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	<title>GIOVANI Archives - Brandforum.it</title>
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	<description>L'osservatorio culturale sul branding</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Mar 2025 09:08:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Guida pratica al Brand Reloading, il nuovo volume a cura di Patrizia Musso</title>
		<link>https://www.brandforum.it/paper/guida-pratica-al-brand-reloading-il-nuovo-volume-a-cura-di-patrizia-musso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Brandforum]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 09:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITAL]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ARTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A dieci anni dall’uscita del fortunato Brand Reloading, Patrizia Musso torna sul tema con un nuovo testo, che affianca una solida ma agile parte teorica a tre sezioni di taglio pragmatico, con riflessioni e strumenti aggiornati per rigenerare in modo efficace un brand.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A dieci anni dall’uscita del fortunato <i>Brand Reloading</i>, Patrizia Musso torna sul tema con un nuovo testo, che affianca una solida ma agile parte teorica (scritta in collaborazione con esperti e manager) a tre sezioni di taglio pragmatico, con riflessioni e analisi di best case, oltre a strumenti aggiornati per rigenerare in modo efficace un brand.</p>
<p>Il punto di partenza è la <strong>complessa fisionomia del brand contemporaneo</strong>, sempre più multisfaccettato e difficile da governare: un brand deve sapersi distinguere, ma anche rimanere ancorato a precisi valori aziendali; deve risultare dinamico e al passo con i tempi, ma anche coerente e in sintonia con il proprio pubblico di riferimento, esterno o interno.</p>
<p>Da oggi si può trovare il testo &#8220;Guida pratica al Brand Reloading&#8221; (curato da Patrizia Musso, edizioni FrancoAngeli) <strong>in tutte le librerie e nelle principali piattaforme online</strong>, dopo più di un anno di lavori, studi e analisi realizzate grazie a un efficace lavoro di squadra. Numerosi sono, infatti, i contributi di esperti del settore, manager, accademici e giovani studiosi (che collaborano da tempo con Brandforum), che arricchiscono il volume con contributi inediti. Per scoprire tutti i nomi degli Autori, <a href="https://francoangeli.it/Libro/Guida-pratica-al-Brand-Reloading-Tecniche-e-best-practice-per-rigenerare-la-marca?Id=29635" target="_blank" rel="noopener">CLICCA QUI</a> (sezione DETTAGLI).</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questo nuovo testo è offrire a manager ma anche a studiosi e studenti di branding una <strong>utile cassetta degli attrezzi</strong> con numerose <strong>best case</strong> per poter attivare un efficace brand reloading, capace di intercettare in diverse industry varie tipologie di target, dagli adulti alla sfidante GenZ.</p>
<p style="text-align: center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10998" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/03/2-9-300x217.jpg" alt="" width="785" height="568" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/03/2-9-300x217.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/03/2-9-1024x742.jpg 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/03/2-9-768x557.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/03/2-9-1536x1113.jpg 1536w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/03/2-9.jpg 1894w" sizes="(max-width: 785px) 100vw, 785px" /></p>
<p>Partendo da <strong>5 parole chiave</strong> (Accountability, Branding al quadrato, Cross-fertilization, Disruptive Innovation, Engagement), riassunte dal <strong>facile acronimo ABCDE</strong>, il volume illustra come si possa concretamente attivare il reloading di un brand sia dal punto di vista del marketing e della comunicazione sia da quello dell’Internal e dell’Employer Branding.</p>
<p>Le <strong>tecniche</strong> e le azioni pratiche correlate vengono spiegate e “messe alla prova” tramite esempi concreti tratti da industry diverse e con target differenziati, per mostrarne la flessibilità. Una nutrita serie di <strong>best case</strong> consente poi di analizzare ancor più da vicino alcuni nuovi approcci di Brand Reloading in 5 settori nodali come la <strong>moda</strong>, il <strong>beauty</strong>, il <strong>food</strong>, il <strong>turismo</strong> e <strong>l’arte</strong>/<strong>cinema</strong>.</p>
<p>La sezione conclusiva è un <strong>focus</strong> dedicato al <strong>Branded Entertainment</strong>, un approccio comunicativo in forte crescita che, facendo leva su valori aziendali, può costruire contenuti originali, attivando un ulteriore reloading di un brand.</p>
<p>Il volume si sviluppa quindi attorno a tre sezioni, così composte:</p>
<ul>
<li>La sezione 1 è dedicata alle <strong>Tecniche. Il pentagramma A.B.C.D.E. del Brand Reloading</strong></li>
<li>La sezione 2 ad alcune <strong>Best practice. Fare Brand Reloading in 5 settori chiave: moda, beauty, food, turismo e arte/cinema</strong></li>
<li>La sezione 3 al <strong>Focus. Il Branded Entertainment come leva di Brand Reloading</strong></li>
</ul>
<p>Per visionare l&#8217;indice dettagliato, <a href="https://francoangeli.it/Libro/Guida-pratica-al-Brand-Reloading-Tecniche-e-best-practice-per-rigenerare-la-marca?Id=29635" target="_blank" rel="noopener">CLICCA QUI</a> (sezione INDICE)</p>
<p>Un libro ricco di spunti per valorizzare le competenze e le conoscenze dei professionisti nel contesto lavorativo quotidiano, ma anche di analisi e frame concettuali per studenti e studiosi del settore.</p>
<p>Per scoprire il significato dell&#8217;iconico rinoceronte apposto sul dorso e sulla quarta di copertina di questo nuovo testo rimandiamo al <a href="https://www.brandforum.it/paper/perche-il-rinoceronte-e-un-efficace-simbolo-del-brand-reloading/" target="_blank" rel="noopener">paper dedicato</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Disegnando il futuro: il contest artistico di Snam per raccontare il domani dell’energia</title>
		<link>https://www.brandforum.it/paper/disegnando-il-futuro-il-contest-artistico-di-snam-per-raccontare-il-domani-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 15:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brand in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ARTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Snam ha presentato gli esiti del contest artistico Disegnando il futuro, volto a raccontare la transizione energetica attraverso l’arte. Con oltre 160 partecipanti, il concorso ha coinvolto giovani talenti e una giuria prestigiosa, premiando le opere più rappresentative.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 dicembre 2024 <a href="https://www.snam.it/it/home.html">Snam</a>, azienda leader in Europa di infrastrutture energetiche, ha presentato gli esiti del contest artistico <strong><em>Disegnando il futuro</em></strong>, nato per raccontare in chiave artistica l’impegno di Snam nella transizione energetica.</p>
<p>Per valutare le tante opere in gara, il contest si è avvalso di una prestigiosa giuria di cui ha fatto parte anche la nostra Founder <a href="https://www.brandforum.it/people/patrizia-musso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Patrizia Musso</strong></a>.</p>
<p>Lanciato lo scorso luglio, Disegnando il futuro ha visto la partecipazione di <strong>oltre 160 artisti</strong>, tra illustratori e grafici, anche non professionisti, che sono riusciti a <strong>interpretare in chiave artistica e figurativa il percorso di transizione intrapreso dall’azienda</strong> verso un futuro sostenibile, sicuro e inclusivo.</p>
<p><strong>Con più del 50% dei partecipanti sotto i 40 anni</strong>, il contest sottolinea l’impegno di Snam nel voler coinvolgere le nuove generazioni, protagoniste delle sfide future, nel dibattito sul futuro dell’energia, che diventa così facilmente comprensibile e accessibile grazie a un linguaggio universale ed evocativo come quello dell’illustrazione.</p>
<p>Le tante opere ricevute sono state valutate da una <strong>giuria di esperti qualificati</strong> composta da:</p>
<ul>
<li><strong>Emiliano Ponzi</strong> &#8211; Illustratore, artista visivo e autore</li>
<li><strong>Eleonora Treppiedi </strong>&#8211; Graphic designer e illustratrice</li>
<li><strong>Andrea Moccia </strong>&#8211; Fondatore e direttore editoriale di Geopop</li>
<li><strong>Patrizia Musso </strong>&#8211; Docente di Storia e Linguaggi della pubblicità all’Università Cattolica di Milano ed esperta di brand communication</li>
<li><strong>Enrico Fornaroli </strong>&#8211; Docente presso Accademia di belle Arti di Bologna</li>
<li><strong>Stefano Agnoli </strong>&#8211; Executive Director Communication &amp; Media Relations Snam</li>
<li><strong>Teresa Girardi </strong>&#8211; Director Marketing &amp; External Communication Snam</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10963" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/Giuria-SNAM-300x300.png" alt="" width="501" height="501" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/Giuria-SNAM-300x300.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/Giuria-SNAM-1024x1024.png 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/Giuria-SNAM-150x150.png 150w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/Giuria-SNAM-768x768.png 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/Giuria-SNAM.png 1080w" sizes="(max-width: 501px) 100vw, 501px" /></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 1 – La giuria del contest “Disegnando il futuro” (Fonte: sito aziendale Snam)</em></p>
<p>La giuria ha premiato le migliori opere attribuendo i riconoscimenti previsti per le tre categorie rispettivamente a:</p>
<ul>
<li><strong>Dario Licata</strong> per la categoria <strong>“Disegnando il futuro”</strong> con l’opera <strong>“Sinfonie del futuro”</strong>, un’immagine che simboleggia la missione di Snam di trasformare il trasporto energetico in una sinfonia sostenibile che unisce natura e tecnologia per un futuro migliore.</li>
<li><strong>Costanza Lettieri</strong> per la categoria <strong>“Under 30” </strong>con un’opera che rappresenta un mondo dove l’impronta umana diventa lieve e trasparente. Un sogno che invita a ripensare e riequilibrare il rapporto, spesso distruttivo, tra uomo e natura.</li>
<li><strong>Milena D’Avino</strong> per la categoria <strong>“A mano libera”</strong> con l’opera <strong>“Intrecci di generazioni”</strong>, un dipinto su specchio che riflette la connessione tra presente e futuro attraverso l’immagine di mani e intrecci, simbolo di continuità e trasformazione.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10969" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/disegnando-il-futuro-vincitori_BF-300x160.png" alt="" width="898" height="479" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/disegnando-il-futuro-vincitori_BF-300x160.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/disegnando-il-futuro-vincitori_BF-1024x545.png 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/disegnando-il-futuro-vincitori_BF-768x409.png 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/disegnando-il-futuro-vincitori_BF-1536x818.png 1536w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/disegnando-il-futuro-vincitori_BF.png 1939w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 2 – Le opere vincitrici del contest “Disegnando il futuro” (Fonte: sito aziendale Snam)</em></p>
<p>Durante la cerimonia di chiusura, a cui ha partecipato anche il CEO di Snam Stefano Venier, sono stati consegnati i premi ai vincitori di ciascuna delle 3 categorie del contest, riconoscendo a Dario Licata, vincitore per la categoria principale “Disegnando il futuro”, una collaborazione artistica con Snam per la durata di un anno.</p>
<p>Nel corso dell’evento, tenutosi presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, a Milano, è intervenuto anche l’artista <strong>Carlo Valsecchi</strong>, che con la sua opera <strong>“Methamorphosis”</strong>, realizzata per Snam lo scorso anno, ha raccontato attraverso scatti fotografici evocativi la storia e l’evoluzione dello storico impianto di rigassificazione di Panigaglia.</p>
<p>Ha preso parte all’evento anche la nostra Founder <strong>Patrizia Musso</strong>, che conosce bene la realtà di questa azienda in quanto negli anni ’90 si è laureata con una tesi incentrata sulla comunicazione d’impresa di Snam. La docente ha così ripercorso il legame storico tra Snam e l’arte, fin dalle pubblicità più famose degli anni ’90 illustrate dall’artista belga <strong>Jean-Michael Folon</strong>, sottolineando come l’obiettivo dell’artista fosse di creare con la sua arte un contenuto capace di colpire gli occhi e non le orecchie.</p>
