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Biografie di oggetti/Storie di cose
a cura di Angelika Burtscher, Daniele Lupo, Alvise Mattozzi, Paolo Volonté, Bruno Mondadori, 2009.

Circa vent’anni fa, l’antropologo Igor Kopytoff avanzava l’idea che, come gli uomini, anche gli oggetti avessero una propria “biografia”, rivelatrice delle caratteristiche di una società.
Partendo da questa tesi, il volume si interroga sulla vita delle cose, e facendo dialogare ambiti, sguardi e pratiche differenti, descrive il ruolo che esse svolgono nella quotidianità delle esistenze umane e nelle relazioni sociali.
Nella prima parte studiosi di differenti discipline etnologi, filosofi, semiologi, sociologi, storici del design illustrano il concetto di “biografia degli oggetti” attraverso riflessioni e analisi teoriche; nella seconda numerosi designer che hanno partecipato alla mostra “Storie di cose”, tenutasi a Bolzano nell’autunno 2007, di cui viene presentata la documentazione scritta e fotografica - intrecciano le loro storie personali con quelle dei loro oggetti, a testimonianza del concreto rapporto tra il mondo delle persone e quello delle cose.

Gli intramontabili...
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Gli intramontabili
Patrizia Calefato, Meltemi, 2009.

Cosa hanno in comune una borsa Kelly battuta all’asta su eBay, un vinile dei Beatles, la vecchia 500 rimessa a nuovo, ma anche la nuova che la cita nel nome, nei colori e nelle forme, un mobile di design italiano degli anni del boom, un disco degli Abba, i regali di Natale, il jeans, il bikini, la T-shirt, Mina, Jacqueline Kennedy e Grace Kelly?
Sono gli intramontabili, i sempreverdi. Mode, persone, oggetti che restano nel tempo o ritornano, come “vintage”, dopo una fase di relativo oblio, anche se la loro “resistenza” ha talvolta il senso del residuo ottuso e della leggera ossessione, piuttosto che dell’autodifesa attiva. Segni che non solo rimangono nel corso degli anni come “classici”, nel senso più tradizionale della parola, ma si ripresentano, rielaborati sotto forma di citazione visiva, deformati dalla memoria, riciclati e riusati, per dar vita a nuove configurazioni.

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Patrizia Calefato, semiologa, insegna Sociolinguistica, Linguistica informatica e Analisi socio-antropologica del prodotto di moda nell’Università degli Studi di Bari.
YouTube
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YouTube


Jean Burgess e Joshua Green, EGEA, 2009.

YouTube uno è dei più conosciuti e discussi siti di media partecipativi, il più utilizzato su Internet per la condivisione di video. Ma come viene utilizzato? Perchè è così importante? Quali rapporti ha con le più vaste trasformazioni in corso nella cultura, nella società e nell'economia? Sono tanti e diversi i soggetti che partecipano e contribuiscono a YouTube.
YouTube offre l'opportunità di affrontare alcuni dei problemi più
importanti della cultura partecipativa: il differente peso delle diverse voci e forme di partecipazione, le evidenti tensioni fra interessi commerciali e bene collettivo, e la contestazione delle regole etiche e sociali.

Scarica l'introduzione da www.egeaonline.it
Le 22 immutabili...
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Le 22 immutabili leggi del marketing
Al Ries e Jack Trout, L'Età dell'Acquario - Lindau, 2009.

Il mercato è pieno di insidie. E il marketing è una materia in continua evoluzione, perché la società cambia rapidamente e imprevedibilmente. I cicli economici sono instabili. I budget sempre più risicati. Ormai le aziende -grandi e piccole - non possono più permettersi di sbagliare. Secondo Al Ries e Jack Trout è possibile ridurre al minimo gli errori a patto di conoscere e mettere in pratica le «leggi fondamentali» descritte nel libro, elaborate a partire dall'analisi delle strategie di grandi aziende e del tasso di successo/fallimento dei nuovi prodotti.

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Al Ries e Jack Trout sono fra gli strateghi di marketing più conosciuti al mondo, hanno pubblicato numerosi libri che hanno venduto milioni di copie.
The London...
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The London Cut. Savile Row. L'arte inglese della sartoria
James Sherwood, Marsilio, Venezia, 2007.

Savile Row, storica via londinese, è sede dal 1806 dei più esclusivi laboratori sartoriali del mondo, per uomo e per donna. Per una clientela eccellente e variegata. Dal 1806 a oggi le icone di Savile Row includono l'Ammiraglio Nelson, Cary Grant, John Lennon, fino a tutti i reali d'Inghilterra.
Primo libro tradotto in italiano sull’argomento, contiene esaurienti informazioni sui sarti di Savile Row e un ricco apparato iconografico; racconta non solo la storia, ma anche il lato contemporaneo della moda: non a caso i più noti stilisti (da Gianni Versace a Stella McCartney) sono stati -o lo sono ancora- clienti di questa celebre via.

