Sentiero Italia CAI: la valorizzazione del turismo lento e responsabile
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Sentiero Italia CAI: la valorizzazione del turismo lento e responsabile
11/01/2021

TURISMO

I travellers contemporanei stanno riscoprendo un turismo più slow: per capire meglio come sta mutando e si sta sviluppando l’interesse attorno al turismo lento, abbiamo intervistato Antonio Montani, Vicepresidente generale CAI, che ci ha accompagnato alla scoperta del Sentiero Italia.

Su Brandforum, abbiamo recentemente parlato della crescente attenzione verso un “nuovo turismo” che presuppone un diverso approccio al territorio e alla temporalità associata al concetto di vacanza. Complici i mutamenti in corso, i travellers contemporanei stanno riscoprendo un turismo più slow in relazione alla lentezza nel fruirlo ma anche alla responsabilità sociale, economica, ambientale e umana che da esso ne deriva. Un turismo che unisce divertimento e riflessione, scoperta e riconferme, luoghi vicini e lontani, orizzonti conosciuti e nuove rotte, passato e futuro.

Per capire meglio come sta mutando e si sta sviluppando l’interesse attorno al turismo lento e alla valorizzazione e sostenibilità dei territori, abbiamo intervistato Antonio Montani – Vicepresidente generale CAI. Con lui partiamo insieme alla scoperta del Sentiero Italia, un caso esemplificativo per la nostra riflessione. Di seguito l’intervista esclusiva per il nostro portale.

Come in ogni escursione, iniziamo conoscendo meglio ciò che affronteremo… Che cos’è il Sentiero Italia e quali sono le sue peculiarità?

Il Sentiero Italia CAI è un percorso escursionistico di circa 7200 km che collega tutte le regioni italiane con il fascino, la bellezza e le tradizioni dei loro territori interni. Il trekking si sviluppa lungo l’intera dorsale appenninica, isole comprese, e sul versante meridionale delle Alpi. Il progetto è stato ideato nel 1983 da un gruppo di giornalisti escursionisti, realizzato proprio dal CAI – Club Alpino Italiano – a cui deve in parte il suo nome, nel 1990. Dopo l’entusiasmo iniziale dell’esperienza, il progetto non venne riproposto e subì un inesorabile declino. Quando nel 2017 il Sentiero Italia CAI sembra solo un ricordo, un gruppo di volontari decide di mettere insieme le forze e dare una seconda vita al tracciato, rilanciandolo e rendendolo ancora più interessante e sostenibile. Con il desiderio di valorizzare la bellezza di questi oltre settemila chilometri, si è scelto di portare avanti numerose collaborazioni con enti pubblici e privati per promuovere anche il turismo delle aree coinvolte. Sono state avviate iniziative di riqualifica del territorio, e azioni volte a migliorare l’accessibilità al tracciato (per carrozzine, joelette, mountain bike, strutture di accoglienza sostenibili, promozione di pacchetti a tappe verso soci e non soci CAI, …). Il Sentiero può essere assimilato ai cammini turistici a lunga percorrenza, che esistono da tempo su tutto il territorio europeo. Tuttavia la peculiarità del SICAI (Sentiero Italia CAI), oltre a non avere uno stampo religioso come altri cammini, è l’essere un trekking su sentieri in quota a tutti gli effetti: un esempio di turismo sostenibile che prevede attività sportiva su vie immerse nella natura.

Dal punto di vista turistico, il Sentiero Italia CAI quale valore aggiunto porta al territorio in relazione a cultura, economia, …?

Sin dalla sua nascita, il Sentiero Italia CAI si fa portatore di valori di sostenibilità a 360 gradi. A livello ambientale, il trekking è da intendersi come una delle attività più sostenibili: camminare consente di ridurre al minimo le emissioni di CO2 generate dall’utilizzo di mezzi di trasporto. Il sentiero stesso rappresenta una forma di via poco impattante sull’ambiente, in quanto costruita totalmente con materiali naturali.  Inoltre, camminare lungo il SICAI consente di vivere un’esperienza culturalmente sostenibile in aree lontane dal turismo di massa e di generare un introito economico per le piccole comunità.

Il trekking permette, infatti, di immergersi lentamente nell'ambiente, incontrare persone del posto e scoprire bellezze culturali e naturali sconosciute ai più. Per questi motivi, e non solo, il Sentiero Italia CAI ha l’obiettivo di incentivare lo sviluppo economico delle località interne meno conosciute, contribuendo ad attirare turisti per rafforzare le economie locali. Inoltre, il SICAI vuole promuovere la destagionalizzazione delle località alpine, spesso fortemente frequentate dagli amanti degli sci, ma di cui si ignorano altre potenzialità meno impattanti. Da ultimo, occorre sottolineare che il valore del trekking è da apprezzare in modo particolare in questi tempi complicati in cui il turismo lento consente di evitare le grandi folle e godersi a pieno l’esperienza di viaggio.

Dal punto di vista della brand awareness, come viene comunicato il Sentiero Italia CAI?