<p>A conclusione della cerimonia di premiazione è stata presentata una pubblicazione speciale a tiratura limitata dal titolo <strong>“Disegnando il futuro: il linguaggio dell’illustrazione per raccontare il domani dell’energia”</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10965" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/estratti-del-volume-Disegnando-il-futuro-il-linguaggio-dellilustrazione-per-raccontare-il-domani-dellenergia-300x107.png" alt="" width="964" height="344" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/estratti-del-volume-Disegnando-il-futuro-il-linguaggio-dellilustrazione-per-raccontare-il-domani-dellenergia-300x107.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/estratti-del-volume-Disegnando-il-futuro-il-linguaggio-dellilustrazione-per-raccontare-il-domani-dellenergia-1024x367.png 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/estratti-del-volume-Disegnando-il-futuro-il-linguaggio-dellilustrazione-per-raccontare-il-domani-dellenergia-768x275.png 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/estratti-del-volume-Disegnando-il-futuro-il-linguaggio-dellilustrazione-per-raccontare-il-domani-dellenergia-1536x550.png 1536w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2025/02/estratti-del-volume-Disegnando-il-futuro-il-linguaggio-dellilustrazione-per-raccontare-il-domani-dellenergia.png 2000w" sizes="auto, (max-width: 964px) 100vw, 964px" /></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 3 – Estratti del volume Disegnando il futuro: il linguaggio dell’illustrazione per raccontare il domani dell’energia</em></p>
<p>A cura di <strong>Nicolas Ballario</strong>, <strong>giornalista e conduttore radio e tv</strong>, e con l’introduzione di <strong>Ferruccio de Bortoli</strong>, <strong>ex direttore del Corriere della Sera e Sole 24 Ore</strong>, il volume non solo approfondisce il racconto del contest “Disegnando il futuro” e le sue opere, ma <strong>ripercorre anche la storia di alcune delle immagini e della collaborazioni più iconiche</strong>, che hanno contribuito a definire l’identità di Snam nei suoi oltre 80 anni di storia, a partire dalla celebre e duratura collaborazione con <strong>Jean-Michael Folon</strong>, artista di fama internazionale, che ha descritto la collaborazione con l’azienda come <strong>una serie di “immagini del silenzio a colori”</strong>. Tuttavia, la pubblicazione non è solo un omaggio al passato ma celebra soprattutto il presente e delinea una visione del futuro, in cui Snam si propone come attore chiave nella transizione energetica verso un futuro a basse emissioni.</p>
<p>Come illustrato nel primo <strong>Transition Plan</strong> dell’azienda <strong>(2023-2027)</strong>, che esprime pienamente il loro purpose <strong>“Energia per ispirare il mondo”</strong>, Snam vuole continuare a garantire la sicurezza energetica del Paese, adattandosi alle nuove necessità con soluzioni che includono gas decarbonizzati come il biometano e l’idrogeno, che guideranno la transizione energetica. In questo modo, il gas naturale, che è stato una preziosa fonte strategica per lo sviluppo industriale del Paese, lascia gradualmente spazio a queste molecole verdi. Inoltre, l’azienda punta a raggiungere la <strong>carbon neutrality entro il 2040</strong>.</p>
<p>All’interno della pubblicazione è presente anche un contributo del <strong>CEO Stefano Venier</strong>, il quale evidenzia come Snam, fin dai suoi primi decenni, abbia garantito l’approvvigionamento energetico in un Paese povero di risorse naturali, continuando a farlo anche oggi, nel contesto denso di conflitti e sfide globali come il cambiamento climatico<strong>. Ferruccio de Bortoli</strong>, nella prefazione, ribadisce l’importanza di ricordare il contributo di Snam allo sviluppo del Paese e celebra il suo ruolo futuro come pilastro strategico, capace di attrarre e formare giovani talenti indirizzati verso il futuro.</p>
<p>Con iniziative artistiche come il contest e il progetto <strong><em>decARTbonization</em></strong><em>, </em>a cui ha preso parte l’artista Tvboy che ha realizzato un’opera di street art capace di catturare C02, Snam prosegue il suo legame con l’arte per raccontare il suo percorso verso la transizione energetica. La multinazionale continua così a intrecciare la sensibilità artistica e le infrastrutture, entrambe capaci di innovarsi/evolversi/migliorarsi/progredire e di guardare al domani con occhi creativi e visionari.</p>
<p>Snam è da sempre un esempio nell’utilizzo dell’arte all’interno della comunicazione aziendale, che con il suo linguaggio universale e immediato riesce a semplificare concetti complessi e renderli accessibili a tutti.</p>
<p><span style="color: #000099;">&#8212;</span></p>
<p><span style="color: #000099;">Questo paper è stato realizzato grazie alla collaborazione di <strong>Sara Quaranta</strong>, studentessa della <strong>Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere</strong> dell&#8217;<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore</strong> di Milano.</span></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Obiettivo alla seconda: un progetto per dar voce ai giovani talenti del mondo della moda</title>
		<link>https://www.brandforum.it/paper/obiettivo-alla-seconda-un-progetto-per-dar-voce-ai-giovani-talenti-del-mondo-della-moda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 15:41:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brand in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.brandforum.it/paper//</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'8 marzo 2024 è stato presentato "Obiettivo alla seconda", un progetto di Momo By Savigel che coinvolge 12 giovani talenti per la creazione di cover digitali per le nuove maglie del brand, con il supporto di Federmoda Milano e del Comune di Milano.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il racconto di una nostra giovane inviata alla presentazione milanese di questo innovativo progetto che offre a ragazzi giovani e neofiti del mondo del lavoro l’opportunità di esprimere e mettere in pratica le proprie abilità e visioni artistiche.</p>
<p>Venerdì 8 Marzo 2024, nell’affascinante cornice di <strong>Palazzo Castiglioni</strong>, sede di Unione Confcommercio Milano-Lodi-Monza e Brianza, ho partecipato come inviata di Brandforum alla presentazione di lancio di <strong>“Obiettivo alla seconda”</strong>, un progetto di <a href="https://momobysavigel.savigel.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Momo By Savigel</strong></a>, brand di abbigliamento, fondato nel 2020 dal giovane imprenditore <strong>Simone Frulio</strong>.</p>
<h3><strong><span style="color: #000099;">Che cos’è “Obiettivo alla seconda”?</span></strong></h3>
<p>&nbsp;<br />
Questo progetto vede al centro <strong>12 giovani talenti emergenti</strong>, tra fotografi e stylist, che con la loro visione creativa hanno realizzato delle <strong>cover digitali</strong> per comunicare visivamente il lancio delle <strong>6 nuove maglie</strong> di Momo. Ogni copertina digitale, che anticipa l’uscita di una delle 6 maglie, uscirà settimanalmente (ogni mercoledì) sui profili social di Momo <strong>dal 9 Marzo al 13 Aprile 2024</strong>.</p>
<p>Il progetto, che coinvolge giovani talenti desiderosi di accumulare esperienza e farsi notare nel settore della moda, è stato supportato da <strong>Federmoda Milano</strong> e, grazie al sostegno di <strong>Alessia Cappello</strong>, Assessore allo Sviluppo Economico e alle politiche del Lavoro, dal <strong>Comune di Milano</strong>.</p>
<p><strong>Simone Frulio, Founder &amp; Creative Director di Momo</strong>, intervistato da <strong>Andrea Colzani</strong>, <strong>Presidente di Federmoda Milano</strong> e Past President di Confcommercio Giovani Imprenditori, ha spiegato nel dettaglio com’è nata l’idea del progetto, come è avvenuta la ricerca dei talenti ed ha mostrato in anteprima le 6 t-shirt, una completamente diversa dall’altra, nonché le cover digitali realizzate per raccontarle.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000099;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10226" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/wertyuiop-300x150.png" alt="" width="696" height="348" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/wertyuiop-300x150.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/wertyuiop.png 643w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></span></p>
<h3><strong><span style="color: #000099;">Come nasce il progetto “Obiettivo alla seconda”?</span></strong></h3>
<p>&nbsp;<br />
Come ci ha spiegato Simone, questo progetto nasce dall’ide di una “<strong>collezione</strong>&#8211;<strong>non-collezione”</strong>: durante la creazione delle t-shirt, il team di Momo ha avvertito l’esigenza di non voler avere, per una volta, dei pezzi della collezione che si richiamassero l’uno con l’altro. Lo scopo era quello di creare <strong>6 t-shirt primavera/estate</strong> che appartenessero esteticamente a degli ideali stilistici completamente differenti tra loro, quindi non un unico shooting con un unico fotografo, un’unica stylist e un&#8217;unica location.</p>
<p>Da qui, l’idea di riprendere in mano l’obiettivo per cui Momo è nato: dare spazio a giovani emergenti per poter esprimersi e far conoscere il proprio talento e la propria arte a tutti.</p>
<p>Dopo aver selezionato i <strong>6 fotografi</strong> <strong>e</strong> i <strong>6 stylist</strong>, sono state formate le coppie e ad ognuna di queste è stata assegnata una delle 6 maglie. Il risultato? Sono usciti 6 mood completamente diversi di shooting, di fotografia, di styling e di location.</p>
<h3><strong><span style="color: #000099;">La call to action sui social media per il recruiting dei talenti</span></strong></h3>
<p>&nbsp;<br />
Per cercare i 6 fotografi e i 6 stylist emergenti, Momo ha realizzato una <strong>call to action</strong> su Instagram con il suo profilo, prima con i fotografi e successivamente con gli stylist. Nel corso dell’intervista, Simone ci ha tenuto a fare un prezioso ringraziamento ad <strong>Elisa Militano di Fashion Career Club</strong> (che fornisce consulenze e percorsi personalizzati ai giovani talenti che vogliono entrare nel mondo della moda), che ha dato un forte supporto per la ricerca degli stylist, che poi sono stati selezionati.</p>
<p>Nel raccontare la ricerca dei 12 talenti emergenti che hanno poi preso parte al progetto, Simone si è soffermato sul vedere fin dove arriva la creatività di questi talenti: molti dei portfolio che ha visionato sono frutto di lavori ideati dai talenti stessi; essendo giovani molti di loro non hanno mai avuto modo di prendere parte a dei progetti professionali.</p>
<p>Nel giro di una settimana sono stati selezionati i talenti, che si sono messi subito all’opera.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000099;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10227" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/fghjkl-300x150.png" alt="" width="722" height="361" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/fghjkl-300x150.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/fghjkl.png 643w" sizes="auto, (max-width: 722px) 100vw, 722px" /></span></p>
<h3><strong><span style="color: #000099;">L&#8217;identità del brand e gli sviluppi futuri</span></strong></h3>
<p>&nbsp;<br />
Simone ha deciso di dar vita a questo progetto proprio in questo momento per non perdere l’obiettivo per cui Momo è nato, ovvero creare uno spazio inclusivo che offre a <strong>giovani emergenti</strong> la possibilità di acquisire esperienza per dar vita a un proprio portfolio nel mondo della moda. Da qui il nome “Obiettivo alla seconda”.</p>
<p>Ricordiamo che da Settembre 2023 Momo ha preso parte a progetti molto importanti, tra cui vestire il cast di <strong>Amici di Maria De Filippi</strong>, personaggi noti come <strong>Fiorello</strong> e realizzare alcuni capi per i personaggi di <strong>Mare Fuori</strong>. Di fronte a questi progetti sfidanti, la paura di Simone è quindi quella di non diluire la propria identità distintiva di partenza.</p>
<h3><strong><span style="color: #000099;">Le parole che contraddistinguono un giovane imprenditore al giorno d’oggi</span></strong></h3>
<p>&nbsp;<br />
Simone è anche membro del <strong>Consiglio Direttivo del gruppo Giovani di Confcommercio Milano-Lodi-Monza e Brianza</strong> ed è anche il più giovane. Secondo lui le 3 parole che qualificano oggi un giovane imprenditore sono:</p>
