Slow Brand Festival 2017: il racconto
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Slow Brand Festival 2017: il racconto
27/06/2017

Elena Garini, Junior Editor – in collaborazione con Alessandra Olietti, Senior Editor Brandforum.it
Cos’è successo durante #SBF017? Ripercorriamo insieme le tappe dell’annuale appuntamento con il Festival Slow.

Si raccomanda a tutti i lettori di leggere l’articolo in assoluta calma e slow mood

 

Si è svolta lo scorso mercoledì 14 giugno la terza edizione del tanto atteso Slow Brand Festival#SBF017. L’evento, ideato e promosso dal 2015 da Patrizia Musso, Direttrice e Fondatrice di Brandforum.it, si è tenuto negli splendidi Villini Storici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ALTIS, location perfetta per vivere la giornata in assoluto #slow mood. Il Festival è stato realizzato in collaborazione con L’Arte del Vivere con Lentezza Onlus, fondata da Bruno Contigiani. Grazie a questa occasione, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di rallentare, ascoltare e confrontarsi per una intera giornata all’interno di un’aula affrescata dove si respira cultura in ogni angolo.

 

 

In un mondo governato dalla frenesia e dalla rapidità, la dicotomia lentezza-velocità ci consente una riflessione profonda sul valore del tempo: per fare questo il Festival ha coinvolto molti partecipanti (accademici, giornalisti, esperti di comunicazione e marketing, studenti e rappresentanti di diverse realtà aziendal – dai grandi brand alle PMI) che ci hanno fornito il loro punto di vista #slow, in relazione alle dinamiche aziendali e non solo. Anche la community online di Brandforum ha condiviso i contenuti che, via via, emergevano sulle pagine social dedicate (Facebook, Twitter e Instagram).

 

Il Prof. Vito Moramarco (Direttore di ALTIS) durante l'intervista con Patrizia Musso (Ph. Giulia Giaccon)

 

 

Diversamente dalle edizioni precedenti, quest’anno l’evento si è sviluppato nell’arco di un’intera giornata: la Lectio Inaugurale, tenuta dal Prof. Vito Moramarco (Prof. Ordinario di Politica Economica e direttore di ALTIS Università Cattolica) sotto forma di intervista con Patrizia Musso, si è focalizzata sul “vantaggio comparato” in ottica slow, sostenendo come un’azienda riesca a ottenerlo grazie alla #specializzazione nel tempo: “ci si migliora sempre ma c’è bisogno di tempo per investire, per fare meglio di altri un prodotto: la specializzazione è tutto il contrario di fast”. Un approccio, questo, che vale soprattutto per il Made in Italy: “Investire in conoscenza in modo serio ci riporta all’essere slow, anche se non è per tutti”. Non è mancato poi un riferimento al rapporto fast-slow in relazione ai mezzi tecnologici: “si può essere molto veloci essendo lenti e viceversa. Se gli strumenti tecnologici non vengono usati bene, gli strumenti fast diventano molto lenti, nel senso che fanno perdere tempo”.

 

Bruno Contigiani, Fondatore de L'Arte del Vivere con Lentezza Onlus (Ph. Giulia Giaccon)

 

 

Sulla stessa linea di pensiero anche Bruno Contigiani, fondatore de L’Arte del Vivere con Lentezza Onlus, che ha sottolineato come la riflessione sul tempo sia diventata un must per i brand e per la comunicazione, ma che non per questo debba trasformarsi in una moda dove il termine “slow” rischi di svuotarsi del suo significato originario. “Corporate slowly responsibility”: è questo il nuovo paradigma raccontato da Contigiani che ha sottolineato la necessità dell’alternanza fast-slow per vivere in modo consapevole nello scenario attuale.

 

 

La mattinata è entrata nel vivo con la prima Tavola Rotonda moderata da Silvia Giovannini (Giornalista e Social Media Manager Unione Industriali Varese), focalizzata su “web fra dinamiche slow e fast”. Gli ospiti – tassativamente “under 40” – hanno illustrato il tema portando esempi di diversi settori nei quali si trovano a operare. Giacomo Stefanini, Chief Water Giver & Founder WAMI – Water with a Mission, ci ha raccontato lo #slow che sta dietro la vendita della loro acqua: “cambiamo il mondo una bottiglia alla volta”, acquistando una bottiglia in Italia, diamo la possibilità di costruire un pozzo in un Paese dove c’è siccità: parola chiave dello speech è #connessione virtuosa.