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James Sherwood è giornalista di moda. Collabora con l'International Herald Tribune, il Financial Times, The Indipendent. E' fashion correspondent per la BBC.
Il progetto...
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Il progetto dell'identità di marca nel punto vendita.
Giulia Gerosa, FrancoAngeli, Milano, 2008.

La progettazione dell'identità di marca negli spazi vendita si manifesta come un momento essenziale della differenziazione commerciale offrendo al consumatore, sempre più attivo nella costruzione della catena del valore, un'esperienza di arricchimento, un luogo di relazione e di coinvolgimento sensoriale.

Nel testo vengono presi in considerazione alcuni mezzi conoscitivi e interpretativi utilizzati dalle discipline coinvolte nella progettazione degli spazi retail (dall'interior alla comunicazione, dal design dei servizi al marketing), individuando una serie di strumenti che, a seconda delle occasioni, possano essere integrati e riassemblati rispetto agli ambiti di intervento.

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Giulia Gerosa, architetto e dottore di ricerca in disegno industriale e comunicazione multimediale, si è occupata di pianificazione territoriale ed edilizia. Collabora da diversi anni con la Facoltà del Design del Politecnico di Milano.
Il cibo flessibile....
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Il cibo flessibile. Nuovi comportamenti di consumo.
Maura Franchi, Carocci, Roma, 2009.

A quali bisogni risponde il cibo oltre a quello primario del sostentamento? In che modo la crisi in corso modifica i comportamenti di consumo? Il cibo è al crocevia di nuove contraddizioni: la sua importanza cresce quanto l’attenzione verso il corpo. Così può essere veicolo di salute e fonte di malattia, via di benessere e occasione di paure collettive. Il cibo è flessibile. Si adatta alle situazioni in cui è consumato, dà luogo a variegati fenomeni di ibridazione, si scompone in porzioni sempre più piccole e meglio trasportabili, si trasforma continuamente in altro: spettacolo, simbolo, cura, socialità, comunicazione. Accompagna gli individui in un perenne pendolarismo tra luoghi, esigenze e desideri in contrasto. Le imprese devono dunque interpretare le ambivalenze, inventare prodotti e messaggi in grado di corrispondere alle nuove situazioni del cibo, sempre meno circoscritto al pasto e più mobile e frammentato. Il libro propone una chiave di lettura unitaria dei fenomeni che ruotano attorno al cibo, situandone il carattere culturale nel contesto sociale odierno.

Per ulteriori approfondimenti:
www.ilsensodelconsumo.it

Per gentile concessione dell'Autrice e dell'Editore, che sentitamente ringraziamo, pubblichiamo in esclusiva (in formato pdf) l'Introduzione al volume.


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Maura Franchi. Insegna Sociologia dello sviluppo presso la Facoltà di Economia e Marketing ristorativo nel Corso di Scienze gastronomiche dell’Università di Parma.
La direzione...
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La direzione del personale, fondamenti per una prassi professionale innovativa.


Gianfranco Rebora, Etas, 2009.

Il volume ripercorre i temi essenziali della gestione delle risorse umane, con un approccio innovativo che supera gli schemi dei manuali tradizionali. Il rapporto tra organizzazioni e persone non è solo complesso, ma ambiguo, opaco, attraversato da molteplici diversità, continuamente esposto all'incertezza. Con questo testo si alimenta una comprensione più profonda di questa relazione, ricorrendo ai contributi non solo della più aggiornata scienza manageriale ma anche del cinema e della narrativa, oltre che della riflessione su casi ed esperienze aziendali. L'ampio ricorso a casi concreti e l'attenzione posta sulle realtà - e sulle difficoltà - operative delle imprese italiane ne fanno un testo importante per gli studenti della disciplina, ma anche per coloro che sono già inseriti nel mondo della gestione del personale e che intendono rimanere aggiornati sullo stato dell'arte in materia. 


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Gianfranco Rebora, Rettore dell'Università Carlo Cattaneo – LIUC.

Logo Tales
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FNAC

La famosa catena di negozi specializzati nella distribuzione di prodotti culturali e tecnologici nacque a Parigi nel 1954.
Il suo nome è l'acronimo di "Fédération Nationale d'Achat des Cadres" (federazione nazionale dell'acquisto di quadri).
Il primo punto vendita italiano fu aperto nel 2000 in via Torino, a Milano.

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Esselunga

Nel 1957, il grafico Max Huber, realizzò le insegne dei punti vendita della neonata “Supermarkets Italiani S.p.A.”: si trattava della parola ‘supermarket’ con una lunga “S” iniziale.
I supermercati iniziarono quindi a essere identificati con la “esse lunga” e ben presto il nome della catena fu cambiato prima in “Esse Lunga”, poi in “Esselunga”.

In allegato l'evoluzione del logo.