<ul>
<li><strong>Idea</strong>: dietro la creazione e lo sviluppo di un brand, deve esserci un’idea seria e concreta, un qualcuno che vuole comunicare qualcosa.</li>
<li><strong>Condivisione</strong>: Simone incoraggia i giovani di oggi a non avere mai paura di proporre ad alta voce un’idea, che può sembrare un po’ folle, perché da quella piccola scintilla, come dice lui, può nascere un’idea vincente.</li>
<li><strong>Sete di conoscenza</strong>: Momo è una sperimentazione continua, lo stesso progetto “Obiettivo alla seconda” è stato un esperimento. Per Simone, la continua voglia di rinnovarsi, di fare ricerca rappresenta il valore aggiunto che contraddistingue l’imprenditore di oggi.</li>
</ul>
<p>Nello scenario lavorativo attuale, ai giovani vengono sempre chieste delle esperienze professionali. Con “Obiettivo alla seconda”, Momo continua a sostenere i giovani talenti, offrendo loro l’opportunità di esprimersi e avere spazio nel mondo professionale per imparare e sperimentare.</p>
<p><span style="color: #000099;">&#8212;</span></p>
<p><span style="color: #000099;">Si ringrazia <a href="https://www.linkedin.com/in/sara-quaranta-351460271/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sara Quaranta</strong></a> per aver collaborato alla stesura e alla realizzazione di questo paper.</span></p>
<p>The post <a href="https://www.brandforum.it/paper/obiettivo-alla-seconda-un-progetto-per-dar-voce-ai-giovani-talenti-del-mondo-della-moda/">Obiettivo alla seconda: un progetto per dar voce ai giovani talenti del mondo della moda</a> appeared first on <a href="https://www.brandforum.it">Brandforum.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Imparare l’arte divertendosi: il progetto Artonauti</title>
		<link>https://www.brandforum.it/paper/imparare-l-arte-divertendosi-il-progetto-artonauti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 09:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brand in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.brandforum.it/paper//</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal progetto Artonauti, ecco il nuovo album di figurine sull’arte: un’unione di divertimento ed esperienza didattico-pedagogica.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Artonauti, progetto editoriale di stampo pedagogico-didattico nato diversi anni fa con l&#8217;obiettivo di far avvicinare i bambini al mondo dell’arte, ha pubblicato un ulteriore nuovo album di figurine che racchiude la riproduzione di cento opere d’arte e architetture, di varie epoche e realizzate con tecniche diverse (come ad esempio mosaici, dipinti e sculture), completabili inserendo all&#8217;incirca 280 figurine (Fonte: <a href="https://www.artribune.com/arti-visive/2024/02/edicola-album-figurine-arte/" target="_blank" rel="noopener">link</a>).</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Il progetto Artonauti: imparare l’arte divertendosi</strong></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10167" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/1-6-300x151.jpg" alt="" width="711" height="358" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/1-6-300x151.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/1-6.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 711px) 100vw, 711px" /></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 1 – Logo del progetto Artonauti </em>(Fonte: <a href="https://www.artonauti.it/" target="_blank" rel="noopener">link</a>).</p>
<p>Artonauti è stato fondato da Daniela Re, insegnante di lingua inglese, e Marco Tarantella, direttore di una casa editrice milanese specializzata in libri d’arte e periodici musicali (Fonte: <a href="https://www.artonauti.it/chi-siamo/" target="_blank" rel="noopener">link</a>).</p>
<p>Il progetto si basa sulle teorie sviluppate da alcuni studi che dimostrano “che l’arte contribuisce a sviluppare le capacità espressive, il ragionamento logico, matematico e linguistico” (Fonte: <a href="https://www.artonauti.it/il-progetto-educare-allarte-e-alla-bellezza/" target="_blank" rel="noopener">link</a>) e per questa motivazione dovrebbe essere insegnata sin da bambini, rendendo inoltre le opere d’arte più accessibili e conosciute. Come si racconta nella presentazione del progetto &#8220;scambiandosi le figurine i bambini memorizzano e riconoscono le opere e gli artisti che le hanno prodotte a partire dai particolari raffigurati&#8221;</p>
<p>Al fine di applicare questa teoria al progetto, gli ideatori di Artonauti hanno realizzato una serie di album di figurine che illustrano opere d’arte e architetture, permettendo ai fruitori di imparare aneddoti e curiosità sugli artisti che le hanno realizzate.</p>
<p>Collezionando e scambiandosi le figurine, i bambini possono quindi riconoscere e memorizzare le opere e i maestri che le hanno realizzate: Artonauti diventa quindi “un gioco sociale, educativo e accessibile a tutti” (Fonte: <a href="https://www.artonauti.it/il-progetto-educare-allarte-e-alla-bellezza/" target="_blank" rel="noopener">link</a>).</p>
<p>La finalità del progetto è quindi divulgare l’arte in modo tale che sia alla portata di tutti, in quanto anche i più giovani sono stimolati tramite contenuti pensati e adattati per loro. Inoltre, spiegando questa materia ai bambini ricorrendo a un gioco, essa si anima di contenuti originali ed educativi.</p>
<p>Per queste motivazioni Artonauti ha vinto la quarta edizione del bando <a href="https://www.artonauti.it/innovazione-culturale-fondazione-cariplo/" target="_blank" rel="noopener">Innovazione Culturale della Fondazione Cariplo</a> e il premio Piccolo Plauto 2022, promosso dalla rivista “Infanzia”, con il Patrocinio scientifico del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, essendo un <a href="https://www.artonauti.it/il-progetto-educare-allarte-e-alla-bellezza/" target="_blank" rel="noopener">progetto di elevata qualità pedagogico-didattica</a>.</p>
<p>Artonauti, oltre agli album di figurine, ha realizzato per i ragazzi anche guide didattiche e quaderni operativi, oltre a un gioco da tavolo, borracce, borse di tela, zainetti e tatuaggi artistici.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Il quinto album degli Artonauti: imparare l’arte e la scienza collezionando</strong></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10169" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/2-5-223x300.jpg" alt="" width="356" height="479" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/2-5-223x300.jpg 223w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/2-5-761x1024.jpg 761w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/2-5-768x1034.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/2-5-1141x1536.jpg 1141w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/2-5.jpg 1158w" sizes="auto, (max-width: 356px) 100vw, 356px" /></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 2 – Copertina dell’ultimo album di figurine pubblicato da Artonauti </em>(Fonte: <a href="https://www.artribune.com/arti-visive/2024/02/edicola-album-figurine-arte/" target="_blank" rel="noopener">link</a>).</p>
<p>Il quinto e ultimo album di figurine pubblicato da Artonauti è stato strutturato come un libro: il lettore viene accompagnato nella storia delle opere (e, in questo caso, anche della scienza) dai tre Artonauti Ale, Morgana e il loro cane Argo, i protagonisti di tutti i volumi pubblicati (Fonte: <a href="https://www.artribune.com/arti-visive/2024/02/edicola-album-figurine-arte/" target="_blank" rel="noopener">link</a>).</p>
<p>Il racconto si snoda attraverso epoche diverse: dall’antico Egitto, in cui si incontra l’architetto Imhotep, fino all’antica Grecia, in cui si conosce lo scultore Policleto, ma anche attraverso l’Italia Rinascimentale vista attraverso gli occhi di Leonardo da Vinci e Fibonacci, fino al mondo contemporaneo con Antoni Gaudí.</p>
<p style="text-align: center;"><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10171" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/3-4-1-300x198.jpg" alt="" width="611" height="403" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/3-4-1-300x198.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/3-4-1-1024x675.jpg 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/3-4-1-768x506.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/3-4-1-1536x1013.jpg 1536w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/3-4-1-2048x1350.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 611px) 100vw, 611px" /></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 3 – Pagine dell’album Arte &amp; Scienza Le invenzioni che hanno cambiato il mondo, rappresentata la Sainte-Chapelle di Parigi</em> (Fonte: <a href="https://www.artribune.com/arti-visive/2024/02/edicola-album-figurine-arte/" target="_blank" rel="noopener">link</a>).</p>
<p>Questi e gli altri personaggi storici presenti nell’album ricordano ai ragazzi che sia l’arte, sia la scienza stanno alla base dei grandi capolavori del passato, come per esempio le ziggurat della Mesopotamia, le pergamene egizie, ma anche la e la cupola del Brunelleschi a Firenze (Fonte: <a href="https://www.artribune.com/arti-visive/2024/02/edicola-album-figurine-arte/" target="_blank" rel="noopener">link</a>).</p>
<p style="text-align: center;"><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10173" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/4-5-1-300x201.jpg" alt="" width="606" height="406" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/4-5-1-300x201.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/4-5-1-1024x686.jpg 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/4-5-1-768x515.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/4-5-1-1536x1029.jpg 1536w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2024/03/4-5-1-2048x1372.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 606px) 100vw, 606px" /></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 4 – Pagine dell’album Arte &amp; Scienza Le invenzioni che hanno cambiato il mondo, in cui oltre alle figurine vi sono alcune informazioni sulle vetrate medievali </em>(Fonte: <a href="https://www.artribune.com/arti-visive/2024/02/edicola-album-figurine-arte/" target="_blank" rel="noopener">link</a>).</p>
<p>Ogni opera d’arte, riprodotta con un’illustrazione in grande formato, è stata stampata su una o più pagine dell’album, e deve essere completata applicando le figurine. Nelle pagine vi sono anche alcuni contenuti speciali e QR code, che rimandano ad approfondimenti, giochi, indovinelli e quiz che arricchiscono di informazioni l’album e invitano l’utente a espandere la propria conoscenza sull’argomento.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><span style="color: #000099;">Per vedere altri paper a tema artistico, date un’occhiata alla nostra sezione <span style="color: #ffcc00;"><a style="color: #ffcc00;" href="https://www.brandforum.it/tag/arte/" target="_blank" rel="noopener"><strong><span style="color: #ff9900;">ARTE</span></strong></a></span>.</span></p>
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		<title>Altro che “bamboccioni”</title>
		<link>https://www.brandforum.it/paper/altro-che-bamboccioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 13:59:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><i>Mario Franzino (Guest di Brandforum), Former Ceo BSH Italia e Consulente manageriale</i>, in questo interessante articolo di Business People propone una riflessione molto attuale sulla figura di Jannik Sinner.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le molte notizie che ci hanno bombardato in questi ultimi tempi, la vittoria di <strong>Jannik Sinner</strong> negli Open di tennis in Australia (e poi a Rotterdam) è stata inequivocabilmente quella sulla quale si è discusso di più. Il giovane tennista altoatesino è sempre più valutato e non esclusivamente per gli indiscutibili meriti sportivi. Leader politici, aziende multinazionali e non fanno a gara per manifestare vicinanza al ragazzo. D’altra parte, si sa che sul carro dei vincenti tutti vogliono salire. Siamo, però, assolutamente certi che lui sia così pronto ed intelligente da capirlo.</p>
<p>I valori esternati da questo appassionato e determinato atleta fanno intendere come si possano <strong>raggiungere risultati eccellenti attraverso dedizione e rinunce</strong>, ma che la “fatica” è nulla rispetto a quanto si può a posteriori godere in termini di soddisfazione e successi. Un messaggio forte in contesti come quelli odierni. Sinner si esprime in modo semplice ma mai banale, ringrazia sempre chi lo aiuta quotidianamente nella sua professione, rispetta i suoi avversari e ama la sua famiglia. Dà grande valore ai rapporti personali, agli amici. Non è particolarmente devoto ai Social, perché li ritiene superficiali e non totalmente trasparenti. Rammenta in ogni intervista che è inutile proporsi sorridenti per pubblicizzare uno stato d’animo sereno quando, al contrario, si sta vivendo un momento differente.</p>