 

Gli U40 della tavola rotonda moderata dalla giornalista Silvia Giovannini (Ph. Chiara Mangiaracina)

 

 

Sara De Luigi, IgersLombardia, ha parlato di #slow sui social network, su Instagram in particolare, per far emergere l’importanza dello storytelling anche in ambiente digitale. Uno strumento, quest’ultimo, in grado di creare una community che diventi tale anche offline e non solo nel mondo digitale. #Bellezza è la parola chiave che emerge da questo intervento: “raccontare il territorio (Varese, ndr.) non è sempre semplice, scegliere su cosa soffermarsi è ancor più complicato: ho capito che una foto è lo strumento ideale per concentrarsi su un dettaglio (a volte scontato) e riuscire a raccontare un ricordo”.

 


Da questa visione di #BellezzaSlow a #idea, come parola chiave della testimonianza di David Mammano, organizzatore e Licensee di TEDxVarese 2017: “parlare di cosa sia un’idea e proporla – magari ad un investitore – necessita di mesi di lavoro, è un concetto che non è facile da definire nei pochi minuti in cui uno speaker si presenta. E’ fondamentale quindi prendersi il tempo necessario per prepararsi nel migliore dei modi”. Dai primi speech vediamo come il concetto di #tempo sia il comune denominatore nei vari interventi.

 

 

Secondo Alessia Coeli, Key Referent Welfare e Innovazione sociale (ALTIS), #equilibrio è il termine chiave: è fondamentale trovare un equilibrio sia nei confronti dell'azienda, che deve essere disposta ad ascoltare il dipendente per una crescita reciproca, sia nel prendersi del tempo da dedicare a se stessi e alla propria famiglia in ottica di work life balance.

 


Proprio di #slow nella vita di tutti i giorni ci ha parlato Alessandra Olietti, Redattore Senior di Brandforum.it, che ha spiegato le dinamiche di comunicazione slow applicate al turismo, raccontando i risultati della ricerca “Slow life” iniziata nel 2015. E' emerso che tra i produttori della comunicazione turistica vi sia in atto un rallentamento per coinvolgere gli utenti in un’esperienza immersiva e di maggior durata, che non si esaurisce nel momento del viaggio ma inizia prima e prosegue poi, grazie all’utilizzo di strategie basate su uno #storytelling lento (es. video emozionali, place branding, digital magazine turistici).

 


Sullo stesso fil rouge Sveva Caradonna, CoFounder Viral Tellers, ci racconta di come i video appunto siano oggi uno strumento imprescindibile di storytelling per coinvolgere emotivamente il pubblico, con lo scopo di mandare anche dei messaggi sociali.

 

Tutti gli speaker U40 della tavola rotonda del mattino (Ph. Giulia Giaccon)

 

 

Siccome il titolo di #SBF017 era “Dal Telling al Doing”, non è mancato un momento in cui è stato richiesto ai giovani presenti di mettersi in gioco all’interno di un business game. Alessandro Braga, fondatore Youcan Lab – ADHunter, ha lanciato una sfida: proporre un progetto “artistico e creativo” in relazione al brand Manymal, attraverso l’ingaggio di una community online che ha il compito di votare il progetto migliore. Il vincitore verrà poi finanziato per poter realizzare la sua proposta. Approccio #slow di condivisione attorno a un’#IdeaCreativa: questo il fulcro del Business Game che decreterà i vincitori il prossimo ottobre…

 

 

Le riflessioni slow sono continuate anche nel pomeriggio dove Patrizia Musso ha moderato una Tavola Rotonda su “Slow Communication e Slow Boss: esempi virtuosi a confronto”. Gli ospiti che sono intervenuti hanno proposto nuovi topic in ottica #slow e ampliato il tema del connubio azienda-persona.

 

Come ci racconta Fabrizio Pozzoli, Presidente Federcultura Turismo-Sport Lombardia, l’approccio slow nel turismo sta nel comprendere le esigenze del territorio e delle comunità che lo vivono: “essere #slow in un sistema imprenditoriale che legge il territorio vuol dire comprenderlo e rispettarlo da un punto di vista #etico, non sfruttarlo”. Sono emerse varie parole chiave dal discorso di Pozzoli: #conoscenza, #rispetto, #ascolto: “non c’è conoscenza senza voglia di conoscere. Affinché avvenga, però, c'è bisogno di imparare ad ascoltare e questo richiede mettersi in relazione con gli altri e di prendersi il tempo necessario per farlo”.