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Carrefour

Il nome della catena di supermercati Carrefour in italiano significa 'incrocio'. Il primo punto vendita, infatti, fu aperto nel 1957 in prossimità di un incrocio, ad Annecy nel sud-est della Francia.
In tutti i paesi del mondo in cui opera l'azienda, i supermercati mantengono la denominazione francese "Carrefour"; soltanto in Cina il nome è stato tradotto in "Jialefu" (che significa 'portare gioia e felicità alle famiglie'), cercando di mantenere il suono nella pronuncia cinese.
Agli occhi di un osservatore poco attento, il logo potrebbe sembrare formato da un triangolo e una freccia. In realtà, riprendendo i colori della bandiera francese, rappresenta in negativo una "C" bianca, all'interno di un rombo rosso e blu.

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L'Oreal

L'azienda cosmetica francese nacque nel 1909 come "Société Française de Teintures Inoffensives pour Cheveux" (società francese di tinture inoffensive per capelli): il primo prodotto fu, infatti, una tinta per capelli, inventata dal chimico Eugène Schueller, chiamata "Auréole".
Mantenendo assonanza con il nome della tinta, nel 1939 l'azienda fu denominata "L'Oréal".
Nel logo la "O" grande voleva richiamare proprio un'aureola. 

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Beck's

Il marchio Beck’s deriva dal nome del mastro birraio Heinrich Beck, che nel 1873 – insieme a due imprenditori tedeschi – fondò a Brema la “Kaiserbrauerei Beck & May o.H.G.” (in italiano, birrificio imperiale Beck & May s.n.c.). Due anni dopo Thomas May abbandonò l’azienda, che venne rinominata in “Kaiserbrauerei Beck & Co”.



In allegato la storia del logo Beck's.

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Heineken

Il nome della birra olandese famosa in tutto il mondo deriva da quello del suo fondatore, Gerard Adriaan Heineken, che il 15 febbraio 1864 fondò ad Amsterdam la “Heineken & Co.” dopo aver rilevato l’attività della birreria “De Hooiberg” (aperta dal 1592). Da quel momento a capo dell’azienda ci fu sempre un membro della famiglia Heineken.


In allegato il significato dei logo Heinenek.

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Bluetooth

Gli inventori della tecnologia che unisce le persone, facendole comunicare tra loro, si sono ispirati al nome del sovrano danese che per primo unì i popoli scandinavi diffondendo il Cristianesimo.
Il sovrano, Re Aroldo I di Danimarca, era soprannominato Harald Blåtand, “dente blu” (bluetooth, in inglese), per la sua insolita carnagione scura, rara ed evidente in un paese nordico proprio come un dente blu. Il termine Blåtand deriva, infatti, dalle parole danesi che significano “di carnagione scura” (bla) e “grande uomo” (tan).

Il logo ufficiale di Bluetooth è composto da dai caratteri runici Hagall (H) e Berkanan (B), le inizali di Harald Blåtand.
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Unilever
 

Unilever è stata fondata nel 1930 dalla fusione di due aziende: la fabbrica di sapone inglese Lever Brothers e la Unie, produttore di margarina olandese. La spinta alla fusione deriva dall'opportunità intravista dai due proprietari che, competendo per le stesse materie prime, producendo entrambi prodotti per la casa e utilizzando gli stessi canali distributivi, unendosi potevano contare su un mercato mondiale di 40 paesi.

Il restyling del logo Unilever ha scomposto l’imponente 'U' in venticinque piccole icone, ognuna con un proprio significato riconducibile a una linea di prodotti o a un obiettivo dell’azienda.

Scopri i significati delle icone del logo Unilever
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XING

Il business social network XING nasce in Germania nel 2003 come OpenBusiness Club. È solo nel 2006, con la quotazione in Borsa, che si decide di cambiare nome. Si opta per XING, che ha molteplici valenze semantiche. In cinese vuol dare sia un messaggio di fiducia e ottimismo (“è possibile farlo”), sia richiamarsi all’abbraccio. In inglese americano richiama invece il Cross(X)ing, il segnale stradale dell’incrocio: vengono così riportati i concetti di crocevia, incontro, classici del networking. Da ultimo, la somiglianza con la desinenza del gerundio inglese x-ing, non può che comunicare dinamismo, movimento, evoluzione e innovazione continui.

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Mazda
 

Il nome Mazda deriva da Ahura Mazda, la massima divinità zoroastriana della ragione, che assegnò la saggezza all'uomo e lo unì alla natura ed a tutte le altre divinità. Inoltre questo nome ricorda molto, come suono, quello del fondatore della compagnia giapponese, Mr Jujiro Matsuda. Egli diede origine alla compagnia nel 1920 come Toyo Cork Kogyo Co., Ltd. 

In allegato la storia dell'evoluzione visiva del marchio.
3D Branding
Events
26-01-2010
Forum della Comunicazione Digitale

L'incontro annuale per promuore lo sviluppo della comunicazione digitale si terrà il 10 febbraio presso Palazzo Mezzanotte, Piazza Affari - Milano, dalle ore 9.00.

Programma

www.forumdigitale.it

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