Addio ritmi frenetici: dal lavoro allo shopping è l’ora della slow life
Brand in Italy
Addio ritmi frenetici: dal lavoro allo shopping è l’ora della slow life
22/10/2021

SLOWBRAND
SOSTENIBILITÀ

Cresce il numero dei seguaci di modelli quotidiani più pacati. E si moltiplicano gli eventi che sostengono anche un uso moderato del tempo in ufficio e un approccio riflessivo alla Rete. Una mappa per orientarsi.

Sul numero del 3 ottobre 2021 la testata L’Espresso ha pubblicato un interessante approfondimento su un tema assai caro al nostro Osservatorio: la slow life e le sue applicazioni anche nel mondo delle imprese e delle strategie di branding.

Da Carosello ai nostri giorni: gli effetti collaterali dei ritmi frenetici

Come fa notare nell’articolo la giornalista Stefania Di Pietro, già ai tempi del notissimo Carosello Ernesto Calindri parlava di logorio della vita moderna per pubblicizzare un famoso brand produttore di un amaro. Da allora, sottolinea Di Pietro, “Il vortice di impegni e la smania di rispettare le scadenze non risparmiano più nessuno, le comunicazioni devono essere sempre fulminee, ma le sane interazioni sono quasi del tutto scomparse. Rincorriamo il nostro quotidiano anche se in realtà non scappa, ma ci sentiamo costretti a farlo per mantenere attiva la competizione”.

Si legge poi come “(…) La necessità di correre ha inciso sulla scelta di pasti al volo: ci vengono in soccorso i brand che osannano il poco salutare instant food e l’idea di ingurgitare hamburger e patatine fa gola all’impiegato frettoloso, caduto in tentazione soltanto per mancanza di tempo e che prova a riporre un pc di fiducia negli esercizi brucia grassi di un corso di cardio-fitness. Il rapporto Bes di Istat è però lo specchio di una realtà significativa: la velocizzazione influirebbe sulla salute mentale dei lavoratori italiani, confermando che tre su dieci soffrono di ansia, depressione e perdita di controllo emozionale” (grassetto nostro).

Fonte: L’Espresso. Illustrazione di Francesca Gastone

Nonostante questo scenario fast di fondo, l’indagine mostra come stiano crescendo i “seguaci della Slow life, pronti a gettare nel cestino le agende e ad appoggiare uno stile di vita più pacato (…) una filosofia che invita a diminuire il ritmo, applicando il motto «prendersi del tempo non vuol dire perdere tempo». Si tratta infatti di un rallentamento consapevole, fondato sulla rivalutazione di pochi gesti quotidiani, che nulla ha a che fare con l’idea di fannulloneria poiché è proprio la fretta a distogliere la nostra attenzione dalle cose semplici, ma significative, della vita (…). Lo Slow living non obbliga a rinunciare ad una bella carriera, ma soltanto a godersi ogni tanto anche i piccoli piaceri, come un pranzo in compagnia o una passeggiata al parco” (grassetto nostro).

Come mettere in pratica i principi della slow life

Tra i casi citati in questo articolo di concreta applicazione di questa tendenza, ritroviamo con molto piacere il nostro Slow Brand Festival, ideato nel 2015 con la collaborazione dell’Associazione onlus “L’arte del vivere con lentezza” di Bruno Contigiani, e anche un riferimento al tema dello “slow boss”, il cui identikit è stato teorizzato dal nostro Direttore Patrizia Musso nel libro “Slow Brand. Vincere imparando a correre più lentamente” uscito in una versione aggiornata e ampliata nel 2017. Viene poi analizzato anche il tema degli #SlowSpaces e della slow adv, come fattori contemporanei in cui poter rintracciare questo stile di vita anche all’interno delle strategie di branding.

Patrizia Musso e Bruno Contigiani durante l’edizione del 2018 di Slow Brand Festival (@brandforum).

Si parla poi anche di eco-living, “un modo di abitare eco sostenibile, scegliendo un arredamento che favorisca la calma, mobili realizzati con materiali naturali, piante per godere armonia del verde e fibre etiche ed equosolidali per asciugamani e lenzuola. Ma la regola d’oro è dedicare più tempo al proprio benessere in casa, conducendo uno stile di vita sereno che si rifletterà anche nel luogo di lavoro”.

Interessante anche il riferimento agli 8 punti del Manifesto dello slow web che elogia i principi di una vita lenta e salutare. Come si legge nell’articolo, “I fondatori di “I feel good”, un portale di consapevolezza, libertà e crescita personale, auspicano un uso più saggio e slow della rete”.

Manifesto dello Slow Web (fonte: https://www.ifeelgood.it/blog/slow-web-manifesto/).

Considerazioni conclusive

Come fa notare in conclusione l’articolo, “(…) la Slow life richiede di concentrarsi sulla qualità del tempo, mettendo al primo posto relazioni sociali, creatività e semplicità. Bisogna soltanto modificare l’attitudine a rapportarsi al presente perché ogni momento vale la pena di essere vissuto, anche le pause, che servono a risintonizzare i nostri ritmi con quelli del Pianeta”.

Per visionare l’intero pezzo scritto dalla giornalista Stefania Di Pietro per L’Espresso, rimandiamo al pdf allegato.

Allegati

A cura di

Ti potrebbe interessare anche...

Come creare una comunicazione contributiva e sostenibile a livello sociale e antropologico, soprattutto nell'epoca in cui stiamo vivendo? Ecco la risposta di Opinion Leader 4 Future.
Brandforum compie 20 anni: il nostro Osservatorio celebra l'evento con speciali interviste a chi negli anni ha collaborato con noi.