 

Ed è proprio dalla #relazione che è partito l’intervento di Mario Franzino, Consulente Manageriale, che racconta di come tantissime aziende parlino di #slow, ma che poi questo si traduca empiricamente solo nell’implementazione del business plan. “Non si vive di soli numeri. Il risultato economico ci deve essere, ma manca il tempo da dedicare alle persone”.

 

Mario Franzino, Isabella Colombi, Patrizia Musso (Ph. Giulia Giaccon)

 

 


Su questa riflessione si inserisce Isabella Colombi, Direttore Risorse Umane Boiron, che definisce la realtà organizzativa in cui opera come una “multinazionale intesa come realtà internazionale con spirito familiare”. “L’azienda è fatta di persone che lavorano per altre persone”: ecco emergere con ancor più forza l’importanza da parte delle aziende di valorizzare i propri dipendenti. Viene sottolineata parallelamente la necessità di trovare del tempo per poter lavorare su di sé, e per far sì che ciò avvenga bisogna rallentare. Cosa c’è di più #slow di prendersi del tempo per una #relazione più qualitativa con se stessi e con gli altri?

 

 

Slow non è solo la persona che rallenta, è un atteggiamento che abbraccia anche un particolare modo di vivere e modo di produrre. Questi temi sono stati affrontati durante la terza Tavola Rotonda moderata da Sergio Tonfi (Editor Superbrands), durante la quale ci si è confrontati su “Slow Factory e legami con il territorio”.

 


Apre le danze Gabriele Qualizza, Redattore Senior brandforum.it, partendo dal concetto di #velocità. La riflessione parte dalla constatazione che gli attuali mezzi tecnologici fast di fatto non ci diano una maggiore felicità. Nonostante le maggiori comodità, guardiamo al passato con nostalgia: infatti, oggi c’è la ricerca dell’artigianato, che richiede maggior tempo di produzione, ma genera una qualità superiore. Così Qualizza sottolinea il rapporto dello #slow con il #tempo.

 

Sergio Tonfi, moderatore della tavola rotonda, qui con Mateja Gravner e Gabriele Qualizza (Ph. Giulia Giaccon)

 


E proprio sul #RispettoDelTempo che si concentra l’intervento di Mateja Gravner – Commerciale, Marketing e Pr Gravner – in relazione a come l’azienda di famiglia, produttrice di vino, sia slow nella produzione. “Nel settore del vino per essere sul mercato prima bisogna obbligare e forzare la natura a produrre di più, ma non è naturale. Noi siamo tornati a rispettare i tempi della produzione naturale perché il vino non è indispensabile e le uve le raccogliamo solo quando sono mature”. #Rispetto della Natura: cosa c’è di più slow?

 


Dal rispetto della natura al legame con l'ambiente nel quale si è immersi, Andrea Ferrazzi, Direttore Confindustria Belluno Dolomiti, spiega come si possano creare per le aziende nuove e concrete opportunità di sviluppo. Il nome stesso dell'Associazione sottolinea e dimostra il legame e l’attenzione al #territorio, fortemente identificato con il patrimonio unico delle Dolomiti. "Un territorio culturalmente vivo è più aperto per lo sviluppo futuro": con queste parole Ferrazzi identifica lo #slow come richiamo alla #bellezza, termine chiave del suo intervento.

 

Grazie a tutti questi interventi, comprendiamo come slow significhi #tempo e #rispetto, due aspetti imprescindibili per dar vita a strategie di #qualità. Un esempio di #QualitàSlow ce lo presenta Benedetto Cannatelli, Ricercatore Università Cattolica e Imprenditore Railroad Brewing Company, produttore di birra. Cannatelli ci racconta di come la birra viene prodotta con un processo artigianale, che consente di mantenerne le proprietà nutritive: “il ciclo produttivo è più lungo, ma la qualità che ne deriva è migliore". La produzione slow consente non solo di avere un prodotto qualitativamente superiore, ma vi è la possibilità di instaurare maggiori legami con la territorialità, dal punto di vista delle relazioni.
Ecco quindi che torna il concetto di #slow come unione tra persone con passioni comuni, un modo per creare legami sociali e non.

