Micra Freddy Selfie: il nuovo concorso fotografico firmato Nissan
Brand Trends
Micra Freddy Selfie: il nuovo concorso fotografico firmato Nissan
02/12/2014

Alessandra Olietti, Redattore Junior di Brandforum.it
Una delle più famose city car giapponesi di casa Nissan diventa la protagonista di un contest fotografico on line volto a ingaggiare i consumatori a partire dal rito del selfie

Il settore dell’automotive, per lungo tempo circoscritto all’universo maschile, si sta sempre di più allargando e ibridando per avvicinare il mondo delle quattro ruote a target differenziati (per esempio giovani donne e più in generale il pubblico dei giovani poco avvezzi ai motori).

 

E’ quanto è successo a Nissan Micra Freddy, una limited edition della city car giapponese  lanciata sul mercato nel maggio 2014 e nata in collaborazione con Freddy, appunto, la nota casa di abbigliamento sportivo.

 

Da questa partnership con il mondo dell’abbigliamento per il settore automotive, inusuale ma non del tutto inedita (visti anche precedenti legami instaurati con noti brand del mondo dell’alta moda), è nata una vettura dall’estetica insolita e personalizzata rispetto alle precedenti versioni. Questa collaborazione ha permesso a Freddy, infatti, di “firmare” alcune componenti dell’autovettura, come le calotte degli specchietti, gli adesivi laterali e i badge sparsi sulla carrozzeria.

 

 

Dopo sei mesi dal suo debutto, Nissan Italia lancia un concorso a premi per promuovere il brand su tutto il territorio nazionale e per rilanciare nuovamente questa city car.

Nello specifico, si tratta di un concorso fotografico online che durerà fino al 21 dicembre e che attraverso blog e social media punta a rendere virali gli hashtag dedicati #Nissan e #Micra.

 

Partecipare al concorso Nissan Micra Freddy è molto semplice: basta farsi un selfie (e chi non se li fa di questi tempi?) e collegarsi al link: www.micrafreddy.nissan.it
Lo step successivo è iscriversi al contest attraverso un form di registrazione e procedere poi con il caricamento del proprio selfie, creando così una cover dedicata (sul sito sono presenti vari esempi di cover).
Come ogni concorso che si rispetti, è possibile votare la cover preferita e condividerne poi il contenuto sui propri profili social, per aumentarne la viralità.
Il premio finale? Ovviamente una nuova Micra Freddy!

 

Nissan riesce a sfruttare a proprio favore quelli che sono alcuni tra i principali fattori di influenza nel settore comunicativo e social: in primo luogo i selfie, il corrispondente inglese del “vecchio” autoscatto, che ha contagiato un po’ tutti, chi più chi meno. Facendo leva sull’essere narcisisti e sulla voglia di documentare la propria presenza (entrambi riscontrabili in molti di noi), Nissan utilizza questo strumento per chiedere al suo target di diventare protagonista.


Chiaramente la foto in oggetto deve esprimere ed essere in linea con i valori di Micra Freddy, comunicare quindi originalità e passione per le tematiche affrontate (sport, dinamismo, vita senza stress) ed esaltare la qualità globale del prodotto finale.
Una foto insomma che riesca a fare emergere le caratteristiche della city car giapponese: compatta e al tempo stesso agile ed efficiente, in grado di muoversi con facilità nel traffico cittadino per donare a chi è al volante una guida senza stress.

 

Altro fattore, strettamente collegato al primo, è il desiderio (tipico delle dinamiche web in particolare) di essere protagonisti, di non fermarsi a osservare ma di prendere parte alla scena. Nissan pertanto non solo propone di farsi un selfie, ma anche di creare una cover con protagonista il proprio volto, di non lasciarla nel dimenticatoio di un album fotografico che magari non si andrà più a riaprire, ma anzi di “sfruttarla” per vincere un concorso e diventare in un certo senso “famosi”.

 

Di non secondaria importanza è poi l’utilizzo di hashtag dedicati che permette al contenuto di posizionarsi, e di essere riconoscibile, all’interno dell’universo dei social media e di essere quindi successivamente ampliato e reso virale dagli utenti stessi.

 

Da ultima, ma non meno degna di nota, è la riflessione sulla tendenza esplicitata in apertura del nostro approfondimento di conferire un lato più “liquido” al settore dell’automotive, inteso come movimento rivolto ad abbattere frontiere e ad allargare il bacino di utenza, che va a coinvolgere chi non ha conoscenze tecniche di motori o affini, ma invece – come in questo caso – ha grande competenza del mondo dei social media e di quello dell’abbigliamento, anche sportivo.

 

A cura di

Alessandra Olietti

Redattore Senior 

Project Manager Eventi

Collabora con Brandforum da gennaio 2012

Forte interesse per la scrittura sul web e sui social, nonché per il mondo del brand, in particolare per le strategie comunicative applicate al business turistico. Su questa tematica nel 2018 ha scritto un libro per FrancoAngeli - "Turismo digitale. In viaggio tra i click" - con Patrizia Musso.

Dal giugno 2015 collabora nell'organizzazione di Slow Brand Festival, un appuntamento annuale - ideato dal Direttore di Brandforum - dedicato alle riflessioni sul fenomeno Slow in Italia. 

Si è laureata con lode presso l’Università Cattolica di Milano con una tesi magistrale sulla comunicazione aziendale attraverso gli spazi, riletta alla luce delle teorie dei media digitali e del marketing esperienziale. Attualmente è Docente a contratto presso il medesimo ateneo, nonché formatore e consulente aziendale

In Università Cattolica è inoltre Career Adviser (CIMO. Comunicazione per le imprese,i media e le organizzazioni complesse) e Coordinatore dell'International Master in Cultural Diplomacy.

Oltre alle attività accademiche, si occupa di Coordinamento Media e Marketing per Alchemilla Cooperativa Sociale  in relazione al progetto "Artoo. L'arte raccontata dai bambini", una start up innovativa che propone un modo nuovo di avvicinarsi all’arte, promuovendo l'autoralità e il protagonismo culturale dei bambini anche in età prescolare.

Nel tempo libero cucina, legge e appena può scappa tra i monti.

Profilo LinkedIn

Ti potrebbe interessare anche...

Negli ultimi anni, le produzioni audiovisive e il Branded Entertainment hanno cominciato a raccontare anche i luoghi: sono molte le produzioni che si stanno avvicinando a questa pratica, promuovendo e valorizzando il territorio attraverso destination branding e place branding.
Green marketing o greenwashing? Come sviluppare efficaci strategie in ottica di sostenibilità: i casi Lush e L’Oréal.