<p><strong>Essere e non apparire…</strong> È un grande esempio per tutti questo ragazzo. Altro che “bamboccioni”! Per ora niente foto patinate utilizzate ad hoc. Ci sono i risultati dalla sua che hanno ben altro peso, e lui lo sa. Sinner ci investe con questa incredibile semplicità e lo fa facendoci percepire quanto sia rilevante la passione per la professione scelta e per le proprie cose. Sarebbe alquanto positivo se molti giovani riflettessero sul suo percorso, perché il più forte, attraverso i continui risultati e l’intelligente dedizione, lascia orme importanti e determina profondi cambiamenti. Il resto poco conta. Si sa che nel percorso la fortuna è componente rilevante, va però totalmente supportata. E poi siamo consapevoli che solo la continuità è garante del vero successo.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Si ringraziano <strong>Mario Franzino</strong> e <strong>Business People</strong> per la gentile concessione alla ricondivisione del pezzo (<a href="https://www.businesspeople.it/le-opinioni/articolando/altro-che-bamboccioni/" target="_blank" rel="noopener">link all’articolo</a>).</p>
<p>Per leggere la puntata precedente &#8220;<strong>Perché ad analizzare il “caso Ferragni” dovrebbero essere le aziende</strong>&#8220;, <a href="https://www.brandforum.it/paper/perche-ad-analizzare-il-caso-ferragni-dovrebbero-essere-le-aziende/" target="_blank" rel="noopener">clicca qui</a>.</p>
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		<title>Gen Z &#038; Employer Branding: come coinvolgere i giovani talenti</title>
		<link>https://www.brandforum.it/paper/gen-z-employer-branding-come-coinvolgere-i-giovani-talenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 09:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internal Branding]]></category>
		<category><![CDATA[BRAND RENAISSANCE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.brandforum.it/paper//</guid>

					<description><![CDATA[<p>Risulta ormai cruciale, per le aziende, essere in grado di attrarre e trattenere i giovani talenti: ecco alcune riflessioni sulle strategie da adottare in ottica di Employer Branding.</p>
<p>The post <a href="https://www.brandforum.it/paper/gen-z-employer-branding-come-coinvolgere-i-giovani-talenti/">Gen Z &#038; Employer Branding: come coinvolgere i giovani talenti</a> appeared first on <a href="https://www.brandforum.it">Brandforum.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel frenetico mercato del lavoro odierno, sempre più mutevole, competitivo e globale, il vero <strong>motore della crescita</strong> per le organizzazioni è rappresentato dal <strong>capitale umano</strong>. Pertanto, diventa cruciale, per le aziende, essere in grado di attrarre e trattenere i <strong>talenti</strong>. È per questa ragione, infatti, che è necessario riflettere sull’importanza dell’<strong>Employer Branding</strong>, una strategia fondamentale per tutte le realtà aziendali interessate a costruire e a mantenere un <strong>vantaggio</strong> <strong>competitivo</strong> sostenibile nel tempo (al proposito, si veda il volume <strong><a href="https://www.brandforum.it/books/brand-renaissance/" target="_blank" rel="noopener">Brand Renaissance</a></strong>, FrancoAngeli, 2020).</p>
<p><em>GenZers</em>, <em>Centennials</em>, <em>Zoomers</em>: queste sono solo alcune delle numerose definizioni utilizzate per definire la <strong>generazione</strong> dei <strong>nati tra il 1995 e il 2010</strong>, la prima che, a cavallo tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo millennio, non ha mai sperimentato un mondo precedente alla nascita e alla diffusione di Internet.</p>
<p>Approfondire la conoscenza di questa generazione, esplorandone i desideri, il modo di pensare, così come quello di relazionarsi con gli altri e con la tecnologia, consente non solo di avere una visione più chiara di quella che sarà l’influenza che i <em>GenZers </em>eserciteranno nei prossimi anni sul mondo del lavoro, ma aiuta anche a identificare <em>pattern </em>e a conoscere le motivazioni che ne guidano le scelte, rendendoli sempre più <strong>protagonisti</strong> e al centro delle strategie aziendali.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>La reputazione come asset strategico</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Charles <strong>Fombrun</strong>, fondatore e presidente del <a href="https://www.reptrak.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Reputation Institute</em></strong></a>, multinazionale specializzata nella misurazione e nella gestione della <em>corporate reputation</em>, la descrive come una <strong>rappresentazione percettiva delle azioni passate e delle prospettive future di un’azienda</strong>, che ne qualificano l’attrattività per gli <em>stakeholders</em> rispetto ad altri concorrenti.<br />
<em>Corporate reputation </em>ed <em>Employer Branding </em>sono però due facce della medesima medaglia: similmente alla prima, infatti, il termine <em>Employer Branding </em>indica l’idea che le persone hanno di un’organizzazione come datore di lavoro valido e attrattivo. La percezione di un’organizzazione di successo, capace di adottare comportamenti positivi indipendentemente dalle logiche di profitto, rappresenterebbe un punto a favore della stessa, influendo positivamente sulla sua attrattività come datore di lavoro.</p>
<p>Esisterebbe, dunque, una connessione tra la reputazione di cui gode l’azienda e l’<em>appeal </em>attrattivo nei confronti dei potenziali dipendenti: riflettendo in ottica <em>resource-based</em>, infatti, la <strong>reputazione</strong> e, di riflesso, il <strong><em>brand</em></strong>, possono essere considerati come una <strong>fonte strategica di differenziazione</strong> per le aziende. Un’azienda desiderosa di posizionarsi in maniera distintiva nella mente dei possibili candidati o dei propri dipendenti dovrebbe allora concentrare le proprie risorse e la propria attenzione sugli aspetti che la contraddistinguono e la differenziano rispetto ai concorrenti, mettendo così in risalto i <strong>valori</strong> di cui si fa portavoce. Per questo motivo, negli ultimi anni le principali <strong>leve</strong> sulle quali le aziende stanno concentrando le proprie energie riguardano soprattutto i <strong>fattori</strong> <strong>intangibili</strong> che, a differenza di quelli tangibili, sono difficilmente imitabili e acquisibili.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>L’Employer Branding nell’era digitale</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Preso atto dei <strong>cambiamenti</strong> sempre più incalzanti dettati dalla <strong>digitalizzazione</strong>, certamente velocizzati dalla <strong>pandemia</strong> e da ciò che essa ha comportato per il mondo del lavoro, nonché dalle aspettative e dalle esigenze della Generazione Z, l’interrogativo che sorge è il seguente: in che modo le aziende possono adottare delle strategie di <em>Employer Branding </em>che, sfruttando le tecnologie digitali, possano rispondere alle caratteristiche degli <em>Zoomers </em>in maniera efficace? È possibile, inoltre, gestire l’<em>Employer Value Proposition </em>delle aziende per catturare l’attenzione delle nuove generazioni, senza però compromettere la trasparenza delle organizzazioni?</p>
<p>Se è pur vero che le aziende oggi devono essere in grado di “vendersi” in un modo accattivante e interessante, la <strong>fedeltà</strong> ai <strong>valori</strong> e alla <strong>cultura</strong> restano elementi imprescindibili senza il quale nessuna strategia di <em>Employer Branding </em>potrebbe mai avere successo in una prospettiva di medio-lungo periodo.</p>
<p>Per essere implementata, infatti, essa richiede un <strong>ripensamento dell’organizzazione</strong> nella sua interezza, la valorizzazione delle persone che ne fanno parte e la capacità di saperle ingaggiare, trattenere e motivare secondo una logica <em>win-win</em>, che sappia portare beneficio e guardare agli interessi di entrambe le parti coinvolte.</p>
<p>Comprendere quale sia il modo giusto di intercettarle e di comunicare diventa, dunque, il punto chiave attorno al quale costruire la strategia: trattandosi di una <strong>generazione</strong> “<strong><em>always</em></strong><em> <strong>on</strong></em>”, immersa in un circuito informativo incessante che coinvolge ogni aspetto della persona, la <strong>comunicazione</strong> dovrebbe assumere una <strong>forma</strong> prettamente <strong>visiva</strong>, capace di toccare le corde emotive di coloro ai quali è rivolta e stimolandone il riconoscimento.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Social media: una nuova leva per le strategie di Employer Branding </strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Durante lo sviluppo di una strategia di <em>Employer Branding</em>, che ha il compito di comunicare con chiarezza l’identità, gli obiettivi e la <em>mission </em>aziendale, l&#8217;uso dei <strong>social media</strong> è <strong>un’arma a doppio taglio</strong> che può determinare il successo o il fallimento dell’<em>Employer Brand </em>di un&#8217;organizzazione.</p>
<p>Da astratte e irraggiungibili, le organizzazioni si configurano oggi come entità di pari livello rispetto ai collaboratori, motivo cui diventa sempre più importante per le aziende <strong>presidiare le piattaforme in un’ottica relazionale</strong>, abbandonando i freddi toni istituzionali.</p>
<p>Parlando in primis di <em>target </em>interno, l’<strong>opinione</strong> <strong>dei</strong> <strong>dipendenti</strong> è estremamente importante nel momento in cui si sta cercando di gestire la <strong>reputazione</strong> dell’azienda, trattandosi di una <strong>voce</strong> <strong>privilegiata</strong>, capace di condividere con il mondo esterno informazioni preziose per il mercato e, in particolar modo, per i potenziali candidati.</p>
<p>La decisione di esporsi sui <em>social media</em>, dunque, non è facile né esente da rischi: da un lato, infatti, questo consente alle aziende di comunicare con gli <em>stakeholders</em>, mostrando loro come l&#8217;azienda lavori internamente, ma, dall&#8217;altro, lascia le organizzazioni più vulnerabili ed esposte all&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>La presenza di <strong>recensioni</strong> e <strong>commenti</strong> facilmente fruibili da parte di chiunque navighi in rete può essere determinante per l’immagine e la reputazione aziendale, motivo per cui è necessario adottare una strategia tesa a garantire la massima <strong>coerenza</strong> tra quanto comunicato e quanto, invece, accade quotidianamente tra le mura aziendali.</p>
<p>Per far fronte a questa sfida, le aziende non possono più limitarsi a portare avanti iniziative di <em>Employer Branding </em>sui canali tradizionali, ma sempre più stanno considerevolmente affidandosi anche ai social media, combinandoli ai sistemi di recensione da parte dei propri dipendenti, ritenuti più efficaci e concreti dei <em>job board</em>, portali dedicati all’inserimento di annunci di lavoro.</p>
<p style="text-align: center;"><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-9960" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/12/Grafico-2-300x174.jpg" alt="" width="681" height="395" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/12/Grafico-2-300x174.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/12/Grafico-2.jpg 692w" sizes="auto, (max-width: 681px) 100vw, 681px" /></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 1 &#8211; I canali d&#8217;informazione sulle aziende (</em><em>Fonte: nostra elaborazione)</em></p>
