Buone pratiche di micro-imprenditoria femminile nel settore culturale
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Buone pratiche di micro-imprenditoria femminile nel settore culturale
06/12/2021

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TURISMO

Graziella Falaguasta, giornalista freelance per “Il Caos Management”.

Parliamo di Culturaintour, una realtà comasca che opera nel settore culturale e valorizza la micro-imprenditoria femminile.

“E se scopriamo che con la cultura si può anche mangiare?” era il titolo di un articolo di Graziella Falaguasta dei primi mesi del 2016, pubblicato su Il Caos Management, che prendeva spunto da un’infelice affermazione di Giulio Tremonti, ministro dell’economia e delle finanze del governo Berlusconi, in carica da giugno 2001 a luglio 2004. Falaguasta torna sul tema per presentare la storia di Margherita Caruso e di Ester Bulgarini, madre e figlia, ma da qualche anno anche socie di una micro-impresa culturale al femminile e di turismo responsabile, che opera nel territorio di Como.

Mi sono limitata a definire “infelice” quell’affermazione dell’ex-Ministro Tremonti perché nell’esprimere concetti di quel genere chiariva molto bene la posizione di chiusura su quale potesse – e possa ancora oggi – essere una delle “vocazioni” e di sviluppo dell’Italia, un paese che possiede la più alta concentrazione al mondo di patrimonio artistico: oltre 4.000 musei, 6.000 aree archeologiche, 85.000 chiese soggette a tutela e 40.000 dimore storiche censite (anche se su questi dati esistono versioni un po’ controverse, a seconda delle fonti a cui si attinge). Comunque, l’Italia è anche “arte a cielo aperto” con le sue coste, le sue riserve e paesaggi naturali.

“L’Italia rimane sempre al primo posto per il 70% degli Europei quando pensano a una meta per un viaggio” troviamo scritto, tra le altre cose, nel post di presentazione su LinkedIn di un prossimo corso online “Come promuovere l’Italia sui nuovi media”, realizzato da  Ce.R.T.A., ALMED e CENVI, in collaborazione con Agenzia Nazionale del Turismo, ENIT e Publitalia ’80.

Culturaintour, micro-imprenditoria culturale al femminile

Ho deciso di sintetizzare qui la storia di Culturaintour (nome assolutamente auto-esplicativo per chi propone ecosostenibilità), che opera nel territorio comasco da circa 20 anni, perché penso che rappresenti una doppia grande sfida: quella di operare nel settore culturale e quella di rappresentare la voglia di riscatto, con la creazione di una propria opportunità di lavoro e di ruolo sociale da parte di una donna, anche quando è mamma. Infatti, questo è il percorso affrontato da Margherita Caruso che, trasferitasi dall’hinterland milanese in un paese della provincia di Como quando i tre figli erano piccoli, ha deciso dopo vari anni di impegno come volontaria nella locale Associazione Genitori, di rimettersi in gioco nel mondo del lavoro. E proprio perché Margherita era consapevole che un rientro dopo tanti anni sarebbe stato particolarmente complicato e difficile, ha valutato da subito l’opportunità di creare qualcosa di suo.

Culturaintour, consulente viaggi ecosostenibile a Como.

E lo ha fatto nell’ambito in cui aveva acquisito un’esperienza specifica, organizzando  le uscite con bambini e ragazzi per l’associazione: quella dell’accompagnamento turistico, nel senso più ampio e generale. La partecipazione e la qualificazione a un bando per l’imprenditoria femminile, che prevedeva un corso a Lecco (seguito con notevoli difficoltà, avendo tre bambini) le ha fornito un piccolo budget di 7.000,00 Euro, a fondo perduto, necessario per avviare il suo progetto di organizzazione di visite turistiche guidate e di eventi. Fortunatamente quel tipo di proposta aveva anche trovato il sostegno e il supporto dell’allora Assessore alla Cultura del Comune di Cadorago e dalla bibliotecaria, entrambe convinte della positività di un’iniziativa simile, in un paese non molto dotato di strumenti di promozione culturale, malgrado la presenza di una pinacoteca a cielo aperto come Murarte.