 

 

Dai vari interventi che si sono susseguiti durante #SBF017 abbiamo compreso che #Slow applicato alle dinamiche aziendali è un termine che implica una filosofia di vita intesa come particolare concezione del lavoro, nel quale è importante prendersi del tempo anche da dedicare a se stessi per risultare poi più performanti, un modus vivendi nel rapporto con il territorio e con le persone che lo vivono. Un modo virtuoso di rallentare per costruire contenuti e relazioni di qualità.

 

 

In pieno allineamento, poi, con il sottotitolo dell’evento, “dal Telling al Doing”, abbiamo notato con piacere interessanti e concreti momenti di networking che si sono venuti a creare, spontaneamente, tra i vari relatori e, insieme, tra le tante persone presenti in aula (sia senior sia junior).

 

Alcune studentesse del'Università Cattolica che hanno fatto parte della GiuriaU30 per le nomination #SBF017(Ph. Giulia Giaccon)

 

E per concludere la giornata, abbiamo voluto premiare quei brand e quelle personalità lungimiranti che in questo ultimo anno si sono occupati di portare avanti la filosofia slow (in azienda e non solo!).

 


I vincitori sono:
Slow Boss (nomination pervenute dalla rete): più votato dalla Giuria Tecnica: Maria Emanuela Salati (Responsabile formazione, progetti evolutivi e welfare ATM; più votato dalla Community di Brandforum: Dante Bonacina (Direttore Commerciale Ca' del Bosco)

 

Ruben Abbattista, Presidente del Circolo del Design di Torino – SlowBoss 2016, premia lo SlowBoss 2017 Maria Emanuela Salati  (Ph. Giulia Giaccon)

 

 

Slow Brand (oltre 100 nomination segnalate da una giuria di giovani studenti "under 30"):
– per la categoria Slow ADV: Ikea – "Sorprenditi ogni giorno",
– per la categoria Slow Space: Libreria Acqua Alta – Venezia
– per la categoria Slow WebCampari "Killer in Red",
– per la categoria Slow Factory: Eolo "Eolo 45"

 


Abbiamo inoltre premiato un progetto Slow legato alla CSR: Birra Baladin, progetto "Terra Madre" ed è stata data una menzione speciale a New Maltesers – "Look on the light side".
Per maggiori info: http://www.brandforum.it/papers/1525/chi-sono-i-vincitori-di-sbf017
 

 

Per visionare le FOTO dell'evento (ph. Chiara Mangiaracina): https://www.facebook.com/pg/slowbrandfestival/photos/?tab=album&album_id=439445729766707

 

Il foto racconto di #SBF017 su Pinterest, con le foto di Giulia Giaccon, fotografa ufficiale dell'evento!

 

 

A cura di

Alessandra Olietti

Redattore Senior 

Project Manager Eventi

Collabora con Brandforum da gennaio 2012

Forte interesse per la scrittura sul web e sui social, nonché per il mondo del brand, in particolare per le strategie comunicative applicate al business turistico. Su questa tematica nel 2018 ha scritto un libro per FrancoAngeli - "Turismo digitale. In viaggio tra i click" - con Patrizia Musso.

Dal giugno 2015 collabora nell'organizzazione di Slow Brand Festival, un appuntamento annuale - ideato dal Direttore di Brandforum - dedicato alle riflessioni sul fenomeno Slow in Italia. 

Si è laureata con lode presso l’Università Cattolica di Milano con una tesi magistrale sulla comunicazione aziendale attraverso gli spazi, riletta alla luce delle teorie dei media digitali e del marketing esperienziale. Attualmente è Docente a contratto presso il medesimo ateneo, nonché formatore e consulente aziendale

In Università Cattolica è inoltre Career Adviser (CIMO. Comunicazione per le imprese,i media e le organizzazioni complesse) e Coordinatore dell'International Master in Cultural Diplomacy.

Oltre alle attività accademiche, si occupa di Coordinamento Media e Marketing per Alchemilla Cooperativa Sociale  in relazione al progetto "Artoo. L'arte raccontata dai bambini", una start up innovativa che propone un modo nuovo di avvicinarsi all’arte, promuovendo l'autoralità e il protagonismo culturale dei bambini anche in età prescolare.

Nel tempo libero cucina, legge e appena può scappa tra i monti.

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