<p><strong>LinkedIn</strong>, in particolar modo, può essere utilizzato per promuoverne l’immagine sul mercato: pubblicare un’inserzione di lavoro sul proprio profilo aziendale, ad esempio, offre l’opportunità al candidato non solo di consultare l’offerta e di raccogliere informazioni sull’organizzazione, ma anche di trovare persone, all’interno dei propri collegamenti (ma non necessariamente), che lavorano al suo interno. Così facendo, i <strong>lavoratori</strong> stessi si propongono come <strong><em>Brand</em></strong><em> <strong>Ambassador</strong></em>, raccontando il proprio vissuto, l’ambiente di lavoro e, ultima ma non per importanza, l’<strong><em>Employer</em></strong><em> <strong>Value</strong> <strong>Proposition</strong></em>, ovvero la proposta, comprensiva di vantaggi tangibili e intangibili, che rende unica l’azienda agli occhi dei potenziali <em>employees</em>.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Nuove esperienze, nuove priorità: work-life balance e wellbeing</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Nati e cresciuti nell’era digitale e caratterizzati da una prospettiva sempre più globale e inclusiva, i <em>GenZers </em>stanno ponendo al centro della propria ricerca di realizzazione professionale valori come la <strong>flessibilità</strong>, il <strong>benessere</strong> e l&#8217;<strong>equilibrio </strong>tra vita personale e carriera. Di conseguenza, la retribuzione non è più sufficiente; le aziende devono impegnarsi per instaurare una cultura capace di suscitare l’entusiasmo delle persone verso il proprio lavoro.</p>
<p>Nel corso di un’analisi condotta ad hoc, si è dipinto un quadro ricco di sfumature e dettagli, che aiuta a comprendere meglio gli elementi che stanno ridefinendo in modo sostanziale la natura stessa del lavoro.<br />
L&#8217;individuazione di <strong>nuove modalità di lavoro</strong>, spesso basate su una maggiore <strong>autonomia</strong> e <strong>fiducia</strong> nei confronti dei dipendenti, ha portato alla luce la necessità di abbracciare una <strong>mentalità aperta al cambiamento</strong>: lo scenario dello <strong><em>Smart</em></strong><em> <strong>Working</strong> </em>ha infatti dimostrato non solo la sua efficacia operativa, ma anche la sua capacità di rispondere alle esigenze di una generazione che predilige la possibilità di lavorare in contesti in grado di favorire la creatività e la produttività.</p>
<p>La ricerca del <strong>benessere</strong>, sia fisico che mentale, è emersa come una <strong>priorità</strong> <strong>irrinunciabile</strong> nella progettazione di un ambiente lavorativo sostenibile: i soggetti intervistati hanno enfatizzato la necessità di un&#8217;azienda che si preoccupi del loro stato di salute a 360 gradi, promuovendo iniziative che consentano loro di affrontare le sfide quotidiane con vitalità e rinnovato slancio; questo non solo sottolinea l&#8217;importanza di una <strong>cultura</strong> aziendale incentrata sul <strong><em>wellbeing</em></strong>, ma ribadisce l’esistenza di una profonda trasformazione culturale nella percezione del lavoro, dove il successo non è più misurato solo in termini di risultati, ma anche attraverso il benessere e la felicità.</p>
<p>Le aspettative di <strong>flessibilità</strong> e di <strong>opportunità di crescita professionale</strong> sono ulteriori elementi emersi in fase di ricerca: la Generazione Z è guidata da una visione della carriera che va oltre la tradizionale scalata gerarchica, in favore di percorsi che consentono l&#8217;esplorazione di diverse aree di interesse e una crescita in continua evoluzione.</p>
<p style="text-align: center;"><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-9959" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/12/Grafico-1-300x173.jpg" alt="" width="639" height="369" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/12/Grafico-1-300x173.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/12/Grafico-1.jpg 580w" sizes="auto, (max-width: 639px) 100vw, 639px" /></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 2 &#8211; I fattori di attrattività per la Generazione Z (Fonte: nostra elaborazione).</em></p>
<p>Questa mentalità apre nuove strade per le organizzazioni, spingendole a <strong>riconsiderare i modelli di sviluppo professionale</strong> e a creare opportunità per la <strong>formazione</strong> <strong>continua</strong> e la <strong>trasversalità</strong> <strong>delle</strong> <strong>competenze</strong>.<br />
In sintesi, è possibile affermare che la Generazione Z rappresenti una forza catalizzatrice nel ridefinire le modalità con cui il mondo del lavoro si sviluppa e si adatta alla contemporaneità: la visione audace e orientata al futuro, unita alla sete di innovazione e cambiamento, stanno guidando l&#8217;evoluzione di un ambiente lavorativo sempre più sfaccettato e inclusivo.</p>
<p>Le organizzazioni che riescono a costruire una forte <strong>reputazione</strong> come <strong><em>Best Employer of Choice </em></strong>possono beneficiare di una maggiore attrattività per i giovani talenti, migliorando così la qualità della loro forza lavoro e acquisendo un vantaggio competitivo significativo. Affinché questo accada, è fondamentale che esse siano <strong>autentiche</strong> nei messaggi che trasmettono e che si impegnino a mantenere le promesse fatte, perché solo così facendo potranno instaurare una relazione di <strong>fiducia</strong> con i potenziali dipendenti e con i giovani che desiderano intraprendere una carriera all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Riflessioni conclusive</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
All’interno di questo scenario, l&#8217;<strong><em>Employer</em></strong><em> <strong>Branding</strong> </em>si è rivelato un elemento chiave per l&#8217;attrazione e il mantenimento dei talenti. Tuttavia, l&#8217;aspetto distintivo che può <strong>trasformare un&#8217;azienda in un&#8217;entità umana e autentica</strong>, suscitando interesse all&#8217;esterno, risiede nell&#8217;approccio centrato sulle persone.</p>
<p>Una strategia che pone <strong>al centro le persone</strong> che compongono l&#8217;organizzazione va oltre la semplice immagine superficiale; si tratta, piuttosto, di un <strong>impegno</strong> per <strong>raccontare</strong> <strong>storie</strong> <strong>autentiche</strong>, per svelare i volti di chi lavora dietro le quinte e per far emergere le voci che compongono il coro dell&#8217;azienda: questo non solo <strong>umanizza l&#8217;azienda</strong> agli occhi del pubblico, ma consente di <strong>creare un legame</strong> emotivo capace di andare oltre ai prodotti o ai servizi offerti, attraendo i talenti che condividono i valori e la cultura dell’azienda.</p>
<p>Attraverso queste narrazioni autentiche, è possibile intravedere un&#8217;opportunità straordinaria per le organizzazioni di adattarsi e prosperare in un mondo in costante mutamento, creando una <strong>connessione</strong> significativa con la Generazione Z e costruendo insieme il tessuto del lavoro del domani.</p>
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		<title>Sanremo 2023: meno circo e più Fashion Week. Intervista a Ludovica Montefusco</title>
		<link>https://www.brandforum.it/paper/sanremo-2023-meno-circo-e-piu-fashion-week-intervista-a-ludovica-montefusco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 13:47:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brand in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.brandforum.it/paper//</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sempre più evidente il legame di Sanremo con la moda: per questo motivo abbiamo chiesto un punto di vista critico a Ludovica Montefusco, esperta di moda e appassionata del Festival.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Festival di Sanremo 2023 (di cui abbiamo parlato all&#8217;interno di un nostro <a href="https://www.brandforum.it/paper/e-se-il-festival-di-sanremo-fosse-il-nuovo-super-bowl-italiano/" target="_blank" rel="noopener">recente paper</a>, dove lo abbiamo comparato al Super Bowl) è finito qualche settimana fa. Anche quest’anno è stato sempre più evidente il forte legame che la musica ha con la moda. Un legame viscerale, a volte in contrasto e altre in grado di creare un matrimonio di valori e visioni.</p>
<p>Per l’occasione, noi di Brandforum abbiamo incontrato <strong>Ludovica Montefusco</strong>, per anni Direttrice Divisione Accessori da <em>Marni</em> e, a seguire, Responsabile del Coordinamento Collezione Pelleteria da <em>Prada</em>. Oggi si occupa di progetti di formazione e di consulenze per start up ed è Docente presso il corso Design della Moda al Politecnico di Milano.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9319" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/02/luisa-ranieri-and-amadeus-attend-the-73rd-sanremo-music-news-photo-1676160126-200x300.jpg" alt="" width="348" height="522" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/02/luisa-ranieri-and-amadeus-attend-the-73rd-sanremo-music-news-photo-1676160126-200x300.jpg 200w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/02/luisa-ranieri-and-amadeus-attend-the-73rd-sanremo-music-news-photo-1676160126.jpg 683w" sizes="auto, (max-width: 348px) 100vw, 348px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 1 &#8211; Luisa Ranieri in Versace durante l&#8217;ultima serata di Sanremo 2023, fonte <a href="https://www.elle.com/it/moda/street-style/a42835678/luisa-ranieri-vestito-versace-sanremo-2023/" target="_blank" rel="noopener">ELLE</a>.</em></p>
<p>È proprio a lei che abbiamo chiesto un punto di vista critico da esperta di moda e di appassionata del Festival di Sanremo.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Ludovica, ciao. Parto con una domanda secca: cos’è per te il Festival di Sanremo?</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Il Festival per me è un evento che fotografa il nostro Paese. Non è più un mero show canoro ma qualcosa che coinvolge tutto e tutti al pari di una finale dei Mondiali di calcio (se gioca l’Italia). Crea attesa, aspettative, polemiche, interesse generale. Ne parlano personaggi di ogni estrazione, soprattutto coloro che non provengono dal contesto musicale. L’importante è sfruttare l’attenzione mediatica che l’evento crea, spesso purtroppo anche a vantaggio dei propri interessi.</p>
<p>Se poi torno indietro nel tempo, Sanremo è un appuntamento fisso per me fin da quando ero bambina. In quel caso non c’era molta scelta se non due reti Rai in bianco e nero e tutti in famiglia lo aspettavano con grande curiosità perché era davvero l’unica occasione per assistere a un grande spettacolo. Era tutto focalizzato sulla musica e sulla gara, le canzoni erano le vere protagoniste dell’evento. La componente moda si limitava a una sfilata di vestiti da sera e poco altro.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Visto che hai citato “la moda”, è incredibile come i look dei cantanti siano sempre il fattore più commentato, a volte anche più della canzone stessa. Come mai secondo te è così rilevante all’interno di questo show più che di altri?</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Proprio perché non è più solo una semplice manifestazione canora. Risalta il personaggio, il suo vissuto e cosa rappresenta. Oggi più di allora è fondamentale che l’immagine dell&#8217;artista arrivi insieme alla canzone. Per questo è così importante il look. Se la canzone in gara è debole ma il look è forte, l’impatto mediatico comunque c’è.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Sei d’accordo quindi nel dire che ormai l’immagine dell’artista arrivi prima della sua stessa musica? </strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Credo vadano in parallelo ma un look forte con una canzone poco interessante può avere riscontro di pubblico, il contrario può risultare più difficile. Se pensiamo ad Elodie, ad esempio, ha dei bei motivi, orecchiabili, ma quello che “ti arriva” subito è il suo personaggio e come si presenta al pubblico. Grande lavoro di stylist…</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Pensi che la musica possa essere un traino per la moda o viceversa?</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
A mio avviso è un meccanismo reciproco ma che spesso va a vantaggio della musica. La moda può rappresentare uno spunto per il cantante che viene identificato e apprezzato anche per il suo look. Ma la musica traina montagne, non solo la moda.</p>
<p>Decisioni recenti hanno visto brand del lusso affidare la propria direzione creativa ad artisti che provengono dal mondo della musica. Credo che chi arrivi dal mondo dell’arte in generale tragga spunti da un universo più ampio e articolato, certamente diverso, rispetto a chi è cresciuto in atelier (senza nulla togliere ai grandi designer). Pensiamo a Virgil Abloh o Pharrell Williams che è stato appena nominato Direttore Creativo della linea uomo di <a href="https://www.linkedin.com/news/story/louis-vuitton-punta-sulle-soft-skill-6166810" target="_blank" rel="noopener">Louis Vuitton</a>. Danno input e idee di grande valore contemporaneo e innovativo, spesso riuscendo a centrare il gradimento di fasce di mercato in rapidissima evoluzione, come quella dei giovani che in molti Paesi hanno un potere economico importante.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Negli anni al Festival di Sanremo abbiamo assistito a performance con look esagerati, a volte trasgressivi. Quest’anno su molti artisti in gara sembra essere tornato uno stile più classico ed “elegantone” come una volta…</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Ho notato meno clamore nei look. La seduzione è stata protagonista, ma non sempre in maniera urlata e mai volgare. In diversi casi non scontata, lasciata intendere più che esibita. Io direi meno circo e più Fashion Week. Look più sfacciatamente seduttivi come quello di Elodie o Luisa Ranieri contrapposti ad altri più tradizionalmente eleganti.</p>