Far conoscere le peculiarità del SICAI a trekker, soci e non soci CAI, così come a potenziali appassionati di questo di turismo è la nostra priorità. Per fare questo abbiamo scelto di basarci su un mix di canali online e offline. Online, la comunicazione avviene prevalentemente sul portale web ufficiale, sulla mappa interattiva, sul blog ad esso collegato e sui social (Facebook e Instagram), in modo organico e attraverso sponsorizzazioni. Oltre ai nostri canali, sviluppiamo comunicazioni coordinate con gli enti con cui collaboriamo (per esempio con i Tour Operator attivi nelle zone toccate dal SICAI. Offline, invece, la comunicazione avviene tramite l’organizzazione e la partecipazione ad eventi ove possibile (es: Festival dello Sviluppo Sostenibile, etc.), la distribuzione delle riviste del Club Alpino Italiano, Montagne 360 e Lo Scarpone, la collaborazione con testate giornalistiche e riunioni ed assemblee con i volontari sul territorio.

Per il 2021 l’obiettivo è avvicinarsi al pubblico in modo più interattivo, mantenendo comunque l’autorità legata al nome dell’ente CAI.

A questo proposito, prevedete un coinvolgimento diretto degli utenti come ambassador e creatori di contenti attorno al progetto?

Certamente! Il coinvolgimento diretto degli utenti avviene in diverse modalità, in base al pubblico a cui ci si rivolge. Il nostro target, come detto, è sdoppiato tra soci e non-soci CAI. Oltre ai canali sopra utilizzati, stiamo potenziando le collaborazioni con tour operator, riviste di settore, case editrici e università per promuovere l’iniziativa anche al di fuori della cerchia dei nostri soci. Per fare qualche esempio: con il digital TO Tramundi abbiamo realizzato una partnership per promuovere pacchetti turistici su più tappe del Sentiero, pensati per chiunque abbia un minimo di allenamento e desideri scoprire l’Italia da un punto di vista diverso (camminando!). Con la casa editrice Ideamontagna, stiamo realizzando guide cartacee sul tracciato, che saranno disponibili dalla primavera. E poi ancora, abbiamo in cantiere un numero monografico per il mese di Aprile con Meridiani Montagne, celebre rivista del settore. Stiamo inoltre realizzando un documentario con il racconto delle tante bellezze presenti sul percorso del SICAI. Ultimo ma non ultimo, vorremmo coinvolgere sempre di più i giovani studenti universitari, per promuovere idee nuove attorno al progetto.

Dal vostro punto vista, la riscoperta del Sentiero Italia CAI potrà avere un influsso sullo sviluppo del turismo lento e sostenibile?

Il progetto ha contribuito a sensibilizzare la pubblica amministrazione circa la valorizzazione della sostenibilità del turismo a diversi livelli. A livello nazionale, il Sentiero Italia CAI è stato inserito nel programma del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASViS e Mibact. A tale proposito, è stata istituita una Giornata dedicata alla promozione dell’iniziativa Sentiero Italia CAI ad Amatrice. Sempre a livello nazionale, è stato siglato un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare (Mattm) e Federparchi per la realizzazione e la promozione di percorsi di trekking all’interno dei 25 parchi nazionali del nostro Paese, utilizzando come scheletro il SICAI per rilanciare il turismo sostenibile in aree naturali protette. Il progetto chiamato “Sentiero dei Parchi” è ancora in fase embrionale ma porta in sé il desiderio di promuovere le aree protette italiane e affiancare all’attività escursionistica la tutela ambientale, imprescindibile per preservare i territori interni dal turismo.

Siamo di fronte a un progetto importante e con un grande potenziale d’impatto a più livelli. Probabilmente i Millennials saranno tra i primi a fruire di questo nuovo tipo di turismo: studi di settore evidenziano come questa generazione sarà in prima linea per la ripresa dei viaggi – anche di prossimità e nella natura – complice lo smart working che li vede attivi in modo più responsabile sui loro territori. Visto poi il potere di influenza di cui sono detentori, potranno forse diventare testimonial, diretti e indiretti, di un nuovo modo di intendere il turismo, partendo – chi lo sa! – proprio dal Sentiero Italia.

Si ringrazia CAI per aver fornito tutte le immagini utilizzate a corredo di questo paper.

A cura di

Alessandra Olietti

Redattore Senior 

Project Manager Eventi

Collabora con Brandforum da gennaio 2012

Forte interesse per la scrittura sul web e sui social, nonché per il mondo del brand, in particolare per le strategie comunicative applicate al business turistico. Su questa tematica nel 2018 ha scritto un libro per FrancoAngeli - "Turismo digitale. In viaggio tra i click" - con Patrizia Musso.

Dal giugno 2015 collabora nell'organizzazione di Slow Brand Festival, un appuntamento annuale - ideato dal Direttore di Brandforum - dedicato alle riflessioni sul fenomeno Slow in Italia. 

Si è laureata con lode presso l’Università Cattolica di Milano con una tesi magistrale sulla comunicazione aziendale attraverso gli spazi, riletta alla luce delle teorie dei media digitali e del marketing esperienziale. Attualmente è Docente a contratto presso il medesimo ateneo, nonché formatore e consulente aziendale

In Università Cattolica è inoltre Career Adviser (CIMO. Comunicazione per le imprese,i media e le organizzazioni complesse) e Coordinatore dell'International Master in Cultural Diplomacy.

Oltre alle attività accademiche, si occupa di Coordinamento Media e Marketing per Alchemilla Cooperativa Sociale  in relazione al progetto "Artoo. L'arte raccontata dai bambini", una start up innovativa che propone un modo nuovo di avvicinarsi all’arte, promuovendo l'autoralità e il protagonismo culturale dei bambini anche in età prescolare.

Nel tempo libero cucina, legge e appena può scappa tra i monti.

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