Sentiero Urbano CAI: anche Milano può essere slow
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Sentiero Urbano CAI: anche Milano può essere slow
04/06/2021

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TURISMO

CAI Milano ha realizzato il primo storico Sentiero Urbano in tutta Europa, per ammirare le bellezze della città in maniera lenta e sostenibile.

Quando si pensa a Milano, sono molte le cose che vengono in mente. Milano è la città delle opportunità e del lavoro, è la città grigia della frenesia della vita quotidiana dove i ritmi da tenere sono serrati e costanti.

Ci si sveglia e si comincia a correre per inserirsi nel flusso continuo che la anima e la tiene viva, ma che allo stesso tempo ci scaglia da una parte all’altra senza possibilità di fermarsi. Un moto perpetuo di velocità e dinamicità che la rende una delle città più produttive d’Italia.

In questo dipinto, che ricorda le opere futuriste di inizio ‘900, c’è spazio per altro? C’è qualcosa nascosto in bella vista che non riusciamo a vedere distratti dallo scorrere perenne del mondo intorno a noi?

Domanda difficile a cui non si può rispondere finché ci si lascia trascinare dalle apparenze, da ciò che viene visto nella foga di istanti. Trovare una risposta richiede tempo, calma e pazienza. Richiede una riflessione a più livelli, un’immersione totale nell’habitat cittadino con la voglia di goderselo passo dopo passo. Questo tipo di esperienza è l’opposto dell’abituale routine milanese, ma da quest’estate sarà possibile viverla con una grande novità in arrivo per le strade meneghine. CAI Milano ha, infatti, annunciato l’inaugurazione ufficiale del primo storico Sentiero Urbano in tutta Europa, che sarà ufficialmente percorribile da giugno/luglio 2021 (dopo aver creato il sentiero CAI Italia per promuovere il turismo lento e responsabile, di cui abbiamo parlato in un nostro recente paper).

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Con partenza dalla piazza del Duomo, “CAI 01 Milano” è un percorso di 9 km che attraversa il cuore della città fino al Monte Stella, storica collinetta artificiale realizzata con le macerie dei bombardamenti avvenuti durante la seconda guerra mondiale e con materiale degli ultimi tratti dei Bastioni, demoliti dopo 1945.

I luoghi che compongono questo tracciato mostrano le diverse bellezze di Milano in un incontro tra spazi naturalistici e maestose architetture. Così le bellezze di Parco Sempione, dei Giardini di via Collecchio e di City Life si vanno a mescolare con il Duomo, l’Arco della Pace o il Monumento agli Alpini in una danza continua tra passato, presente e futuro.

Lo scorso 3 maggio, abbiamo avuto l’opportunità di percorrere in anteprima il sentiero insieme a Bruno Contigiani, fondatore de L’Arte di Vivere con Lentezza, proprio in occasione della Giornata Mondiale della Lentezza. A farci da guida Alfredo Costa, segretario di CAI Milano, che con la sua esperienza ci ha accompagnato per le strade della città con una sola regola: non completare il tracciato in meno di 3 ore.

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Pazienza, calma e lentezza. La volontà di godersi ogni singolo passo sotto la luce di un mattino soleggiato. Ascoltare i rumori della città, farsi cullare dalla brezza che scuote i capelli. Sentire gli odori dei ristoranti, dei bar e dei cafè da poco riaperti che si preparano a sfornare i loro deliziosi pasti. Guardare l’acqua sgorgare nelle fontane, gli animali negli alberi e le persone muoversi. Questi sono stati gli ingredienti di una mattinata alla riscoperta di Milano. Una mattina ideata con l’unico scopo di scoprire cosa è nascosto in bella vista. Scoprire come la città, capoluogo della dinamica intraprendenza, possa racchiudere in sé un mondo da riscoprire nella lentezza delle pieghe del tempo.

L’esperienza è stata incredibile. L’idea di portare un sentiero riconosciuto dal CAI, identificato di solito come percorso d’immersione nella natura più selvaggia, all’interno di una città è estremamente simbolica. Non esiste un’opposizione tra ambiente naturale e ambiente artificiale quando l’uomo decide di scoprire il mondo intorno a sé. Anche nella frenesia della vita cittadina, si può ritrovare la calma dell’assaporare ciò che ci circonda, del gustarsi gli istanti e i particolati che animano un luogo.

Anzi, proprio in questo contrasto, quando non siamo abituati a tradurre il linguaggio della città con il racconto della natura, rimaniamo stupiti. Intraprendere questo sentiero permette di infrangere gli stereotipi e di comprendere come anche Milano possa essere vissuta in slow mode. La cultura, l’architettura, l’urbanistica, la mano dell’uomo che agisce e crea diventano uno spettacolo in cui immergersi per conoscere, per comprendere e per riflettere al pari delle esperienze nei sentieri montani.

Inoltre, avere un sentiero urbano, che permette a Milano di essere vista sotto questa nuova luce, aiuta la creazione di un’identità cittadina che contribuisce a rivalutare il territorio nell’ottica di responsabilità sociale, ambientale e umana. Milano è da rispettare, scoprire e valorizzare in ogni sua sfumatura. Non è solo la città dove realizzare i propri sogni senza curarsi di ciò che ci si lascia alle spalle, ma è un luogo da proteggere e cullare. Perché tutto ciò che Milano riceve, poi lo dà indietro se si ha la voglia di godersi ogni sua diversa declinazione.

Quindi la nostra risposta è sì. Oltre il quadro futurista che dipinge la Milano lavorativa, intraprendente e frenetica, c’è molto da scoprire per coloro che decidono di vivere la città con lentezza.

A cura di

Benedetta Gaggiottini
Dopo aver conseguito un diploma presso il Liceo Linguistico “Città di Piero” di Sansepolcro, Benedetta ha iniziato i suoi studi in campo di comunicazione presso l’università Alma Mater Studiorum di Bologna, laureandosi lo scorso novembre con una tesi di comunicazione sportiva dal titolo “Molto più che un gioco: il calcio narrato da Federico Buffa e dagli Autogol”. Da Novembre, frequenta il Master dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano “Comunicare Lo Sport”. Fortemente appassionata del mondo dello Sport, vuole scoprirne le diverse declinazioni e le sfumature che lo compongono.

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