<p>Mi ha colpito  gIANMARIA, giovane cantante che ha scelto di vestire MSGM. La sua camicia bianca, semplice ma non scontata nelle linee e nella modalità di indossarla, ha enfatizzato molto il suo personaggio. Lui proviene da X Factor ed è quindi noto a un pubblico più giovane, ma trovo abbia fatto una scelta col suo stylist molto giusta per presentarsi a una platea così ampia e diversa come quella di Sanremo.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Quanto è diventato fondamentale, per eventi come questi, la figura del celebrity stylist?</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Lo stylist è assolutamente strategico. È il regista. Ha il compito di riuscire a comunicare l’universo del personaggio che veste. Deve far sì che se ne parli, che esca dal coro, ma senza snaturarne l’essenza. Nel rispetto del win-win, la scelta deve risultare corretta e vincente per l’artista (e il proprio stylist) tanto quanto per il brand.</p>
<p>Mahmood lo scorso anno ha spesso vestito Prada. Una scelta forte che ha dato ad entrambi un riscontro d’immagine straordinario. Un assist strategicamente perfetto della stylist Susanna Ausoni che ha centrato l’obiettivo accostando ciò che Mahmood rappresenta per l’immaginario collettivo delle  giovani generazioni – soprattutto da chi ha radici nelle periferie – a un brand che rappresenta tradizione, lusso, ma anche una classe sociale ben distante da quella di provenienza dell’artista.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Facendo un attimo una carrellata storica… Chi è stato, a tuo avviso, a portare veramente la svolta sul palco di Sanremo a livello di look?</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Parlando del passato penso ad Anna Oxa. È stata la prima a creare attesa e clamore; sua la costante ricerca di un’originalità fuori dagli schemi ma pur sempre elegante che l’ha resa un personaggio unico, oltre che eccezionale performer. Loredana Bertè, ribelle, anticonformista, donna e artista provocatoria e irriverente. Anna Oxa eterea e inarrivabile, Loredana Bertè più grintosa e paladina dei diritti al femminile.</p>
<p>Arrivando ai giorni nostri, credo che una svolta ci sia stata nel secondo decennio degli anni 2000 quando Sanremo ha iniziato ad aprire le porte ai protagonisti dei talent show, esponenti di nuovi generi musicali e propulsori di nuovi trend stilistici.</p>
<p>Ciò ha determinato uno stravolgimento delle fasce di ascolto, con un pubblico molto più ampio e giovane e con un conseguente maggior coinvolgimento del mondo della moda.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Quest’anno quali look hanno funzionato di più secondo te?</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Farei distinzione tra chi ha creato maggior clamore e chi, a mio avviso, ha scelto di “indossare” il proprio personaggio e il contenuto del proprio brano in gara. Tra i primi Elodie su tutti e, nella seconda categoria direi, oltre a gIANMARIA ,Tananai, Ariete e Giorgia.</p>
<p>Tananai ha optato per una sobria eleganza perfettamente in linea con il cambiamento sostanziale della propria proposta, un brano radicalmente diverso nelle sonorità e nei contenuti rispetto allo scorso anno. Un messaggio di crescita artistica che il pubblico ha colto e premiato. Mi è piaciuta Ariete che ha indossato coerentemente Marni tutte le sere e che lei sostiene la rappresenti a pieno.</p>
<p>Giorgia, seppur a volte criticata per i suoi look giudicati banali e sottotono, ritengo sia stata fedele al suo personaggio &#8211; anche questa volta in Dior &#8211; rifiutando una diversa forma di eleganza che semplicemente non le appartiene. Anche in questo caso grande gioco di squadra con la sua stylist, Valentina Davoli.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Ci sono stati poi dei tentativi di “reloading” di alcuni personaggi che sono tornati in scena dopo molti anni di assenza&#8230;</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Credo che un cantante nella propria carriera attraversi fasi diverse che rappresentano vicende proprie di vita, scelte professionali giuste o sbagliate, momenti di grande successo e altrettanti di buio per chi non riesce a restare sempre sulla cresta dell’onda.</p>
<p>I Cugini di Campagna, di fatto poco presenti sulla scena dall’epoca di “Anima mia”, hanno riproposto qualcosa di molto simile a ciò che hanno rappresentato con successo negli Anni &#8217;70 e che è rimasto nell’immaginario del pubblico. Un’operazione che ha fatto leva su ciò che erano, le loro sonorità e il look di conseguenza; zatteroni e lustrini, tutine aderenti e capigliature voluminose ci hanno riportato indietro di 50 anni. Un impatto quasi grottesco &#8211; soprattutto per i giovani che non li hanno vissuti all’apice della loro carriere &#8211; ma che in me ha suscitato simpatia.</p>
<p>Qualcosa di simile per Paola e Chiara tornate dopo 30 anni a richiamare il “personaggio” che ha fatto di loro le “pop star” degli Anni &#8217;90. Non un&#8217;evoluzione propriamente intera, quindi, ma una riproposta quasi nostalgica dei personaggi che sono stati (<em>ndr</em> Marketing della Nostalgia).</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Parlando di vera evoluzione… Forse potremmo fare riferimento a Marco Mengoni? </strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Mengoni mi è sempre piaciuto a livello musicale ma non sono mai stata incuriosita dal personaggio. Quest’anno ho letto nel suo brano una maturità artistica che mi ha indotto a leggere qualcosa di più sulla sua storia e la sua personalità. Ho scoperto un artista dall’universo personale complesso e dal conseguente percorso artistico non scontato.</p>
<p>Da qui il tentativo di decodificare le scelte dei look presentati nelle diverse serate. Compito arduo di cui ho un’opinione che potrebbe o no corrispondere al vero.</p>
<p>Ho interpretato la decisione condivisa col suo stylist, Lorenzo Posocco (stylist anche di Elodie ed Ariete, <em>ndr</em>), di vestire capi ispirati alle collezioni di Gianni Versace dei primi Anni &#8217;90 come una scelta coraggiosa così come lo era il messaggio che lo stilista trasmetteva all’epoca.</p>
<p>Look che hanno un significato profondo di rottura con schemi sociali e convenzioni, un urlo liberatorio a difesa della propria natura contro una società benpensante che condannava all’epoca più di oggi l’omosessualità.</p>
<p>Ho trovato il tutto coerente e di forte impatto, quasi a sottolineare una nuova consapevolezza. Un giro di boa che a 10 anni dalla vittoria del 2013 lo rende un personaggio ancora più interessante.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Per un brand di lusso, perché è importante essere presenti in una manifestazione come Sanremo? Perché bisogna “esserci”?</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Esserci o non esserci è una scelta che risponde alla precisa volontà di un brand di identificarsi o meno con una certa manifestazione e il pubblico che la segue.</p>
<p>Non si tratta di un discorso puramente legato ad interessi economici. Sanremo non impone la presenza di un marchio così come accade per eventi di risonanza mondiale come il Met Gala, la cerimonia degli Oscar o il Festival di Cannes o Venezia. Chi non si identifica a pieno con ciò che rappresenta sceglie di non apparire e sono molti i brand del lusso che rinunciano consapevolmente.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Può Sanremo stesso dettare nuove leggi della moda?</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Non credo. Sanremo è una passerella, una Fashion Week aperta non solo agli addetti ai lavori ma a tutti coloro che lo seguono. È un’occasione per alimentare i social di post di ogni genere, in cui chiunque parla liberamente di moda in modo interessante e costruttivo, ma anche denigratorio e polemico. Anche chi non ne ha le competenze. Possiamo considerare il Festival come una vetrina che può influenzare sicuramente le preferenze d’acquisto, ma non determinarne nuovi trend.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Ludovica, io vorrei salutarti e chiudere qui l’intervista ma… Non abbiamo detto nulla su Chiara Ferragni!</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Chiara Ferragni si è presentata per la prima volta a un pubblico televisivo che va al di là di quello dei suoi follower sui Social. In tanti la seguono online o quanto meno ne hanno sentito parlare, ma apparire su quel palco è stata una sfida che ha accettato assumendone anche il rischio.</p>
<p>Commenterei solo l’aspetto relativo ai suoi abiti. Ha scelto di indossare due marchi francesi e io, un po’ all’antica e campanilista, avrei preferito vederla paladina di un designer italiano in almeno una delle due serata in cui ha presenziato. Sappiamo quanto Dior sia presente nella vita dell’influencer sicuramente per preferenze personali, logiche commerciali e contrattuali e certamente anche per l’amicizia che la lega a Maria Grazia Chiuri, Direttrice Creativa della Maison.</p>
<p>Nella scelta per la serata finale di Schiaparelli stento ad afferrarne la motivazione. Si è persa un’occasione di parlare all’Italia di quanto siamo incredibilmente bravi a realizzare capi straordinari. Certamente avrebbero fatto a gara per vestirla e, forse, ne avrebbe tratto lei stessa un ritorno mediatico ancora più rilevante.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Grazie Ludovica, un vero piacere ascoltare il tuo punto di vista.</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Grazie a te Simone e un saluto a tutte le lettrici e i lettori di Brandforum!</p>
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		<title>Giovani e dispositivi mobili: i nuovi trend di Opinion Leader 4 Future</title>
		<link>https://www.brandforum.it/paper/giovani-e-dispositivi-mobili-i-nuovi-trend-di-opinion-leader-4-future/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 10:13:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITAL]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.brandforum.it/paper//</guid>

					<description><![CDATA[<p>Proseguono le ricerche del progetto Opinion Leader 4 Future, nato tre anni fa dalla collaborazione tra ALMED - Università Cattolica e Gruppo Credem, per indagare il rapporto dei giovani con i dispositivi mobili.</p>
<p>The post <a href="https://www.brandforum.it/paper/giovani-e-dispositivi-mobili-i-nuovi-trend-di-opinion-leader-4-future/">Giovani e dispositivi mobili: i nuovi trend di Opinion Leader 4 Future</a> appeared first on <a href="https://www.brandforum.it">Brandforum.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue la divulgazione dei dati relativi alle ricerche di <strong>Opinion Leader 4 Future</strong>, il progetto triennale nato dalla collaborazione tra l’<strong>Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo</strong> (<a href="https://almed.unicatt.it/" target="_blank" rel="noopener">ALMED</a>) <strong>dell’Università Cattolica </strong>di Milano e il <strong>Gruppo Credem</strong>, tra i principali e i più solidi istituti bancari d’Italia.</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Opinion Leader 4 Future: uno step di ricerca dedicato ai più giovani</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Opinion Leader 4 Future si è occupato di indagare le <strong>dinamiche</strong> che caratterizzano la <strong>ricerca</strong> delle <strong>informazioni</strong> da parte dei più giovani, esplorandone il rapporto con i dispositivi mobili.</p>
<p>La ricerca ha coinvolto <em><strong>200 studenti</strong></em> del corso di <em>Metodi e Strumenti della Media Research</em> della Laurea Triennale in Linguaggi dei Media, di età compresa <strong>tra i 19 e i 24 anni</strong>.</p>