Disponendo degli strumenti di base per operare, cioè uno spazio-ufficio in casa (un home-office, si dice oggi), un personal computer, un telefono, un buon database di contatti validi, Margherita ha così dato inizio alla definizione e alla promozione dei primi itinerari di visite a località e siti della cosiddetta “Italia minore”, ai quali sempre più persone hanno dato via via adesione, mano a mano che anche il passaparola confermava la validità delle diverse proposte e forniva, cosa non da poco, la possibilità di socializzazione tra persone che, pur vivendo nello stesso paese, non si conoscevano o avevano poche occasioni di incontrarsi in relax.

Ricorda Margherita “la prima fase si è tutta sviluppata nell’ambito dell’organizzazione di visite a cittadine, musei e mostre, nella logica dell’’immersione’ tipica del turismo esperenziale, di prossimità e responsabile, legato quindi a una visione d’insieme dei territori e delle realtà che si scoprono”. Ed è nell’ambito di questa formula che dopo circa 10 anni, nel 2011, è nata la nuova fase di Culturaintour, quella delle visite a comuni che erano in grado di mostrare concretamente come le strategie e le buone pratiche di rispetto dell’ambiente e di comportamenti virtuosi messi in atto dalle amministrazioni locali avessero modificato la gestione del territorio (non consumo di suolo, per esempio) e la qualità della vita dei cittadini. Primo fra tutti, per citare un caso “storico”, Cassinetta di Lugagnano, un comune di poco meno di 2000 abitanti della Città Metropolitana di Milano, dove anche dopo cambi di gestione amministrativa, è sempre stata data continuità a quanto avviato.

In visita a Cassinetta di Lugagnano (Milano).

Come riferisce Margherita, “Tutte queste uscite hanno visto la partecipazione di una media di 45 persone (l’intera capienza di un pullman) disposte a pagare 60,00 Euro per avere l’opportunità di essere presenti a visite che le avrebbero portate a conoscere realtà di cui avevano sentito solo parlare dai media, ma che potevano sembrare ‘poco reali’”. E questo è emerso anche nelle visite ad aziende virtuose, come per esempio la Icam di Orsenigo (Como), la cui scelta delle materie prime avviene sulla base del sostegno possibile a famiglie che, diversamente, finirebbero nella “filiera” delle droghe. Il ruolo di Culturaintour, in questi casi, è non solo culturale e di diffusione della conoscenza, ma anche di  approfondimento di alcuni aspetti delle diverse realtà sociali. Nel frattempo, oltre all’organizzazione delle visite Margherita ha ampliato la propria proposta, inserendo  l’organizzazione di conferenze sui diversi temi ambientali, realizzate nel proprio territorio, sia nel proprio comune, sia in altri comuni limitrofi.

Da impresa individuale a “società”

In questi anni, nel frattempo, i tre figli di Margherita sono cresciuti ed Ester, la maggiore, forse non casualmente, dopo il liceo ha scelto di frequentare l’istituto dei Beni Culturali di Milano, per approdare, proprio nel 2021, alla  Laura Magistrale in “Arte, Valorizzazione, Mercato”, conseguita presso lo IULM di Milano. 

Vale la pena di ricordare qui che la tesi di laurea di Ester (percorso tutto realizzato in piena pandemia) è stata dedicata, anche su suggerimento del docente in museologia, al tema riconducibile ai piccoli musei (ved. in proposito https://www.caosmanagement.it/2021/10/07/viaggiare-e-conoscere-ripartire-dai-piccoli-musei-turismo-di-prossimita-e-attenzione-al-rapporto-con-residenti-e-comunita-le-qualita-che-fanno-la-differenza/). Da sottolineare come sui piccoli musei, gli ecomusei, e sul turismo di prossimità e lento in questi anni si sta sempre più concentrando l’attenzione degli operatori culturali come Culturaintour e, soprattutto, di un pubblico particolarmente attento ai “dettagli” dei territori e alla loro valorizzazione.

Margherita Caruso (a destra) ed Ester Bulgarini.

Il lavoro di tesi di Ester, puntuale e approfondito dal punto di vista della ricerca storica ed archeologica, ha un filo conduttore centrato sull’ideazione di alcuni percorsi di visibilità del cosiddetto “tesoro di Como”, cioè il patrimonio di ritrovamenti romani, incluso quello delle monete d’oro del 2018 in pieno centro città. L’idea di base è quella di una caccia al tesoro che includerebbe sia i musei cittadini in rete sia un nascente ecomuseo in Val d’Intelvi, sempre in provincia di Como, dove esistono importanti punti di interesse archeologico e storico situati in tre piccoli centri di quella valle, che sono da collegare recuperando vecchi percorsi (ispirandosi in qualche modo alla via Francigena). Una seconda parte del lavoro di tesi ha messo in evidenza l’esistenza di ulteriori connessioni nell’ambito del “tesoro di Como”, partendo da una chiesa ormai sconsacrata che nel medioevo ospitava nel proprio porticato le botteghe artigianali degli orafi e che nel corso degli studi si è rivelata essere, ancora una volta, una delle tracce romane del centro storico, la famosa “città murata” di Como.

