Apple e U2 riscrivono la storia del mercato discografico (di nuovo)
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Apple e U2 riscrivono la storia del mercato discografico (di nuovo)
19/09/2014

Mirko Cammalleri, Redattore junior di Brandforum.it
Tra i numerosi prodotti presentati, Apple scommette su un nuovo sistema di distribuzione dei contenuti musicali che fa molto discutere e divide gli utenti. Solo il tempo ci dirà se la scommessa sarà vinta.

È alquanto improbabile che i lettori di Brandforum siano arrivati a oggi senza aver mai sentito dire che recentemente sono stati presentati i nuovi iPhone 6 e il nuovo Apple Watch (a proposito: per lo smartwatch viene abbandonata la proverbiale “i”, svolta epocale). Ogni volta che Apple annuncia e presenta qualcosa, tutto il mondo per un secondo pende dalle sue labbra, a prescindere dall’effettiva innovazione apportata. E così inizia il marasma di articoli, reportage, servizi, gallery e recensioni (prima ancora che i prodotti siano disponibili sul mercato).

 

Ci sono però due novità che hanno fatto meno scalpore ma che sono estremamente importanti da considerare.
La prima è che anche l'azienda guidata da Tim Cook si butta nel mondo del mobile payment con Apple Pay, grazie al chip NFC, l'implementazione software di iOS8 e il lettore di impronte digitali. Sarà interessante vedere come si evolverà la situazione anche da un punto di vista di infrastrutture negli esercizi commerciali.

 

La seconda novità ha a che fare con gli U2. No, non per la loro performance live, non è una novità che una band si esibisca sul palco alla fine del keynote, ne abbiamo parlato qui, e non è una novità neanche che Bono&soci collaborino con Apple: 10 anni fa per l’iPod edizione speciale fu un successo, quello stesso iPod che oggi va in pensione silenziosamente.

 

La vera notizia è che la band ha aspettato quest’evento per presentare il tanto annunciato nuovo disco e che Apple ha deciso di regalarlo a tutti gli utenti di iTunes. A partire da quel momento oltre 500 milioni di persone si sono trovate sui propri computer e dispositivi iOS “Songs of innocence”. Una mossa a sorpresa, che potrebbe lanciare gli U2 verso nuovi record di vendite (peraltro sta funzionando anche da traino per tutta la produzione discografica della band).

 

L’iniziativa è valida fino al 13 ottobre, data in cui il disco sarà messo regolarmente in vendita, si tratta di un accordo multimilionario, un atto di grande generosità secondo alcuni, sicuramente molto apprezzato dai fan, decisamente meno apprezzato da altri, i più maligni sostengono invece che solo così la band poteva “vendere” così tanto, visto la dubbia, a detta loro, consistenza degli ultimi dischi.
Nel corso delle ore la protesta di chi considera il “regalo obbligatorio” scaricato in automatico, come un’intrusione in uno spazio privato si è fatta sempre più imperante. Si passa da chi protesta per i Mega occupati, chi si è sentito violato, chi ha pensato fosse l’attacco di un hacker, chi non sapeva cosa fosse l’U2 a chi semplicemente non ha gradito e voleva cancellare il disco. Interessante andare a leggere il flusso di post sui social a riguardo e il Tumblr nato appositamente.
Piccolo dettaglio, non era possibile cancellarlo, fino al 16 settembre, quando Apple dopo una settimana, è dovuta correre ai ripari e pubblicare una nota che spiega come fare per “restituire il regalo”.

 

Sono stati giorni di gran dibattito sul tema, da chi sostiene che si tratta di una rivoluzione epocale a chi dice invece che non si è inventato niente di nuovo, perché già altri artisti affermati e non regalano da anni alcuni loro pezzi con tempi e modi più disparati.
Ma la vera rivoluzione sta nelle cifre, la soluzione di regalare un disco, non era mai stata adottata su così larga scala: a prescindere dall’effettiva qualità degli ultimi lavori, gli U2 sono una delle band più importanti e carismatiche del pianeta, non dimentichiamo che quest’anno sono arrivati vicini a vincere l’Oscar per la miglior colonna sonora nel film “Mandela: Long Walk To Freedom” con il pezzo “Ordinary Love”, e ogni volta che dicono o fanno qualcosa c’è sempre una grande attenzione attorno a loro, proprio come avviene con la Apple.

 

Ora molti dicono che, con tutte le proteste che ci sono state, l’operazione rischia di diventare un boomerang. In realtà non andrà proprio così, e non è semplicemente per via della logica del “va tutto bene purché se ne parli”.
Non è neanche per la scarsa consistenza comunicativa della concorrenza di questo periodo.
Ma perché, passati questi giorni di scompiglio, il disco inizierà a girare tra la gente, comincerà il tour, verranno vendute edizioni delux e i sostenitori faranno sentire la loro voce, Apple tornerà a far parlare di se per i prodotti e tutto tornerà nella norma, o quasi. Perché comunque qualcosa è cambiato, un nuovo metodo è stato esplorato, un sistema altermativo al modello di Spotify che potrebbe rivoluzionare il mercato discografico come avvene quando vennero lanciati gli iPod e iTunes: che erano qualcosa di nuovo lo si era capito da subito, che avrebbero funzionato e come si è evoluta la storia lo avremmo scoperto solo col tempo. La sensazione è che un nuovo passo è stato fatto, nuovi scenari si stanno aprendo e che d’ora in poi niente potrebbe essere più come prima, sarà tutta un’altra musica.

 

 

 

 

PS: Per la cronaca, le notizie più interessanti che circolano in questo periodo sulla concorrenza riguardano lo spot di Samsung che prende in giro Apple sugli schermi più grandi dei nuovi iPhone, mentre Microsoft fa parlare di se per il rebranding degli ex Nokia, ora Windows phone e futuri Windows (e basta). Inoltre c’è l’imminente arrivo di Windows 9 e Bill Gates, che tra una maxi-donazione umanitaria e l'acquisizione di un'importante gaming software house, inizia un nuovo incarico in azienda come superconsulente, e durante il suo primo giorno nel nuovo incarico lui e il nuovo presidente Satya Nadella hanno cercato, senza riuscirci, di installare l’aggiornamento a Windows 8.1 sul PC dell’ufficio, notizia poi rivelatasi un fake.

 

 

 

 

 

A cura di

Mirko Cammalleri

Redattore Junior
Social Media Manager Assistant

Collabora con Brandforum.it dal 2012

Dopo la laurea in Comunicazione e Nuovi Media presso l'Università degli Studi di Bergamo, approfondisce le proprie competenze in ambito Digital grazie al Master in Marketing Digitale presso l'Università Cattolica di Milano in collaborazione con IAB.

Dopo varie esperienze in ambito Media & Advertising decide di cercare nuovi stimoli al Politecnico di Milano studiando le basi per lo sviluppo di applicazioni mobile. Grazie a questa svolta approda in Samsung Electronics Italia esplorando diversi ambiti. Attualmente lavora in un team che gestisce servizi a valore aggiunto per i prodotti connessi destinati ai consumatori finali. È un lavoro difficile da descrivere a parole ma è molto stimolante.

A parte la passione per la tecnologia e i Nuovi Media, che poi non sono più tanto nuovi ma si possono semplicemente chiamare Media; è fissato col Motorsport e la Musica.


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