<h3><span style="color: #000099;"></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9217" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/01/opinion-leader-4-future-brandforum-300x169.png" alt="" width="479" height="270" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/01/opinion-leader-4-future-brandforum-300x169.png 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/01/opinion-leader-4-future-brandforum.png 460w" sizes="auto, (max-width: 479px) 100vw, 479px" /></strong></span></h3>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 1 &#8211; Logo del progetto Opinion Leader 4 Future.</em></p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Alcuni punti chiave emersi dall’indagine di Opinion Leader 4 Future: canali di informazione e modalità di fruizione</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
L’accesso all’informazione può avere dinamiche differenti: può avvenire in uno specifico momento della giornata, in modo consequenziale rispetto a un singolo contenuto, in relazione alla rete di conoscenze, a partire da un’esigenza o in modo protettivo-immersivo rispetto all’ambiente circostante.</p>
<p>Nello specifico, l’indagine ha rilevato che la <strong>ricerca</strong> <strong>di informazioni</strong> può verificarsi:</p>
<ul>
<li>in modo <strong>temporalizzato</strong>, ossia in particolari momenti della giornata, o in modo <strong>interstiziale</strong>, tra un impegno e l’altro (nel complesso, il <strong>74%</strong> degli studenti <strong>intervistati</strong> <strong>ricade in una delle due fattispecie</strong>);</li>
<li>in modo <strong>consequenziale</strong>, a partire, cioè, da una singola notizia che riporta ad altre da esplorare (52%), o <strong>relazionale</strong>, in quanto può avvenire anche attraverso segnalazioni che partono dalla propria rete di conoscenze (44%).</li>
</ul>
<p>La <strong>ricerca</strong> <strong>di informazioni</strong>, inoltre, può essere <strong>verticale</strong>, se parte da un interesse o bisogno specifico (53%), ma anche di <strong>natura protettiva-immersiva</strong>, come pretesto per estraniarsi dal contesto circostante (15%).</p>
<p>Interessante poi è anche la <strong>modalità</strong> <strong>di fruizione</strong> delle informazioni e la <strong>tipologia</strong> <strong>di</strong> <strong>linguaggio</strong> più gradita dagli intervistati in riferimento alle piattaforme digitali: le <strong>infografiche</strong> risultano essere le preferite dai soggetti intervistati (45%), seguite dai <strong>video</strong> (36%) e, da ultimo, dai <strong>contenuti</strong> <strong>testuali</strong> (19%).</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Giovani e dipendenza da smartphone: disconnettersi dai device per riconnettersi con le persone</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Nel contesto della ricerca, che ha anche visto gli studenti privarsi del contatto con lo smartphone per 24 ore, è emersa una <strong>dipendenza</strong> <strong>da dispositivi mobili</strong>, legata soprattutto alla <strong>continua esigenza di ricercare informazioni e dati</strong>, utilizzati dai giovani per essere in collegamento con il mondo e avere una bussola che li orienti nel quotidiano.</p>
<p style="text-align: center;"><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9218" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/01/chiara-giaccardi-brandforum-1-300x194.jpg" alt="" width="475" height="307" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/01/chiara-giaccardi-brandforum-1-300x194.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2023/01/chiara-giaccardi-brandforum-1.jpg 467w" sizes="auto, (max-width: 475px) 100vw, 475px" /></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine 2 &#8211; Chiara Giaccardi, Professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.</em></p>
<p><em>“L’esperimento della <strong>disimmersione</strong>, ovvero scollegarsi dai dispositivi digitali e dalla rete, ha consentito ai nostri studenti di raggiungere un livello di <strong>consapevolezza</strong> e <strong>autoanalisi</strong> molto più alto rispetto ai modi e al senso delle loro pratiche quotidiane” – </em>ha dichiarato <strong>Chiara Giaccardi</strong>, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore.<em> “Emerge un’ambivalenza: da un lato il bisogno di essere connessi e non sentirsi tagliati fuori, dall’altro il desiderio di una protezione, una barriera, verso un mondo sentito forse come troppo complesso e sfidante. La scommessa formativa riguarda proprio il lavorare sul livello della consapevolezza per <strong>favorire</strong>, piuttosto che un ritiro dal mondo di cui si ascoltano gli echi filtrati dai dispositivi, un <strong>desiderio</strong> di <strong>coinvolgimento</strong> <strong>attivo e contributivo</strong> anche attraverso le possibilità offerte dal digitale”.</em></p>
<p>In questa ricerca è stato altresì possibile rilevare la dipendenza da dispositivi mobili di questi giovani dai 19 e 24 anni tramite tre distinti approcci:</p>
<ul>
<li><strong>gestuale</strong> nell’atto istintivo e involontario di controllare ripetutamente lo schermo;</li>
<li><strong>sensoriale</strong> nella sensazione di essere in una bolla e protetti dal mondo esterno;</li>
<li><strong>monitorante</strong> nell’osservare cosa accade, rimanere sempre connessi e documentare ogni momento della propria vita.</li>
</ul>
<p>Questi dati arricchiscono le considerazioni già emerse del progetto Opinion Leader 4 Future, nato tre anni fa grazie alla collaborazione tra ALMED – Università Cattolica e Gruppo Credem. Per ricostruire i precedenti step di ricerca del Progetto, si rimanda al nostro recente paper “<a href="https://www.brandforum.it/paper/www-brandforum-it-paper-opinion-leader-4-future-il-progetto-prosegue-con-un-focus-sulla-sostenibilita/" target="_blank" rel="noopener">Opinion Leader 4 Future: il progetto prosegue con un focus sulla sostenibilità</a>”.</p>
<p>—</p>
<p class="has-text-color"><span style="color: #000099;">Si ringrazia <strong>Elisa Comazzi</strong>, studentessa CIMO – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per aver contribuito alla realizzazione e alla stesura di questo paper.</span></p>
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		<title>Il cambiamento passa dalla partecipazione</title>
		<link>https://www.brandforum.it/paper/il-cambiamento-passa-dalla-partecipazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 13:36:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.brandforum.it/paper//</guid>

					<description><![CDATA[<p><i>Mario Franzino (Guest di Brandforum), Former Ceo BSH Italia e Consulente manageriale</i>, in questo interessante articolo di Business People propone una riflessione molto attuale sul tema giovani, partecipazione e cambiamento sociale.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo un nuovo Parlamento, nuove cariche e una legislatura dalla quale ci aspettiamo molto. Gli italiani hanno decretato con il voto lo scorso settembre vincitori e vinti. Quanto è successo subito dopo per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, le immediate e non preventivate tensioni tra le parti politiche, fanno intendere che non sarà così semplice trovare equilibri continuativi, ma poco conta. Adesso si dovrà lavorare, dimostrando grande capacità nel raggiungere gli obiettivi da tempo dichiarati e necessari al Paese.</p>
<p>La considerazione, però, più importante è che il partito leader in assoluto, quello degli “assenteisti” ha incrementato la propria percentuale negli anni, a ogni sessione di voto, ultime elezioni incluse. Insomma, nulla è cambiato… anzi! Fa riflettere questo persistente allontanamento da parte di molti dalla politica. Il voto e la possibilità di esprimere le proprie preferenze sembrano non essere più rilevanti per gran parte del Paese. Onestamente non è semplice da accettare, considerando quanto le generazioni passate abbiano combattuto con determinazione affinché tutti potessero esprimere la propria volontà e scegliere in modo libero e democratico.</p>
<p>Oggi si è fermi e decisi nel criticare il contesto determinato dagli interpreti politici di questa o quella fazione, ma dovremmo allo stesso tempo avere ben chiari anche i doveri di noi cittadini. Impegnarsi e partecipare attivamente alla costruzione del Paese è compito di tutti. Nulla avviene per caso, la storia insegna, ma proprio per questo necessitiamo “dell’intera platea” che faccia valere le proprie idee, ben sapendo che per trasformare un progetto in valori tangibili e percepiti ci vuole tempo, costanza e passione per le proprie cose. E i nostri politici? Si affrontano fuori e dentro le aule istituzionali, utilizzando ogni mezzo che la moderna comunicazione (soprattutto quella digitale) mette a disposizione e cercando di coinvolgere il più possibile; i giovani, ad esempio, attraverso messaggi effimeri, banali e per nulla interessanti. Pare che le nuove generazioni vengano considerate da alcuni unicamente come ossessionati fruitori di comunicazione in rete, qualsiasi essa sia.</p>
<p>Mi chiedo: ma questi ragazzi non sentono la necessità di poter contare su una nuova e credibile classe politica, che rappresentandoli trasmetta in modo efficace e completo valori e volontà innovative necessarie al domani? Capisco che la maggior parte di loro abbia perso la fiducia nei confronti di una politica che per anni ha operato con trascuratezza, superficialità e assenza di generale trasparenza, ma per cambiare le cose bisogna partecipare e impegnarsi. Questo sempre e comunque in ogni campo, la politica non fa eccezione. Impostare un nuovo progetto, più meritocratico ed efficiente per il loro futuro, necessita di atteggiamenti diversi, compreso un impegno sociale vissuto in modo più coinvolgente e continuativo. La loro voce deve farsi sentire sempre e ovunque. Farebbe bene a tutti!</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Si ringraziano <strong>Mario Franzino</strong> e <strong>Business People</strong> per la gentile concessione alla ricondivisione del pezzo (<a href="http://www.businesspeople.it/Le-opinioni/Articolando/Il-cambiamento-passa-dalla-partecipazione" target="_blank" rel="noopener">link all’articolo</a>).</p>
<p>Per leggere la puntata precedente &#8220;<strong>Salviamo i giovani dalle famiglie</strong>&#8220;, <a href="https://www.brandforum.it/paper/salviamo-i-giovani-dalle-famiglie/" target="_blank" rel="noopener">clicca qui</a>.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>STEM Passion, mostra fotografica dedicata alle donne della scienza, arriva a Verona</title>
		<link>https://www.brandforum.it/paper/stem-passion-mostra-fotografica-dedicata-alle-donne-della-scienza-arriva-a-verona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 09:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITAL]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.brandforum.it/paper//</guid>

					<description><![CDATA[<p>STEM Passion, che sarà aperta dal 4 novembre al 31 dicembre 2022, è un viaggio che racconta aspirazioni, impegno e non da ultima la passione per discipline STEM che coinvolgono scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prende vita a <strong>Verona </strong>la nuova e importante <strong>mostra fotografica </strong>dal titolo <strong>“STEM Passion” </strong>dedicata alle <strong>donne </strong>della <strong>scienza </strong>a confronto con sfide, soddisfazioni e anche stereotipi che tuttora gravitano attorno a questo connubio. La mostra, frutto dell’idea e dell’impegno di <strong>Elisabetta Citterio </strong>e <strong>Claudia Cagliano</strong>, approda in città grazie alla preziosa intuizione del <strong>Comitato </strong>per l’<strong>Orientamento Scolastico e Professionale &#8211; </strong><strong>COSP di</strong> <strong>Verona</strong>, che ha voluto dare al territorio la possibilità di confrontarsi con questa iniziativa che intreccia <strong>scienza </strong>e <strong>creatività</strong>, coinvolgendo <strong>cittadinanza</strong>, <strong>scuole</strong>, <strong>associazioni</strong>, referenti del mondo del <strong>lavoro </strong>e della <strong>ricerca</strong>.</p>
<p>L’<strong>inaugurazione </strong>si terrà il <strong>4 novembre </strong>nella sede della <strong>Camera di Commercio di Verona </strong>(corso Porta Nuova, 96), dalle ore <strong>15 </strong>fino <strong>alle 17:30</strong>. La <strong>mostra </strong>sarà visitabile fino al <strong>31 dicembre 2022 </strong>con <strong>ingresso gratuito </strong>dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 17:00.</p>
<p>Brandforum aveva già avuto modo di parlare dell&#8217;iniziativa <strong>STEM Passion</strong> in occasione della Tavola Rotonda per celebrare la <strong>Giornata Internazionale delle Donne nella Scienza,</strong> tenutasi il <strong>9 febbraio</strong> scorso (per leggere l&#8217;articolo dedicato, <a href="https://www.brandforum.it/paper/donne-e-scienza-storie-di-eccellenza-contro-gli-stereotipi-di-genere/" target="_blank" rel="noopener"><strong>CLICCA QUI</strong></a>).</p>
