Donne e scienza: storie di eccellenza contro gli stereotipi di genere
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Donne e scienza: storie di eccellenza contro gli stereotipi di genere
03/03/2022

EVENTI
GIOVANI

STEM passion: un viaggio fotografico all’insegna delle donne, sempre più al centro dell’affascinante mondo della scienza.

In occasione della settima Giornata Internazionale delle Donne nella Scienza celebratasi l’11 febbraio 2022 (della quale abbiamo parlato anche all’interno di un nostro recente paper dal titolo Le ingegnere come testimonial della nuova campagna di Atm Milano), Fondazione Zoé – Zambon Open Education ha ospitato una tavola rotonda, dal titolo “Donne attraverso la lente. Superare gli stereotipi di genere”, dedicata ad approfondire il ruolo ricoperto oggigiorno dalle donne nella scienza. 

Durante l’incontro a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare, inoltre, è stata presentata e inaugurata la mostra fotografica “STEM passion. Un viaggio ispirato dalle donne nella scienza”, che ha preso vita grazie allo straordinario contributo di Elisabetta Citterio, biologa molecolare e autrice di 40 scatti che vogliono celebrare i successi di scienziate impegnate nelle Scienze della Vita, che lavorano in importanti Istituti di Ricerca italiani e internazionali, fonte d’ispirazione per le nuove generazioni di giovani donne, affinché esse possano essere incoraggiate a intraprendere percorsi di studio in materie scientifiche, senza essere frenate da pregiudizi e vincoli. 

STEM passion: un progetto fatto di storie di talento ed eccellenza

 

Nata in collaborazione con Claudia Cagliano, docente e consulente di comunicazione, e sostenuta da Fondazione ZoéSTEM passion era visitabile all’interno degli spazi di OpenZone, campus della salute situato alle porte del capoluogo lombardo, che ha ospitato la mostra fino al 27 febbraio, per proseguire poi il suo viaggio itinerante alla volta di Vicenza. 

Il progetto nasce dal desiderio di rendere visibili a un pubblico più ampio le imprese di alcune delle scienziate più importanti al mondo, incoraggiando, attraverso storie di talento ed eccellenza, le giovani ad appassionarsi alla Scienza, offrendo loro una dimostrazione concreta dello straordinario valore aggiunto che le donne apportano all’interno della comunità scientifica, contribuendo ogni giorno al progresso della società. 

In secondo luogo, l’iniziativa mira a favorire il superamento degli stereotipi di genere, ancora oggi troppo radicati nel nostro immaginario collettivo, con l’intento di gettare le fondamenta di un mondo più inclusivo, arricchente, che dia la giusta visibilità alle donne, cuore pulsante della ricerca scientifica.   

Nel nostro Paese, infatti, solo il 18,9% delle studentesse sceglie percorsi di laurea in area STEM (Scienze, Technology, Engineering and Mathematics) e, se nelle Scienze della Vita oltre il 50% di laureati e dottorandi sono donne, si assiste a un loro graduale abbandono della carriera scientifica: solo il 15-20% di queste diventa professoressa e raggiunge posizioni di alto livello. 

Da qui la volontà di Fondazione Zoé di promuovere questo viaggio fotografico e favorire un dialogo internazionale sul tema, volto alla sensibilizzazione e a valorizzare il contributo delle donne al miglioramento della qualità della vita e al progresso scientifico.  

Le donne sempre più protagoniste delle discipline STEM

 

Marta Dassù, Direttore di Aspenia e Senior Advisor European Affairs dell’Aspen Institute, ha moderato un dibattito tutto al femminile, aperto dall’intervento di Elena Zambon, Presidente della Fondazione Zoé – Zambon Open Education, che ha ribadito quanto sia importante accompagnare la crescita delle giovani donne, incoraggiandole a intraprendere una carriera scientifica, facendole sentire libere di scegliere ciò che vogliono essere e rendendole consapevoli di essere sostenute e apprezzate. 

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Immagine 1. Elena Zambon, Presidente della Fondazione Zoé – Zambon Open Education.

Le donne sono e devono poter essere sempre più parte attiva e integrante nelle discipline STEM, non solo perché sanno fare ricerca, ma perché sanno “prendersi cura” delle persone, nel senso più generativo del termine. 

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Immagine 2. Asifa Akhtar, Vicepresidente della Max Plank Society.

Alla discussione hanno preso parte alcune autorevoli scienziate ritratte nella mostra, tra le quali Asifa Akhtar, Vicepresidente della Max Planck Society e Direttrice dell’Istituto Max Planck di Immunobiologia ed Epigenetica di Friburgo, Susan Gasser, Direttrice della Fondazione ISREC di Losanna (Istituto Svizzero per la Ricerca Sperimentale sul Cancro), Christine L. Mummery, Ordinaria di Biologia dello Sviluppo alla guida della ricerca sulle cellule staminali pluripotenti al Leiden University Medical Center di Leida e Rana Dajani, biologa molecolare presso la Hashemite University in Giordania e fondatrice della ONG We Love Reading

Una rivoluzione culturale per cambiare le regole del gioco

 

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Immagine 3. F.R., Donna medico afghana.

É poi intervenuta una donna medico afghana, portando la propria testimonianza sulla condizione delle donne in Afghanistan a seguito dell’ascesa del regime talebano avvenuta durante la scorsa estate, a causa della quale i pregiudizi culturali nei confronti del genere femminile non hanno fatto altro che inasprirsi ulteriormente, mettendone in pericolo la vita. 

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Immagine 4. Ilaria Capua, Direttrice del One Health Center of Excellence dell’Università della Florida.

Nel corso della tavola rotonda sono pervenuti anche i videomessaggi di Ilaria Capua, Direttrice del One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, e quello della Ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, già Rettrice dell’Università di Milano-Bicocca dal 2013 al 2019, le cui parole hanno lasciato intravedere un timido miglioramento rispetto al numero di iscrizioni ai corsi di laurea tecnico-scientifici da parte delle ragazze.

Cosa fare allora per migliorare ulteriormente questa tendenza positiva? Secondo la Ministra, è necessaria una rivoluzione culturale, che renda le giovani donne consapevoli delle proprie capacità e possibilità, libere di intraprendere la strada che desiderano. 

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Immagine 5. Infografica Tavola Rotonda “Donne attraverso la lente. Superare gli stereotipi di genere”.

Si ringrazia Elisa Comazzi, studentessa CIMO – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per aver contribuito alla realizzazione e alla stesura di questo paper.

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