Ouverture of Something that Never Ended: la nuova sfilata Gucci prende vita con una mini-serie digitale (molto Slow)
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Ouverture of Something that Never Ended: la nuova sfilata Gucci prende vita con una mini-serie digitale (molto Slow)
27 Novembre 2020

SLOWBRAND

Grazie al digital e a causa del Covid-19, le maison di moda stanno facendo i conti con modelli comunicativi e di business obsoleti e non più sostenibili. Ecco la soluzione (per noi slow) proposta da Gucci per affrontare il nuovo e sfidante scenario.

Viviamo in un’epoca dominata dal digitale e l’industria della moda ci ha abituati ormai al concetto di “lusso democratico”.

In più, con l’arrivo della pandemia di Covid-19, tutte le maison si sono trovate a fare i conti con un modello comunicativo e di business obsoleto e non più sostenibile, a partire dalle sfilate in presenza, riservate a pochi eletti.

Già da tempo, in effetti, le persone avevano sperimentato la possibilità di assistere “in prima fila” a una sfilata, che sia dal divano di casa davanti alla tv o allo schemo del pc. Qualche mese fa Armani ha offerto la sua soluzione, ricorrendo in modo innovativo al mezzo televisivo per raccontare la sua nuova sfilata. 

Ma con GucciFest siamo andati anche oltre. Cos’è GucciFest? E’ un innovativo festival che unisce moda e cinema attraverso il digitale, trasmesso dal 16 al 22 novembre su YouTube Fashion, Weibo, Gucci YouTube e sul sito dedicato Guccifest.com, e attraverso il quale la maison guidata da Alessandro Michele ha deciso di raccontare la sua nuova collezione. 

Capi rigorosamente senza stagione (come aveva preannunciato lo stilista) e senza tempo, funzionali e iconici presentati attraverso una narrazione cinematografica atipica per il settore. Un nuovo modo di comunicare, di fruire e di vivere la moda che spalanca le porte al quotidiano che ha come punto fermo l’ispirazione e l’inventiva, l’abbandono di canone e di ogni regola. Il filo conduttore di tutto il progetto è la filosofia del marchio, che vuole essere senza fine, senza finalità e senza nessun criterio prestabilito.

Un evento digitale lungo una settimana, 7 giorni in cui la nuova collezione Gucci è stata svelata agli addetti ai lavori e al grande pubblico attraverso la miniserie "Ouverture of Something that Never Ended". 7 cortometraggi, uno al giorno, firmati dal noto regista da Gus Van Sant e con protagonista l’attrice, scrittrice, danzatrice e autrice Silvia Calderoni, impegnata in una surreale routine quotidiana in diversi scenari della capitale italiana, intenta a vivere la sua vita e a dar vita alla nuova collezione di Alessandro Michele.

Un frame tratto dal primo episodio della mini-serie Gucci

Nel corso delle puntate la Calderoni incontrerà una serie di artisti internazionali tra cui Harry Styles, strettamente legato al brand dal 2015, e Billie Eilish, testimonial della maison da ormai qualche stagione, insieme a molte altre celebrità amiche del marchio a Arlo Parks, poetessa e cantautrice londinese che recita il ruolo dell'amica di Silvia.

Ma è stato anche il festival attraverso il quale Gucci ha dato spazio, visibilità e sostegno a 15 talenti emergenti e stilisti indipendenti che hanno potuto così presentare le loro collezioni attraverso altrettanti fashion film (sono Ahluwalia, Shanel Campbell, Stefan Cooke, Cormio, Charles De Vilmorin, JordanLuca, Mowalola, Yueqi Qi, Rave Review, Gui Rosa, Rui, Bianca Saunders, Collina Strada, Boramy Viguier e Gareth Wrighton).

Insomma, con GucciFest l’industria della moda ha saputo ancora una volta reinventarsi e stupire, siamo curiosi di scoprire cosa ci riserveranno le prossime collezioni.

A cura di

Daniela Compassi

Redattore Senior
Responsabile Ufficio Stampa

Giornalista pubblicista, PR e blogger, collabora con Brandforum.it da gennaio 2012

 

Nutre da sempre un forte interesse per il mondo comunicazione e della pubblicità tanto da farne una professione a 360°

Dopo la laurea specialistica in Sociologia conseguita nell’aprile 2010 presso l’Università Cattolica di Milano con un elaborato sulla comunicazione di impresa incentrato sugli ‘spazi parlanti’, entra come redattore in Pubblicità Italia e vi rimane fino alla fine nel 2011. Durante gli anni dell’Università lavora in diversi uffici stampa milanesi maturando un'esperienza tale che le permetterà nel 2012 di avviare un'agenzia di pubbliche relazioni che porta il suo nome.

Da 2011 è cultore della materia presso la cattedra di Storia e linguaggi della pubblicità, Università Cattolica di Milano.

Ha due grandi passioni: la scrittura e la cucina, che coltiva dal 2014 attraverso il blog www.lovelifelunch.it

 

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