Al Teatro degli Arcimboldi, spettacolo di Neri Marcorè, nel 2019.

Recentemente, in una delle newsletter di Culturaintour, Ester riportava la domanda che più di frequente ancora le viene fatta, “E dopo la laurea cosa farai?”, alla quale lei onestamente rispondeva che qualche preoccupazione c’era nell’affrontare la nuova fase della sua vita. Ma per fortuna, le proposte non le stanno mancando e però, come ci ricorda Ester “Qui sta il bello: Margherita (la mamma!) ha trovato la propria partner, la propria socia, proprio nel salotto di casa, perché le prime esperienze nell’organizzazione e nell’accompagnamento dei gruppi, iniziate ormai da circa 10 anni, mi hanno fatto capire che cosa mi interessa nella condivisione della conoscenza sul patrimonio artistico e che tipo di contributi  e di innovazioni potrò apportare all’attività ormai già strutturata. Un vantaggio non da poco per chi, come me, si affaccia al mondo del lavoro dopo la laurea”.

I nuovi progetti di sviluppo di Culturaintour

Il lavoro insieme è molto produttivo e creativo ma, come sottolinea Ester, due donne determinate e combattive, anche se madre e figlia, hanno continui confronti sugli investimenti necessari per permettere a Culturaintour di fare un salto, e tutto questo può essere realizzato facendo leva sulla determinazione e sulla capacità di “tenuta di strada” di entrambe, ma anche sulla capacità di fare fronte a eventuali difficoltà o insuccessi, come ha sottolineato Margherita nella nostra chiacchierata.

Culturaintour conferma in questa fase la propria focalizzazione sul tema della sostenibilità e dell’economia circolare,  centrando l’attività sull’integrazione tra la visita alla realtà virtuosa di turno (in genere aziende di vari settori) con l’attività di tipo ricreativo-culturale e in questa logica  si è anche adoperata per la raccolta di firme per una petizione, realizzata con alcune associazioni del territorio, indirizzata all’amministrazione locale per sollecitare un impegno preciso di giunta e consiglio comunale nei confronti dell’emergenza climatica.

Margherita ed Ester hanno anche individuato la necessità di partecipare attivamente ai vari bandi per potersi  permettere ulteriori miglioramenti e sviluppi, e per far questo Ester è impegnata a studiare a fondo tutto quanto viene pubblicato. Altro aspetto estremamente importante – e forse un po’ “delicato” – è quello di ritagliarsi un ruolo di intermediazione e di hub di una rete tra le diverse realtà associative del territorio e con le istituzioni locali. In particolare, tra gli obiettivi a breve termine di Culturaintour ci sono progetti di iniziative volte all’educazione ambientale, da poter condividere interagendo molto con le istituzioni scolastiche, e con le scuole superiori, perché è iniziando ad educare i piccoli e i giovani al rispetto dell’ambiente – e, aggiungo, al bello – che possiamo sperare di fornire un contributo positivo non solo al mantenimento degli impegni dell’Agenda 2030, ma anche per gli anni successivi. Per questo, Culturaintour ha di recente avviato anche una collaborazione con l’associazione “We for the Planet”, fondata da Lorenzo Carbone con alcuni studenti di un liceo del territorio lariano, che oggi aggrega  40-50 ragazzi ed è attiva all’interno delle scuole superiori nel territorio di Como. Obiettivo di “We for the planet” è quello di sviluppare  piani con le dirigenze scolastiche per abbattere l’impronta carbonica all’interno delle stesse strutture e la stessa fuori dalle scuole, a livello locale, si impegna ad accrescere la consapevolezza sui cambiamenti climatici.

Ringraziamo la giornalista freelance Graziella Falaguasta (che da anni fa parte della giuria di esperti dello Slow Brand Festival) e Il Caos Management per la gentile concessione alla ripubblicazione del pezzo.

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