<h3><span style="color: #000099;"><strong>Il progetto STEM Passion, che racconta le donne nella scienza</strong></span></h3>
<p>&nbsp;<br />
Il progetto <strong>“STEM Passion” </strong>è stato creato in sinergia da <strong>Elisabetta Citterio</strong>, autrice delle opere fotografiche nonché biologa molecolare, e da <strong>Claudia Cagliano</strong>, coautrice della mostra oltre che docente e consulente di comunicazione (e spesso Guest della Redazione di Brandforum <a href="https://www.brandforum.it/people/claudia-cagliano/" target="_blank" rel="noopener">https://www.brandforum.it/people/claudia-cagliano/</a>). Con determinazione hanno scelto di dare voce alle storie in carne e ossa del mondo STEM con un obiettivo forte e chiaro: mettere in luce e valorizzare contributi di <strong>eccellenza </strong>e <strong>passione </strong>non solo per celebrare i successi delle grandi <strong>scienziate italiane </strong>e <strong>internazionali </strong>ma anche per testimoniare che questa scelta è possibile se la si desidera concretizzare.</p>
<p>L’esposizione traghetterà il pubblico di visitatori e visitatrici lungo un viaggio dove <strong>immagini</strong>, <strong>parole </strong>e <strong>suoni </strong>s’intrecceranno tra loro per immergere appieno nel tema e nel vissuto delle donne protagoniste. Il progetto multimediale si avvale del contributo di <strong>Andrea Pozzoli </strong>per il sound design e di <strong>Claudia Brambilla </strong>per la grafica.</p>
<p>In occasione della mostra saranno esibiti <strong>39 scatti </strong>di altrettante <strong>scienziate </strong>di età e nazionalità differenti e che ricoprono importanti ruoli in <strong>università </strong>e in ambiti di <strong>ricerca internazionali</strong>. Sono 9 i Paesi europei rappresentati e 17 le città, tre le testimonianze dagli Stati Uniti. La mostra è in costante evoluzione e ad ogni tappa si arricchisce di nuovi contributi e storie.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9033" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/10/Ilaria_Capua_STEMpassion_CopyrightElisabettaCitterio-300x200.jpg" alt="" width="555" height="370" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/10/Ilaria_Capua_STEMpassion_CopyrightElisabettaCitterio-300x200.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/10/Ilaria_Capua_STEMpassion_CopyrightElisabettaCitterio-1024x683.jpg 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/10/Ilaria_Capua_STEMpassion_CopyrightElisabettaCitterio-768x512.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/10/Ilaria_Capua_STEMpassion_CopyrightElisabettaCitterio.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 555px) 100vw, 555px" /></p>
<p>Tra le scienziate immortalate ci sono <strong>Maria Leptin</strong>, presidente dell’European Research Council, <strong>Ilaria Capua</strong>, direttrice di One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, <strong>Rana Dajani</strong>, presidente dell&#8217;associazione SASTA e fondatrice di We Love Reading, <strong>Magdalena Skipper</strong>, caporedattrice di Nature, <strong>Fiona Watt</strong>, direttrice di EMBO, <strong>Edith Heard</strong>, direttrice di EMBL, <strong>Asifa Ahktar</strong>, vicepresidente della Max Planck Society, <strong>Cristina Messa</strong>, ministra dell’Università e della Ricerca durante il governo Draghi.</p>
<p>Un lavoro corposo iniziato nel 2019 da <strong>Elisabetta Citterio </strong>che racconta: “Il progetto nasce con l’obiettivo di promuovere un <strong>cambiamento culturale</strong>. La fotografia mi è sembrata il mezzo più adatto per superare l’immagine stereotipata che in alcuni casi identifica ancora chi fa ricerca con la figura di un uomo di una certa età chiuso nel suo laboratorio. L’ambito della ricerca, che conosco direttamente, è invece formato da tante donne che stanno portando <strong>innovazione </strong>nella società, compresa la comunicazione, e con questa mostra desidero dar loro <strong>visibilità</strong>”. Un pensiero in particolare è rivolto al pubblico dei e delle <strong>giovani</strong>: “Vorrei trasmettere il messaggio che non ci sono formule predefinite per diventare scienziati o scienziate e che la <strong>scelta </strong>di intraprendere questo percorso non deve essere vincolata da timori o stereotipi”. Altro aspetto centrale testimoniato dalla mostra è che “non esistono divisioni tra <strong>creatività </strong>e <strong>scienza</strong>, anzi, la prima è una componente molto importante nell’applicazione della seconda perché la realtà si esplora meglio attraverso questa <strong>sinergia</strong>”.</p>
<p>“Sensibilizzare le <strong>nuove generazioni </strong>sul tema della <strong>scelta </strong>e della <strong>complementarietà </strong>tra l’<strong>ambito umanistico </strong>e quello <strong>scientifico </strong>è una delle missioni di questo progetto perché il <strong>lavoro di rete </strong>è alla base dell’<strong>innovazione</strong>” evidenzia Claudia Cagliano “Desideriamo affermare l’importanza di ogni ambito, ribadendo che non c’è una precedenza d’importanza, bensì il <strong>diritto a una scelta </strong>che fa parte del nostro percorso di vita. Desideriamo infatti scardinare gli <strong>stereotipi </strong>che impattano sulle donne che vogliono intraprendere un percorso nell’ambito STEM: per questo gli scatti immortalano le scienziate non chiuse in un laboratorio bensì in uno spazio aperto o a loro caro, testimoniando la dimensione umana e variegata che appartiene ad esse. Affrontiamo inoltre gli stereotipi che riguardano in generale il <strong>tema donne </strong>e <strong>lavoro </strong>anche in relazione ad aspetti correlati come maternità, carriera, gestione quotidiana”.</p>
<p>La mostra risponde a un’esigenza importante: l’<strong>attuale visibilità </strong>delle donne STEM nei media è infatti ancora <strong>bassa</strong>. La percentuale di donne intervistate è del 25-29%, con un <strong>tasso di citazione </strong>che è la metà rispetto agli uomini, anche nel giornalismo scientifico (fonte: Sara Reardon, Nature, 2021).</p>
<h3><strong><span style="color: #000099;">Dare visibilità al tema giovani e STEM</span></strong></h3>
<p>&nbsp;<br />
L’inaugurazione della mostra è a cura del <strong>Comitato </strong>per l’<strong>Orientamento Scolastico e Professionale &#8211; COSP di Verona </strong>che da anni dedica profonda attenzione al tema della <strong>scelta </strong>del percorso di studi con cui si confrontano adolescenti e giovani, tra cui coloro che magari aspirano proprio all’ambito STEM. Grande attenzione per questa tappa veronese del progetto “STEM Passion” sarà proprio offerta alle <strong>scuole</strong>.</p>
<p>“La mostra si configura come uno spazio catalizzatore per conoscere esperienze e percorsi di vita e di carriera nelle discipline STEM &#8211; evidenzia <strong>Lisa Conforto</strong>, direttrice di COSP Verona &#8211; Ancora troppo spesso incontriamo infatti <strong>studenti </strong>e <strong>studentesse </strong>che rinunciano in partenza a intraprendere questo tipo di percorso o sono frenati dal sceglierlo per diversi motivi”. E sottolinea: “Una delle missioni importanti che abbiamo è proprio quella di incoraggiare i e le giovani affinché possano conoscere e cogliere nuove conoscenze negli ambiti STEM, anche attraverso forme di comunicazione come la <strong>fotografia </strong>e le <strong>immagini</strong>, capaci di regalare emozioni e suggestioni che speriamo possano aiutare a intraprendere una scelta rispetto a ciò che desiderano veramente”.</p>
<p>Un tema cardine che riguarda anche il <strong>mercato del lavoro </strong>se pensiamo che il <strong>44% delle aziende in Italia </strong>ha difficoltà a trovare candidati e candidate nelle materie STEM (Deloitte, Rethink STE(A)M education). Inoltre si fermerebbe al <strong>27,6% </strong>degli studenti totali &#8211; di cui il <strong>19% </strong>delle studentesse &#8211; la percentuale di chi si laurea in discipline STEM (fonte: Elaborazione Valore D su dati Almalaurea 2022).</p>
<h3><strong><span style="color: #000099;">Inaugurazione STEM Passion: i nomi del programma</span></strong></h3>
<p>&nbsp;<br />
Le autrici di “STEM Passion” interverranno entrambe all’<strong>inaugurazione </strong>che coinvolgerà un ricco <strong>programma </strong>di testimonianze anche da parte di importanti referenti del mondo scientifico. Dopo i saluti istituzionali è previsto l’intervento di <strong>Massimiliano Badino</strong>, professore universitario di Logica e Filosofia della Scienza che parlerà delle opportunità e dei progetti negli ambiti STEM proposti dall’<strong>università di Verona</strong>. A seguire una serie articolata di testimonianze di passione, conoscenza e curiosità dal mondo della scienza. Un esempio è quello di <strong>Simonetta Di Pippo</strong>, docente di Practice di Space Economy alla SDA Bocconi School of Management e direttrice dello Space Economy Evolution Lab (SEE Lab).</p>
<p>Non mancheranno i preziosi contributi di <strong>Sara Roccabianca</strong>, professoressa e membro di facoltà del dipartimento di Ingegneria Meccanica della Michigan State University (MSU), e di <strong>Lorella Carimali</strong>, docente di Matematica e Fisica, premiata nel 2017 tra i 10 migliori insegnanti dell’Italian Teacher Prize.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9032 aligncenter" src="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/10/stempassion-300x280.jpg" alt="" width="500" height="467" srcset="https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/10/stempassion-300x280.jpg 300w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/10/stempassion-1024x955.jpg 1024w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/10/stempassion-768x716.jpg 768w, https://www.brandforum.it/wp-content/uploads/2022/10/stempassion.jpg 1182w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Una parte importante sarà dedicata all’aspetto divulgativo con <strong>Linda Raimondo</strong>, aspirante astronauta, studentessa di Fisica e divulgatrice scientifica per RAI Ragazzi, e <strong>Letizia Giangualano</strong>, che racconta storie di donne eccellenti su Alley Oop ed è autrice di diversi libri tra cui il recente “L’Ingegno di Minerva. Brillanti scienziate dall’antichità”.</p>
<p>Previsti un focus dedicato alle iniziative di formazione e orientamento di COSP Verona, realizzato dalla direttrice <strong>Lisa Conforto</strong>, e un intervento di <strong>Francesco Verbaro</strong>, presidente di FormaTemp Fondo Formazione Lavoratori in Somministrazione.</p>
<p>L’evento prevederà inoltre il <strong>contributo video </strong>di <strong>Ilaria Capua</strong>, celebre scienziata e direttrice del Centro di Eccellenza One Health dell’Università della Florida. A moderare l’incontro sarà la giornalista <strong>Elisa Tagliani</strong>. Al termine è previsto un <strong>aperitivo </strong>all’insegna della condivisione.</p>
<p>La mostra “STEM Passion”, patrocinata dal <strong>Comune </strong>e dall’<strong>Università degli Studi di Verona</strong>, gode del contributo di <strong>Regione Veneto </strong>e del <strong>Fondo per lo Sviluppo </strong>e la <strong>Coesione</strong>. È inoltre promossa da <strong>Cariverona </strong>e realizzata in collaborazione con <strong>Confindustria Verona</strong>, <strong>Confcommercio Verona t2i Trasferimento Tecnologico Innovazione</strong>, l’associazione <strong>We STEAM Verona </strong>e <strong>Verona FabLab</strong>. L’iniziativa è inoltre sostenuta da: <strong>Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura Verona, Confartigianato </strong>ed <strong>Evotec</strong>. Sponsor tecnici le fondazioni <strong>Edulife </strong>e <strong>Zambon Open Education</strong>.</p>
<p><span style="color: #000099;">&#8212;</span></p>
<p><span style="color: #000099;">Per ulteriori <strong>informazioni</strong> e per <strong>partecipare all&#8217;evento</strong>, vi invitiamo a visitare il <strong>sito dell&#8217;iniziativa</strong> (<a style="color: #000099;" href="http://www.stempassion.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>CLICCA QUI</strong></a>).</span></p>
<p>The post <a href="https://www.brandforum.it/paper/stem-passion-mostra-fotografica-dedicata-alle-donne-della-scienza-arriva-a-verona/">STEM Passion, mostra fotografica dedicata alle donne della scienza, arriva a Verona</a> appeared first on <a href="https://www.brandforum.it">Brandforum.it</a>.</p>
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