiesto a Bruno Contigiani, Fondatore dell’Associazione non profit l’Arte di Vivere con Lentezza, di parlarci di questa figura di grande ispirazione (anche per noi di brandforum) per il contesto contemporaneo.
Lo scorso 21 maggio è scomparso Carlo Petrini, Fondatore del noto movimento Slow Food.
A cura di Patrizia Musso
Non ho avuto occasione di incontrarlo e conoscerlo personalmente ma sono a lui debitrice per il suo ruolo di ispiratore di eccellenza nello scenario contemporaneo sui temi dello slow e della lentezza.
In un tempo dominato dalla velocità, dall’iperconnessione e dalla performance continua, il suo pensiero ha sollecitato il contesto contemporaneo a riflettere sul rallentare per ritrovare senso, qualità e relazioni. Per brandforum – e in particolare per me – è stato motore trainante per riflettere sul valore dello slow e della lentezza come scelta culturale e sociale anche a livello manageriale e di branding: non un ritorno nostalgico al passato, ma un modo concreto per costruire un futuro più umano e sostenibile.
Perché rallentare non significa fare meno. Significa fare meglio. Con più consapevolezza, ascolto e profondità.
Questa card è il nostro piccolissimo omaggio a una visione che speriamo continuerà a ispirare imprese, territori e persone.
Debitrice a Carlo Petrini, come a Bruno Contigiani, ideatore dell’Associazione onlus L’Arte di Vivere con Lentezza e, come sempre racconto, per me prezioso supporto e fonte di ispirazione per le attività e gli eventi portati avanti con lo Slow Brand Festival applicato al mondo del branding…
Lascio ora la parola a Bruno Contigiani, che ringrazio per la sua gentile collaborazione e disponibilità.
A cura di Bruno Contigiani
“Sono legato alla conoscenza di Carlo Petrini, da “E vinse la Tartaruga”, il libro con cui Carl Honoré, portabandiera dello Slow Movement, raccontò della sua esperienza italiana, di un lentissimo pranzo con Slow Food, e la sua scoperta di questa realtà. In seguito fu Carlo Pasquale Tornatore con il suo presidio a Caltanissetta della Cuddrireddra di Delia (un biscotto molto gustoso e del tutto impronunciabile) partecipando alle Giornate della Lentezza ad aprirmi un mondo di ricerca e tradizione diramato su tutto il Pianeta. Mi rendo conto che siamo al terzo Carlo, ma non posso non ricordare che Petrini ha forse trovato la sua migliore proiezione nella collaborazione con Papa Francesco alla produzione dell’Enciclica Laudato si’, il più completo documento sul cambiamento climatico e sulla sua emergenza che sia mai stato divulgato.
Così come Slow Food in modo provocatorio, ma anche affermativo trovò il proprio antagonista nella diffusione dei Fast Food e della loro pretesa di nutrire in questo modo le persone, noi di Vivere con Lentezza, forse ancora più provocatoriamente abbiamo scelto di valorizzare il termine Lentezza, legato a un’immagine per lo più negativa in contrasto con una visione frenetica ed esagerata della vita. Siamo quindi confluiti nel grande talweg (la corrente principale e più profonda di un fiume) tracciata da Carlo Petrini e dalle sue imprese. Oggi come tantissimi mi sento orfano della sua presenza e mi rivolgo a lui con la riconoscenza di un figlio, non certo di un erede, ma di quanti sono stati illuminati e coinvolti in questa straordinaria avventura.
Gentile Professoressa Musso, la ringrazio per questa sua richiesta di partecipazione e continuo a essere onorato dall’essere entrato in contatto con la sua bella idea di Slow Brand Festival, di cui non posso non citare l’elezione annuale dello Slow Boss”.